Auto Transfer Verona

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03/06/2026

Marostica

29/05/2026

📸

Un primo assaggio d’estate… e già non riusciamo più a farne a meno ☀️
Luce dorata fino a sera, canto di cicale, passeggiate all’aria aperta: entriamo nella bella stagione insieme a questa iconica immagine di Peggy Guggenheim nella sua Venezia ✨




📸 Peggy Guggenheim, Venice, 1950. Photograph by David Seymour.

17/05/2026
09/05/2026

La Rivoluzione delle Abitudini a Verona: Dal dopoguerra al Miracolo Economico
​Come ben descritto in "Il Miracolo Economico" di Turri, il passaggio dagli anni '50 in poi ha segnato per Verona la fine di un'era di privazioni. Se un tempo la dieta del territorio era scandita da un "ritornello di miserie" fatto di polenta quotidiana (spesso accompagnata solo da un'aringa per dare sapore), il benessere economico ha portato sulle tavole veronesi novità rivoluzionarie.
​1. L'unificazione culinaria e i nuovi consumi
​Verona, cerniera tra nord e sud, vede in questi anni l'incontro tra tradizioni diverse. Gli spaghetti, un tempo rari e preparati faticosamente a mano (i "bigoli col torchio"), diventano un bene di consumo accessibile in ogni negozio di alimentari. Turri sottolinea come questo "miracolo" abbia consentito l'incrocio tra le abitudini dei "veneti polentoni" e quelle meridionali, portando l'uso della salsa di pomodoro anche sulle colline veronesi, dove prima era quasi ignorata.
​2. Il trionfo della carne e la fine della "festa"
​Un cambiamento epocale riguarda il consumo di carne. Se prima il lesso con la pearà (piatto tipico veronese) o il pollo erano lussi riservati alla domenica o al Natale, con il boom economico la carne diventa un alimento feriale. Le macellerie di Verona e provincia iniziano a vedere code quotidiane di donne che acquistano bistecche, filetti e cotolette, segnando il passaggio da una nutrizione di sussistenza a una di piacere e abbondanza.
​3. La trasformazione tecnologica della casa veronese
​Il paesaggio domestico cambia grazie all'introduzione di elettrodomestici che liberano le donne da ore di lavoro manuale. La comparsa del "frigidaire", della cucina a gas e delle "scope intelligenti" accompagna la diffusione di prodotti industriali preconfezionati: dalla Nutella per i ragazzi agli omogeneizzati, fino ai formaggi pronti e alle salse.
​4. Il cambiamento fisico e sociale
​L'impatto del benessere è visibile sui corpi stessi dei veronesi. Turri nota come la gente diventasse "più dacarosa" (di bell'aspetto, in salute) e "lustra". I ragazzi, nutriti meglio, crescono sani e forti, pronti per le gare di pallone. Tuttavia, l'abbondanza porta con sé anche i primi eccessi: l'uomo veronese, un tempo asciutto e "brutto" per la fame, comincia a "gonfiare" per il troppo cibo.
​5. Il contrasto tra vecchio e nuovo
​Il testo evidenzia una sorta di paradosso del benessere. Se da un lato la televisione diventa il nuovo focolare domestico la sera, dall'altro si perde quella "felice valorizzazione di poche cose" che caratterizzava la Verona rurale. L'episodio citato della sfida a chi mangia più spaghetti durante una sagra di paese, vinta da un giovane di Vigasio che poi sta male, simboleggia gli eccessi di un miracolo che, talvolta, sembrava andare "contro natura" rispetto alla sobrietà del passato.
​In sintesi, la Verona descritta da Turri è una città che abbandona velocemente la fame per abbracciare una modernità fatta di consumi veloci, comodità tecnologiche e una nuova estetica del benessere, trasformando per sempre l'identità sociale e culinaria del territorio.

06/05/2026
06/05/2026

È ufficiale: la ex base NATO West Star si trasforma e diventa realtà il progetto del Museo della Guerra Fredda. Grazie a un importante stanziamento di 7 milioni di euro, quello che è stato per decenni il bunker più grande d’Italia aprirà finalmente le sue porte al pubblico.

Ho avuto il privilegio di visitare questo sito nel marzo 2024 e posso confermarvi che non si tratta "solo" di un pezzo di storia.
West Star è un luogo sospeso nel tempo, un gigante incastonato nel Monte Moscal che trasmette un’energia incredibile. Entrare nella leggendaria sala "Jay Center War Room" o percorrere i suoi corridoi significa toccare con mano la memoria collettiva di un'epoca che ha segnato il mondo intero.

Questo investimento non è solo un atto di recupero architettonico, ma un'opportunità straordinaria di turismo culturale per la nostra Provincia, con una previsione di oltre 100.000 visitatori all'anno.

Restituire valore a luoghi che per anni sono stati inaccessibili è il modo migliore per onorare il nostro passato e offrire alle nuove generazioni uno strumento per comprendere la storia.
Orgogliosi di questo traguardo che mette Affi e il veronese al centro della mappa culturale internazionale.

18/04/2026

: L’acqua più alta, Venezia 4 Novembre 1966, +194cm

08/04/2026

La biblioteca più antica del mondo in attività non è ad Alessandria. Non è in Vaticano. Non è a Oxford. È a Verona, a 90 minuti da Milano, e lavora senza interruzioni dal 1° agosto 517 d.C.

Quella data non è un'ipotesi: è incisa su un manoscritto. Quell'estate, un copista di nome Ursicino scrisse di sua mano la subscriptio finale del Codice ###VIII — "terminato a Verona, il primo agosto, durante il consolato di Agapito" — e firmò. Da quel giorno la biblioteca non ha mai chiuso.

Sopravvissuta ai Longobardi, alla peste, ai saccheggi napoleonici, alle bombe della Seconda guerra mondiale e a un'alluvione. Più di 1.500 anni senza un giorno di pausa.

Oggi custodisce oltre 1.200 manoscritti unici. Uno è le Istituzioni di Gaio — il solo testo quasi completo di diritto romano classico sopravvissuto senza riscritture medievali. Il diritto su cui si basa ancora oggi buona parte del codice civile europeo era nascosto qui, a Verona, in un codice che nessuno aveva aperto da secoli. Lo riscoprirono nel 1817.

Un altro manoscritto è l'Indovinello Veronese: la prima testimonianza scritta della lingua italiana. Non il latino di Virgilio. Non il volgare di Dante. Prima di tutto questo, in un codice veronese del VI-VII secolo, qualcuno scrisse una frase in quella che oggi riconosciamo come protovolgare italiano. La lingua parlava già prima che qualcuno si accorgesse di scriverla.

E poi c'è il Codice XLII, un palinsesto del V secolo trovato nascosto in un armadio nell'Ottocento: sotto le righe dei Moralia di Gregorio Magno, riaffioravano frammenti di Virgilio, Tito Livio ed Euclide. Qualcuno, mille anni prima, aveva raschiato quei testi per riutilizzare la pergamena. La biblioteca li aveva conservati comunque, per sbaglio.

Non è un museo. Non è una ricostruzione. Ha personale, ricercatori, progetti attivi con l'Università di Verona. I manoscritti vengono digitalizzati. Si possono studiare. Funziona.

Alessandria bruciò. Oxford aprì nel 1602. Il Vaticano nel 1475. La Capitolare di Verona lavorava già da quasi mille anni quando la Bodleiana ricevette il primo libro.

In breve:
La Biblioteca Capitolare di Verona è la più antica del mondo in attività, aperta senza interruzioni dal 1° agosto 517 d.C.
Custodisce oltre 1.200 manoscritti unici, tra cui l'unico testo quasi completo di diritto romano classico e la prima parola scritta in italiano.
Non è un museo: è ancora operativa con personale, ricercatori e progetti di digitalizzazione attivi.

17/11/2025

El Liston

Fine sessanta, primissimi anni settanta

03/11/2025

🇮🇹 Incredibile ma vero: sotto le strade di Verona si conserva una città romana costruita più di duemila anni fa, quando si chiamava Verona Augusta.

Gli archeologi hanno riportato alla luce strade, muri, scale e splendidi mosaici del I secolo a.C., testimonianza dell’ingegneria avanzatissima dell’Impero Romano. Tutti questi resti si trovano diversi metri al di sotto del livello attuale, parte delle stratificazioni della città accumulate nel corso dei secoli.

Oggi, grazie alle moderne tecniche archeologiche, Verona offre un’esperienza unica: camminare su una città viva costruita letteralmente sopra un’altra. Una straordinaria prova di come si possa preservare il passato senza fermare il presente.

Indirizzo

Piazza Erbe
Verona
37121

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