06/09/2026
🚗 QUANDO LE FIAT 500 VENIVANO SEPPELLITE SOTTO TERRA…
Scatti che nel tempo hanno arricchito la nostra pagina e che oggi ci permettono di tornare indietro di quasi 60 anni, dentro una storia che racconta una delle pagine più drammatiche dell’Italia del dopoguerra.
📸 Questa fotografia ci porta nel novembre del 1966.
Sono le automobili distrutte, danneggiate o considerate ormai non più riparabili dopo la terribile alluvione di Firenze.
Una distesa impressionante di lamiere, con centinaia di vetture accatastate provvisoriamente in attesa di quello che sarebbe stato il loro destino.
📍 Carpice di Moncalieri, Torino.
Per poterle seppellire venne prosciugato un laghetto naturale e scavata una gigantesca voragine.
Le bisarche arrivavano cariche di automobili direttamente da Firenze.
E quelle vetture, una dopo l’altra, venivano letteralmente gettate nella buca, accatastate l’una sull’altra fino a riempirla.
Poi, sopra quelle macchine che avevano rappresentato una parte della vita quotidiana di migliaia di persone, venne steso uno strato di terra.
E la storia sembrò finire lì.
Ma c’è un dettaglio che rende questa fotografia ancora più speciale.
Emanuele racconta :” All’epoca mio padre, ogni pomeriggio, appena tornava da scuola, prendeva la sua bicicletta e insieme ad altri ragazzi correva proprio lì.
Andavano a vedere quello che per loro era uno spettacolo incredibile: un’enorme distesa di automobili distrutte, una sopra l’altra, arrivate dalla città appena devastata dall’alluvione “
Anni dopo, circa 25 anni fa, sopra quell’area vennero costruiti dei capannoni industriali.
Prima, però, il terreno venne trivellato per permettere la fuoriuscita dei gas e favorire l’assestamento del terreno e dei rottami che erano stati sepolti.
Oggi, probabilmente, pochissime persone passando da lì immaginerebbero cosa si nasconde sotto i loro piedi.
Ma sotto quei capannoni c’è un pezzo della storia dell’automobile italiana.
E pensare che molte di quelle Fiat 500 e delle altre vetture che vediamo in questa fotografia avrebbero potuto essere salvate, se fossero esistite le possibilità e le tecnologie di restauro che abbiamo oggi.
All’epoca la FIAT contribuì economicamente permettendo ai proprietari delle vetture distrutte di acquistare un’auto nuova.
Questa foto, quindi, non racconta soltanto delle automobili.
Racconta un’alluvione, una città ferita, migliaia di famiglie e un’Italia che cercava di rialzarsi.
E grazie a Fabio Rossi, oggi possiamo ancora guardarla negli occhi.
❤️ Perché le automobili si possono distruggere.
Le fotografie no.
E la memoria, quella, non dovrebbe essere mai sepolta.
’Epoca
Da qualche anno il nostro amico Fabio Rossi ci ha lasciato, ma ci ha lasciato qualcosa di prezioso: le sue fotografie…