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Della serie, quando dalle “cazzate” di Taramasso, alla cazzate di Michelin, il passo è breve…Grande Raw GP👏
03/10/2026

Della serie, quando dalle “cazzate” di Taramasso, alla cazzate di Michelin, il passo è breve…
Grande Raw GP👏

A LUI TOCCAN LE FLESSIONI. AGLI ALTRI SPERARE.
Se oggi fossimo al Festival di Cannes, potremmo riassumere la sprint così.

Palma d'oro: Marc Márquez.
Premio per la migliore regia: Michelin.
Premio per la migliore sceneggiatura: i fantastici microfonati.

Oggi Márquez non ha semplicemente vinto, ha ribadito a tutti chi ancora oggi fa la differenza.

La Sprint di Motegi si decide praticamente subito, alla prima staccata.

Così come ad Aragon e a Misano, Marc purga il poleman alla prima curva e saluta la comitiva.

(per gli imbruttiti: ha stata la mafia delli spanioli)

Dietro succede di tutto.

In curva tre Alex Márquez fa una mega coglionata in staccata, travolgendo Acosta e Di Giannantonio, e per tutti e tre la Sprint finisce dopo poche centinaia di metri.

Davanti inizia il solito “metodo” Márquez.

Martella fin dai primi giri, imponendo un ritmo feroce e costante, con precisione assoluta. Il margine cresce rapidamente e Martin, alle prese già dal quarto giro con i track warning, non riesce a rispondere. Marc scappa e trasforma la Sprint in una cavalcata solitaria.

Alle sue spalle soffre soprattutto Marco Bezzecchi.

Il pilota Aprilia è terzo nelle prime battute, ma il suo ritmo cala e perde terreno. Passano Bastianini, Moreira e Ogura. Alla fine sarà solo sesto.
Sul finale di gara Martin resiste agli attacchi di Bastianini, ma entrambi toccano la linea verde e vengono retrocessi di una posizione. Moreira, autore di una splendida gara, finisce secondo e ringrazia.

Questa la gara.

Poi c'è il dopo, che come sempre finisce per essere più interessante della gara, se si ama il genere commedia al cinema.

Ecco che nel salotto televisivo degli Sherlock Holmes parte subito l'indagine: l'inchiesta sul rendimento delle Michelin per i protagonisti in gara, arriva appena un giorno dopo la difesa d'ufficio della casa francese inscenata ieri, tra i microfonati e Piero Taramasso.

È pazzesco come, a distanza di un giorno, le stesse persone che assolvevano oggi condannino.

Ah no, è cinema.

Comunque lo storyboard della sceneggiatura è presto fatto.

Com'è possibile che, a parità di Ducati, Bagnaia e Márquez abbiano messo in mostra due rendimenti così diversi con le gomme? E perché Bezzecchi è arrivato al traguardo con una media praticamente integra, ma incapace di garantirgli la prestazione?

Ovviamente, nel frattempo, fingevano di notare, che con problemi di blistering analoghi, Pecco è arrivato ultimo, mentre Martin è arrivato secondo. (poi retrocesso terzo).

E che sarà mai...

E già, qui ci sarebbero gli estremi per calare il sipario.

Invece continuano gli interrogativi e i tentativi di edulcorare la pillola amara per i loro “figliol prodighi”.
Stranezze? Misteri? Semplicemente, sfiga?

Per noi no.

Perché nel bel mezzo del disastro Michelin, anche oggi è emerso soprattutto chi, con quelle gomme, ha lavorato meglio degli altri.

Marc Márquez.

lo ha fatto per due giorni, girando a lungo sulla media il venerdì, poi con più insistenza sulla soft nelle libere del sabato. Ha studiato le mescole, le ha capite e, soprattutto, ha saputo sfruttarle, sfruttando il suo enorme bagaglio di esperienza.

Una delle caratteristiche di Marc è la capacità di far girare la moto usando molto il freno posteriore e uno slide controllato della gomma in ingresso.
Ma è soprattutto in uscita di curva che arriva la differenza.
Sul nuovo asfalto di Motegi, chi ha chiesto tanto alla posteriore in trazione, spalancando il gas con la moto ancora molto inclinata, ha sottoposto la mescola a uno stress enorme, favorendo surriscaldamento e blister.

Lui ha fatto altro.

Ha raddrizzato la moto rapidamente, scaricando la potenza in maniera più progressiva e distribuendo meglio il lavoro tra centro e spalla dello pneumatico.
Meno tortura della gomma. Più efficacia nell'utilizzo.

Per concludere.

Michelin, ancora una volta, grazie alla propria incompetenza, ha reso complicata una gara e ha fatto sì che emergesse chi ha più esperienza e ha saputo metterci una pezza.

Sarebbe interessante che oggi qualche giornalista facesse il giornalista e, microfono in mano, andasse da Taramasso a chiedergli:

«Ah Taramà, ma oggi che c***o avete combinato con le gomme?»

Ah no, questo non si puo fare.

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29/05/2026

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