24/10/2026
I 2 LF oggi e l'Aprilia
Nell’autunno del 1944, sotto i bombardamenti, lasciammo la nostra bella casa a Vicenza ed andammo come sfollati nelle campagne di Cittadella e precisamente a Campagnari di Tezze sul Brenta ospiti in una fattoria (1) di proprietà di tre sorelle zitelle Rita, MariaTeresa e Adele Pan, tutte e tre maestre (in ordine di età Rita in pensione, Maria Teresa, che mi fu anche maestra nella scuola a Stroppari, e Adele che aveva solo il diploma) che conducevano direttamente questo loro fondo con dipendenti salariati. Allora eravamo in aperta campagna con solo a distanza le poche case all’incrocio fra l’attuale Via San Poi X° e Via Campagnari (attuale SP 54 che da Belvedere di Tezze mena a Friola).
Nella vicina località di Stroppari le sorelle Pan avevano un’altra tenuta con un’altra fattoria con adiacente una enorme “teza”(2). Ivi sotto e tra il fieno il fratello delle proprietarie Giocondo Pan, facoltoso commerciante di vini a Vicenza, aveva nascosto per sottrarle alla requisizione diverse vetture: una Topolino, una Fiat 1500, una 503 tagliata a camioncino, una strana Mercedes 170 V con una sola porta posteriore (dalla parte opposta la carrozzeria chiusa aveva solo il finestrino corrispondente)e, ed una Lancia Aprilia blu nuova di zecca.
Tutte le altre vetture non avevano misteri coi loro tiranti bene in vista con le scritte ANT-AVV-etc. etc, l’Aprilia invece..! anche con quella misteriosa manopola sotto il cruscotto con un quadrante tipo orologio con una lancetta che si muoveva fra le scritte CITTA’ –TURISMO e LIBERO-BLOCCATO e un misterioso 10.
Immaginate in quale auto giocavo di preferenza!
Nel maggio 1945 lasciammo quello che era per me un luogo di favola e le sorelle Pan che io chiamavo “zie” visto che venivo considerato da loro come un nipote.
L’Aprilia mi rimase e mi è sempre nel cuore, ma quando mio padre nel 1953 , potendoselo solo allora permettere, acquistò nuova la nostra prima auto, l’Aprilia era fuori produzione da 2 anni e il sogno di avere un’Aprilia rimase un sogno.
Nel 1956 feci società con mio cugino, acquistammo una Lancia Aprilia del 1946 2^ s. 6 volt ex Lanifici Marzotto (io vendetti per finanziare la mia metà la mia collezione di
francobolli) la battezzammo “Vispa Teresa” e noi due con un altro amico in 60 giorni a tappe, autofinanziandosi coi lavori temporanei di cui c’era offerta locale nel vari Ostelli della Gioventù (raccogliere patate, lavare piatti e così via), facemmo Vicenza – Capo Nord via Norvegia e Capo Nord - Vicenza via Svezia.
Al ritorno rilevai la metà di proprietà di mio cugino: avevo finalmente un’Aprilia!
La rimessa di casa in centro a Vicenza poteva contenere solo la Fiat 1100E di famiglia e l’Aprilia (tempi beati!) la tenevo parcheggiata in una strada di fronte a casa in fianco al Duomo di Vicenza. Purtroppo il bello durò poco: si mise a “occupare” la zona un poveraccio, che aprì un’attività diurna di parcheggiatore abusivo, con cui venni in conflitto perchè tutte le mattine presto prese a suonarmi il campanello per chiedermi di spostare l’auto con cui gli “rubavo un posto”. Una mattina persi la pazienza, alzai la voce e minacciai di denunciarloai Vigili Urbani e mal me ne incolse. Sfortunatamente quella mattina mia padre non era ancora uscito di casa, udì la lite, intervenne, volle sentire cause e ragioni e congedò amabilmente il tizio. Mio padre era allora Procuratore della Repubblica di Vicenza: chiusosi l’uscio di casa dietro le spalle dell’autore delle mie imminenti disgrazie il paterno genitore assunse con me un tono tutt’altro che amabile e cioè “non sia mai che si dica in giro che il figlio del Procuratore della Repubblica ha privato un povero diavolo dei suoi mezzi di sostentamento che, sia pure illegali, erano tollerati anche dai VV:UU” e concluse: “togliere subito l’auto di strada, trovarle un luogo di sosta senza che il mio rapporto con chi me la avrebbe ricoverata poteva esser con persona di non specchiata vita che potenzialmente potesse assumere la veste anche di solo sospettato di attività poco pulite, altrimenti vendere l’Aprilia o andarmene fuori di casa”. Mezzi per affittare un posto al garage dell’ACI o altrove non li avevo, trovare qualcuno di compiacente che me la tenesse presso di lui men che mai, perché questa compiacenza poteva compromettere il sig.r Procuratore della Repubblica. Mi arrovellai tutto il dì e la notte che venne e al mattino ebbi la soluzione: le zie Pan e i loro porticati e le loro “teze” . Detto fatto un’altra Aprilia tornò 13 anni dopo a Stroppari.
Un brutto giorno l’Aprilia ebbe un grave guasto al motore, il preventivo non rientrava nei miei bilanci di studente, per usarla dovevo fare in bicicletta Vicenza- Stroppari km. 31 e viceversa.
Col cuore spezzato la diedi a demolizione. Intanto mi presi la laurea, iniziai la professione legale, feci gli esami di procuratore, feci il concorso e diventai professore di ruolo di diritto alle scuole superiori, mi costruii Lindenhof (la nostra casa attuale) in vecchio stile con tutte le strutture interne e il tetto in legno per cui passai sabati e domeniche a inchiodare a mano assiti, tavolati, pavimenti e dovetti accantonare i sogni dell’Aprilia sempre desti.
Sempre desti perché nella cosidetta “piazzetta delle scarpe” a Vicenza, su cui si affacciava le sede del mio primo studio legale in via Orefice nel 1962, il giovedì parcheggiava una bella Aprilia 1^ serie blu targa VI 9331, che anni prima vedevo alle feste da ballo del Circolo del Tennis
ondotta dall’autista del proprietario della vettura, padrone delle Fornaci Venete Riunite.
Mi informai dall’autista: il padrone era morto, la vettura era in uso alla vedova, non era in vendita.
Poi un giovedì l’Aprilia disparve.
Nel maggio del 1969 mentre me ne tornavo a casa da Vicenza lungo la Padana superiore poco dopo la località Olmo raggiungo una bisarca con sopra l’Aprilia blu VI 9331, la bisarca era di un mio amico, un “rottamaro” anche lui di nome Luciano. Lo seguo e quando dopo poco svolta a sinistra nel suo campo di demolizione lo blocco e gli chiedo che cosa se ne fa dell’Aprilia. “Magro affare” mi dice “mi hanno dato 10.000 lire per portarla via dal garage in centro dove impicciava , ma da questa non si ricavano più pezzi utili, solo ferro e alluminio e la fatica di demolirla e separare i materiali”.
Gli dico:”Non faticare, ti aggiungo altre 20.000 lire e me la porti fino a casa a 4 chilometri da qui.” L’affare fu fatto, ottenni dagli eredi della proprietaria il trapasso di proprietà e da allora l’Aprilia blu VI 9331 è della mia adorata moglie Luigina
NOTE.
(1) Ora è divenuta uno splendido Resort “Villa Solaris” via San Pio X, 5 Tezze sul Brenta
(2) In veneto, "teza" significa "fienile", ovvero il luogo dove si conservava il fieno