12/11/2024
"Le penalità date a Max Verstappen nel Gran Premio del Messico? Una follia".
Schietto e mai banale come suo solito, l'ex patron della Formula 1 Bernie Ecclestone non ha usato mezzi termini per descrivere la direzione etica e morale presa dalla Federazione Internazionale nel corso delle ultime settimane.
Dal divieto assoluto di imprecazioni alla massima severità nel sanzionare i duelli in pista, l'operato della FIA è inevitabilmente finito nell’occhio del ciclone, scatenando polemiche e spingendo addirittura la GPDA, associazione che rappresenta i piloti della classe regina, a pubblicare un comunicato ufficiale che suona come un vero e proprio attacco frontale al capo della federazione Ben Sulayem.
In questo scenario già di per sé complicato, non poteva ovviamente mancare la zampata del vecchio Bernie, che, nel corso di un'intervista alla TV belga RTBF, ha definito troppo severe le penalità inflitte dai giudici di gara nel corso degli ultimi Gran Premi, ponendo al centro dell'attenzione quando accaduto a Verstappen in quel di Mexico City:
"Lo abbiamo visto già in Messico, con le due penalità di dieci secondi date a Max. Se vengono date sanzioni per queste cose, allora cosa accadrà dinanzi a situazioni più gravi? Quanti secondi di penalità bisognerebbe dare? Tutte queste regole si potrebbero riassumere con una frase: «Non lottate, altrimenti finirete nei guai». Sta diventando una follia".
Una situazione, questa, dettata secondo Ecclestone dall'evoluzione che la Formula 1 sta avendo con il passare degli anni:
"Credo che si stia andando un po' troppo oltre, che sia tutto troppo pulito, tutto troppo metodico. Queste non sono più corse vere. Come ogni cosa nel mondo, tutto cambia in continuazione. Non dico che le persone che ci sono adesso stiano facendo un brutto lavoro, ma solo che non hanno guardato con sufficiente attenzione alle cose che devono essere eliminate e cambiate".
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