14/10/2026
🚗 La Cina sviluppa un'auto in 20 mesi. All'Europa ne servono 40. Possiamo davvero permetterci di continuare così?
C'è un dato che, più di altri, racconta le difficoltà dell'industria automobilistica europea.
🇨🇳 In Cina bastano mediamente 20 mesi per sviluppare un nuovo modello, contro i 40 necessari in Europa. E i costi sono inferiori del 35%. Non è soltanto una questione di numeri. È il segnale di un divario competitivo che rischia di diventare sempre più difficile da colmare.
Al di Milano, promosso da Pierluigi Bonora, il confronto tra industria, politica, associazioni e sindacati ha evidenziato una situazione che merita attenzione.
📊 Tre dati sui quali riflettere:
➡️ Il 60% degli operatori analizzati da AlixPartners ritiene di essere stato superato dai concorrenti cinesi.
➡️ Entro il 2030, secondo le stime presentate, un'auto su tre venduta nel mondo sarà cinese.
➡️ I costruttori europei devono confrontarsi con costi energetici, tempi di sviluppo e condizioni produttive profondamente differenti.
Ma il problema non riguarda soltanto le case automobilistiche.
Riguarda l'intera filiera: componentistica, distribuzione, pneumatici, servizi e, soprattutto, occupazione.
Nel confronto sono emerse posizioni differenti, dalla neutralità tecnologica sostenuta da Federauto e altre associazioni al ruolo dell'elettrificazione evidenziato da Motus-E.
Da ANFIA è arrivata la proposta di una pausa regolamentare di tre anni. UNRAE ha richiamato invece la necessità di rendere nuovamente l'Europa un territorio nel quale convenga investire e produrre.
🔴 La riflessione è semplice: difendere l'automotive europeo non significa opporsi alla transizione ecologica. Significa evitare che la transizione finisca per indebolire proprio l'industria che dovrebbe realizzarla.
L'Europa possiede competenze, marchi, tecnologie e un patrimonio industriale straordinario.
Ma non possiamo pensare che la nostra storia sia sufficiente a garantirci il futuro.
Servono regole stabili, energia competitiva, investimenti e una politica industriale capace di ascoltare anche chi le automobili le produce, le vende e le acquista.
Perché la sostenibilità ambientale non può prescindere da quella economica e sociale.
ACI Automobile Club d'Italia