Anche a Vasto nascerà un polo di eccellenza nel settore della formazione, partner
delle imprese e di coloro che desiderano acquisire competenze professionali,
dall’analisi dei fabbisogni per arrivare all’individuazione delle soluzioni più idonee
per l’accompagnamento delle risorse umane nelle diverse fasi della vita aziendale,
inserimento, crescita, sviluppo, uscita. Misure di sostegno per aziende
in crisi,
opportunità di formazione e accompagnamento per persone in cassa integrazione
ordinaria, straordinaria o in deroga. Ma in che modo le istituzioni formative
possono contribuire a questi percorsi?Soffermandomi in particolare sull’Università,
devo sottolineare come questi importanti cambiamenti nel mercato del lavoro si
stiano fortemente percependo negli orientamenti strategici e nell’offerta formativa
delle istituzioni più attive. Dalle lauree triennali ai master, questo strumento sta diventando un
elemento caratterizzante il migliore o minor successo di un progetto formativo. Infatti, la capacità di legare adeguatamente il project work(progetto di lavoro)
dello stage con i contenuti del corso erogato costituisce un elemento chiave per
sviluppare un’esperienza che completi il percorso formativo, d’altra parte le
imprese sono fortemente interessate ad una modalità di acquisizione temporanea
di competenze, ma soprattutto alla possibilità di vedere all’opera su di un progetto
una risorsa giovane e ad alto potenziale che può essere attentamente valutata per
un inserimento all’interno dell’organizzazione. In fondo lo stage è una forma ad
elevatissima flessibilità che viene utilizzata anche per figure, come gli studenti
di master, che non possono certo essere considerati deskilled(dequalificato). In conclusione ritengo che la flessibilità del lavoro sia una necessità per le
imprese, per i lavoratori, per le istituzioni formative. Sono necessarie regole
chiare e applicabili per tutelare le risorse più deboli e per evitare comportamenti
opportunistici, però è al tempo stesso irrealistico non riformare le modalità di
gestione del rapporto di lavoro, il mercato stesso sollecita continui cambiamenti,
che trovano comunque modo di insinuarsi nel sistema, senza che siano state
predisposte le necessarie garanzie nella prospettiva sopra indicata. La questione principale che caratterizza il tema della flessibilità riguarda, infatti,
la sempre crescente necessità da parte dei lavoratori di costruirsi un proprio
percorso professionale. Le imprese possono (e, nella prospettiva sopra indicata
di investimento strategico, devono) sostenere questo processo di sviluppo, ma in
un’ultima istanza l’accrescimento del proprio valore compete al lavoratore stesso. Le giovani generazioni sono molto consapevoli di questo aspetto e sono disponibili
a scambiare retribuzione e – talora sorprendentemente - stabilità con l’opportunità
di un percorso formativo che accresca il proprio valore sul mercato del lavoro. In questa prospettiva la dinamica professionale di un giovane laureato ad alto
potenziale può portarlo ad avere una sequenza di diversi datori di lavoro, ciascuno
dei quali costituirà un passo in avanti nell’acquisizione di capacità e nei percorsi
di carriera. Che questi passaggi siano fatti attraverso modalità tipiche o atipiche
di lavoro può risultare relativamente importante, ciò che si ha ben presente è
la prospettiva di lungo periodo. Questo stesso orientamento allo sviluppo auto-
progettato può essere ravvisato nei percorsi di professionalizzazione all’interno
di una medesima organizzazione. Essere disponibile ad una frequente variazione
e articolazione delle proprie attività, lavorare per progetti, all’interno di gruppi
di lavoro in cui si sviluppino capacità multidisciplinari e relazionali, creano le
condizioni per accrescere il proprio patrimonio di competenze trasferibili. Dunque
formazione ed aggiornamento professionale a 360 gradi rivolto a tutti i livelli di
studio e figure professionali, formarsi ed acquisire competenze oggi è la vera chiave
del successo. Mario Alinovi Direttore Commerciale e Formatore Trainer Pnl