19/08/2026
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«I prezzi dell’olio motore sono quasi triplicati e le case auto corrono ai ripari».
La crisi in Medio Oriente sta mettendo sotto pressione anche il settore automobilistico, con un effetto diretto sulla fornitura degli oli motore. I lubrificanti indispensabili per il funzionamento dei propulsori hanno registrato aumenti fortissimi, mentre Volkswagen, Stellantis e Toyota stanno cercando fornitori alternativi e nuove formulazioni per far fronte alla scarsità degli oli base Group III.
Il problema si è aggravato dopo l’attacco missilistico iraniano all’impianto gas-to-liquids di Shell in Qatar, lo scorso marzo. Il colpo ha danneggiato l’infrastruttura e interrotto una filiera già fragile. Quegli oli base, fondamentali per produrre lubrificanti di alta qualità, arrivano in gran parte proprio dal Medio Oriente e servono soprattutto Europa e Stati Uniti.
All’inizio molte aziende avevano tamponato la situazione grazie alle scorte, ma quelle riserve si sono progressivamente svuotate. Ora i prezzi sono schizzati fino a sfiorare i 4. 000 dollari a tonnellata. Per gli automobilisti non significa che il cambio dell’olio sia bloccato, ma che costerà di più e che alcuni prodotti potrebbero diventare più difficili da trovare.
Le case automobilistiche si stanno muovendo su più fronti. Stellantis ha testato lubrificanti riformulati per ridurre l’impatto sulla manutenzione, Volkswagen dice di avere al momento le forniture necessarie ma continua a cercare alternative compatibili con i suoi standard tecnici, mentre Toyota sta lavorando per individuare nuove fonti.
Resta però un ostacolo importante: cambiare fornitore richiede tempo, perché ogni nuova miscela va testata e approvata per rispettare le specifiche dei costruttori. Anche se la situazione dovesse migliorare, il ritorno alla normalità non sarebbe immediato. E perfino con una riapertura rapida dello Stretto di Hormuz, i nuovi rifornimenti non arriverebbero prima di ottobre 2026.
Nel frattempo la filiera resta fragile e i volumi disponibili dai fornitori alternativi sono limitati. Per chi guida, l’indicazione è chiara: niente acquisti in anticipo di prodotti non conformi. Nei prossimi mesi sarà decisivo seguire l’andamento dei prezzi e la disponibilità degli oli motore, perché un nuovo stop nelle forniture potrebbe farsi sentire subito anche nelle officine.