17/04/2020
Vorrei approf***are di questa nostra pagina per fare un po d'informazione relativa a problematiche varie che prima o poi si manifestano su gran parte delle auto recenti. Per eventuali dubbi o chiarimenti non esitate ad interve**re nei post, ogni richiesta info sarà ben accetta:) Buona lettura!
Il (famigerato) Filtro Anti Particolato,
Il FAP è un dispositivo installato nelle vetture a gasolio di nuova generazione che ha il compito di trattare i gas di scarico ed è presente sui mezzi che hanno una classificazione a partire da Euro 4.
Il ruolo del FAP (o DPF) è di intrappolare le micro particelle PM10 e bruciarle, le quali contengono sostanze volatili che sono altamente inquinanti. I gas di scarico passano attraverso il filtro, il quale intrappola le particelle in questione e raggiunto un certo quantitativo le brucia, (trasformandole in PM2.5) per poi ve**re espulse assieme ad altri gas di scarico
Ovviamente a lungo andare il filtro perde in efficienza e richiede una certa manutenzione o addirittura la sostituzione.
Quando il filtro sta bruciando il particolato, in gergo si dice che “sta rigenerando”: il minimo del motore si innalza leggermente e si attiva il sistema di raffreddamento per controllare la temperatura che il FAP raggiunge, dato che anche questa si innalza.
Sia il DPF che il FAP integrano un sistema di controllo elettronico che monitora il funzionamento del filtro anti-particolato auto evidenziando possibili guasti o anomalie. ---CIO’ SI VERIFICA SOPRATTUTTO SUI VEICOLI CHE PRATICANO PREVALENTEMENTE PERCORSI URBANI E TRAGITTI BREVI ---durante i quali il filtro non ha la possibilità di raggiungere la temperatura necessaria a completare la rigenerazione.
In tali casi, il filtro anti-particolato auto può intasarsi e provocare singhiozzamenti, vistose perdite di potenza e l’accensione di una spia di segnalazione o di avaria sul cruscotto. Per preve**re l’intasamento e la rottura precoce del filtro antiparticolato, dovrete dunque ricordare di circolare fino al termine di ogni ciclo di rigenerazione e di rispettare gli intervalli di manutenzione previsti dal costruttore.
Conformazione e funzionamento del FAP
La composizione del FAP è metallica, in carburo di silicio. La maglia è molto f***a e si compone di piccole celle che hanno la funzione di intrappolare il particolato.
È importante evidenziare una differenza sostanziale: il FAP funziona grazie alla cerina, ovvero una sostanza che agevola l’aggregazione delle sostanza da bruciare, mentre il DPF non prevede questo additivo.
Il FAP è utilizzato prevalentemente su vetture francesi ed è coperto da brevetto, il DPF è più sviluppato per tutti gli altri modelli di veicoli. Erroneamente si utilizza la nomenclatura FAP per identificare tutti i sistemi di filtro antiparticolato.
Il FAP raggiunge quindi la temperatura di circa 400 °C per bruciare le sostanze e ridurre le dimensioni delle microparticelle, espellendo poi il tutto dai tubi di scarico.
Durante la marcia, quando il filtro raggiunge un predeterminato livello di saturazione, un iniettore speciale inietta gasolio nel circuito per facilitare la combustione, il regime del minimo si alza e le particelle PM10 bruciano.
FAP e DPF sono differenti solo nella tecnica di funzionamento. La cerina ha il compito di ridurre le temperature di combustione, facilitando però l’aggregazione del particolato, invece il DPF lavora a temperature molto più alte perché non si avvale dell’additivo.
La manutenzione e la pulizia del FAP
Il filtro antiparticolato si avvale di una pulizia che avviene in automatico.
Se state viaggiando in autostrada, ad esempio, nemmeno vi accorgerete che la vostra auto ha in atto la rigenerazione. Diversamente potrebbe capitare se circolate maggiormente nei tragitti cittadini e urbani in genere, dove il regime di giri è tendenzialmente più basso. Questo comporta una impossibilità a raggiungere facilmente una temperatura più elevata e idonea a bruciare le sostanze presenti nel FAP. In questo caso è fortemente consigliabile non interrompere la rigenerazione e cercare di utilizzare marce basse per far lavorare il motore a un regime maggiore, oppure scegliere di percorrere qualche chilometro fuori città a velocità più elevate (e quindi col motore che gira ad un regime più alto).
Dopo diverse interruzioni di ciclo è possibile che il filtro non sia più in grado di riprendere il suo lavoro e compare una spia illuminata sul cruscotto che identifica il problema. In questo caso è necessario recarsi al più presto in officina per una pulizia forzata oppure, alla peggio, per una sostituzione del filtro.
Nei sistemi che prevedono la cerina la manutenzione è superiore perché è necessario verificare la presenza dell’additivo nel serbatoio dedicato (solitamente 5 litri), mentre nei sistemi che non si avvalgono di tale sistema la manutenzione è praticamente nulla.
La sostituzione del filtro antiparticolato potrebbe non risultare necessaria: è sempre consigliabile seguire le indicazioni della casa automobilistica. Alcune forniscono un’indicazione di sostituzione del filtro dopo 200 mila km o oltre, altre case si orientano invece per un cambio ogni 80 mila km.
Esistono comunque dei sistemi per pulire il filtro che l’officina utilizza, ma che potete anche voi usare a patto che siate esperti del settore e abbiate le giuste conoscenze.