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27/09/2026

Uno dei termini nati negli ultimi anni su internet a tema relazioni, e che ha iniziato a circolare parecchio, è lo sleep divorce, letteralmente “il divorzio nel sonno”. Indica quelle coppie che decidono - e soprattutto possono permettersi - di dormire in letti o camere separate.

Non si tratta però di “coppie separate in casa”, ovvero di una separazione sentimentale o relazionale, ma solo di una strategia per dormire meglio o affrontare problemi legati al sonno che possono influenzare negativamente l’armonia di coppia. Ne parliamo in questo episodio di Love machine.

Per anni si è parlato di 750 mila bunker disseminati in Albania. Oggi il dato istituzionale è molto più basso. Le cupole...
27/09/2026

Per anni si è parlato di 750 mila bunker disseminati in Albania. Oggi il dato istituzionale è molto più basso. Le cupole di cemento, intanto, sono rimaste e hanno cominciato a servire ad altro.
La loro presenza va letta dentro il progressivo isolamento dell’Albania. Dopo la rottura con la Jugoslavia di Tito nel 1948, Tirana si schierò con Mosca, per poi entrare in conflitto anche con l’Unione Sovietica. Nel 1968, dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia, l’Albania formalizzò il ritiro dal Patto di Varsavia. Negli anni Settanta si deteriorò infine anche il rapporto con la Cina.

Il Museo delle Forze Armate colloca nel 1971 l’avvio politico della fortificazione del territorio. Dal 1975 cominciò la fase più intensa, proseguita fino alla metà degli anni Ottanta. Le postazioni comparvero dalle montagne alle città, fino alle coste. Il territorio intero doveva essere pronto alla guerra. Che però non arrivò mai.

Nel frattempo, l’Albania è cambiata, anche grazie al turismo. E oggi quei bunker sono visitati e fotografati, entrano nei percorsi dei viaggiatori.

L'articolo completo è sul sito di VD.
Cover credit: © Alicja Dobrucka

27/09/2026

Dopo un viaggio in Corea, una serie di grandi abbuffate di carne locale e l'incontro con la zuppa di cane, l'onnivoro Lorenzo Biagiarelli ha cominciato a dubitare – e cercare le ragioni – del nostro consumo millenario di animali. E, soprattutto, le conseguenze che ci attendono.

Così comincia “Ho mangiato troppa carne”, il libro (pubblicato da Cairo Editore) con cui parte dai caotici mercati di Seoul e approda negli allevamenti in provincia di Cremona – dove essere vegani, tra l'altro, «non risolve il proprio rapporto conflittuale con la carne» – passando per le esperienze degli attivisti di Essere Animali e le previsioni epidemiologiche di Pier Luigi Lopalco.

«Smettere di mangiare gli animali non è sintomo di eccesso di empatia, né ipocondria e nemmeno di qualche forma di ecoansia», scrive: «smettere di mangiare carne è pura e semplice strategia di sopravvivenza». E ci assicura che è molto più difficile smettere di fumare: «infatti, non ho ancora smesso».

«I politici israeliani e i giornalisti stanno attaccando “NAZA” senza averlo neanche visto» aveva detto Yuval Abraham ri...
27/09/2026

«I politici israeliani e i giornalisti stanno attaccando “NAZA” senza averlo neanche visto» aveva detto Yuval Abraham ritirando il Premio Speciale della Giuria alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia; «crediamo che negare un crimine fa sì che questo possa essere perpetrato, e per questo è importante che nel nostro Paese quante più persone vedano questo film».

Adesso – mentre il documentario arriva per soli tre giorni nelle sale italiane, dal 28 al 30 settembre, distribuito da I Wonder Pictures – Abraham annuncia che a novembre il film sarà disponibile gratuitamente online. «Data l'importanza della questione», scrive su X, «io e Rachel Szor», l'altra regista del documentario, «insieme al Guardian abbiamo deciso di rendere il film disponibile online gratuitamente a tempo indeterminato, affinché chiunque possa ascoltare le testimonianze dei soldati».

Girato clandestinamente sui tetti di Tel Aviv, “NAZA” raccoglie infatti la testimonianza di 24 soldati dell’IDF che ricostruiscono il sistema di uccisione di civili a Gaza; «nell'ultima settimana è circolata molta disinformazione su di noi e sul film. L'opera è frutto di tre anni di approfondita inchiesta giornalistica e i dettagli sono stati verificati e incrociati. Il film parlerà da sé, e alla fine la verità verrà a galla».

La critica al proprio Paese «non è tradimento», scrive ancora: «è un dovere di ogni cittadino il cui Governo commette crimini sapere, e di ogni militare che ne è stato testimone raccontare. Ci sono migliaia di soldati che guarderanno il film e riconosceranno ciò che è descritto: l'uccisione di persone disarmate che attraversano una linea immaginaria, le centinaia di autorizzazioni per il fuoco, gli attacchi sistematici nelle case delle famiglie, l'incendio e la distruzione fisica di Gaza, omicidi e spari su persone affamate nei centri di distribuzione alimentare e altri crimini senza giustificazione».

Einfine promette, nonostante le numerose minacce ricevute: «Rachel e io torneremo in Israele, e continueremo a lottare per il futuro di questo luogo, insieme a molti compagni di strada».

26/09/2026

«Non fumo, non mangio carne, non mi drogo».

Quando negli anni Ottanta alcol ed eroina iniziarono a portarsi via parecchi punk, molti giovani della scena americana si stufarono del disimpegno e del nichilismo da '77. Erano gli anni di Reagan e del conservatorismo, e c’era bisogno di essere uniti, lucidi e forti per rovesciare lo status quo.

In quel contesto, e tra questi nuovi punk, droghe e alcol cominciarono a essere visti come strumenti di controllo e oppressione, e il sesso occasionale associato a un meccanismo che spingeva a trattare le persone come oggetti, ostacolando la formazione di legami forti. Fu la nascita di una nuova sottocultura, quella degli straight edge, caratterizzata da una nuova etica più sobria e costruttiva, basata su zero alcol, zero fumo, niente droghe e niente sesso occasionale.

Ne abbiamo parlato con Tadzio Pederzolli, chef e musicista punk vicino al movimento pur non facendone parte.

Chiamato a ritirare il Premio Satira Politica alla Carriera, lo scorso 19 settembre Antonio Albanese ha rispolverato l'e...
26/09/2026

Chiamato a ritirare il Premio Satira Politica alla Carriera, lo scorso 19 settembre Antonio Albanese ha rispolverato l'elenco dei personaggi che ha interpretato dall'inizio del 1992 a oggi: l'Epifanio di “Mai dire goal”, il lombardo Perego, Alex Drastico e poi, ovviamente, Cetto La Qualunque: che «proposto oggi sarebbe solamente stonato e fuori tempo, viste le promesse che arrivano ogni giorno dai politici».

Eppure il (candidato) sindaco di Marina di Sopra – fittizio paese della provincia calabrese – viene continuamente tirato in ballo proprio da chi ci governa: l'ultima è stata poche settimane fa, quando l'abolizione del bollo auto ha riesumato un discorso di Giorgia Meloni che paragonava Pasquale Tridico a Cetto. E pure qualche settimana prima, si era tornati a parlare della mail che un 84enne abruzzese aveva mandato al suo primo cittadino nel 2020, accusandolo di essere «La Qualunque».

In quel caso non si trattò di diffamazione – hanno deciso i giudici – ma «diritto di critica, nella forma di satira». Cetto La Qualunque infatti è il protagonista di tre film usciti fra il 2011 e il 2019 in cui si dipinge una classe dirigente corrotta, arrabattata, egoista; pur di essere votati promettono di tutto: dal ritorno dei pesci spada sulle coste a 2.000€ in regalo per ogni cittadino (vi ricorda qualcuno?), fino alle case imbiancate e l'abolizione dell'ICI (vi ricorda qualcun altro?).

Sono passati esattamente 15 anni da quella prima pellicola (che uscì il 21 gennaio 2011 e incassò quasi 16 milioni di euro), ma – come si dice in questi casi – sembra ieri, se non oggi.

26/09/2026

II bottom shaming è la svalutazione del ruolo ricettivo nel sesso tra uomini, ancora spesso associato alla femminilità e quindi considerato meno desiderabile. Un meccanismo che, secondo diversi studi, affonda le radici negli stereotipi di genere, nell’eteronormatività e nell’omofobia interiorizzata.

26/09/2026

La comunità del Salvador è poco conosciuta, ma con radici profonde.

A Milano abbiamo incontrato la comunità salvadoregna durante la festa per l’indipendenza del Paese: un’occasione per conoscere storie di migrazione, tradizioni, musica, cucina e soprattutto il legame con una terra lasciata spesso per necessità.

Abbiamo parlato anche degli stereotipi che ancora accompagnano il Salvador, della storia recente segnata dalla guerra e dalla violenza delle gang e dei profondi cambiamenti vissuti dal Paese negli ultimi anni.

Ma soprattutto abbiamo cercato di capire cosa significhi vivere tra due culture: per chi è arrivato dal Salvador e per chi, invece, è cresciuto in Italia senza mai perdere il legame con le proprie origini.

Tra pupusas, musica e ricordi, una festa diventa così un modo per sentirsi a casa anche a migliaia di chilometri di distanza.

E se a non voler fare la guerra fosse proprio la generazione che dovrebbe combatterla?Mentre in Europa tornano a crescer...
26/09/2026

E se a non voler fare la guerra fosse proprio la generazione che dovrebbe combatterla?

Mentre in Europa tornano a crescere le spese militari e si torna a discutere di leva e preparazione alla guerra, tra i giovani la disponibilità a indossare una divisa resta molto bassa.

Secondo i dati raccolti dall’European Council on Foreign Relations, solo il 27% degli europei tra i 18 e i 29 anni sarebbe favorevole alla reintroduzione del servizio militare obbligatorio.

Nella nuova puntata di Out Of Feed proviamo a mettere insieme dati, politica e storia recente per capire cosa sta succedendo.

La newsletter completa è online su Substack.

25/09/2026

«Siamo tutti matti, c'è chi lo fa vedere e chi no. Si tratta di coraggio».

Gabriele ha 21 anni, fa il musicista e convive con il bipolarismo. Negli ultimi mesi ha subito due TSV (trattamento sanitario volontario) ed è stato ricoverato. Per lui, la cosa più difficile è sopportare lo sguardo di chi lo osserva “come se fosse un marziano”.

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