Retro-Officina

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Retro-Officina NIHIL CREATUR, NIHIL DESTUITUR, OMNIA EVOLUNTUR.

Retro-Officina nasce nel 2013 come un’osmotica unione delle mie passioni: la ricerca di “cose belle” del passato e la loro salvaguardia, unita al desiderio di promuovere i vantaggi intrinseci dell’acquisto di abbigliamento vintage sia in stile ma, soprattutto, per il nostro pianeta. Sono una restauratrice con da sempre il pallino della moda, e un’autentica fissazione per la salvaguardia dell’ambiente. Sin da bambina, quando già sognavo di diventare una restauratrice (galeotto fu lo spot di un dentifricio efficace persino sulla sensibilità dentale di una Sibilla di Michelangelo!) e giocavo con "Gira la Moda", ho sempre ardentemente desiderato di contribuire alla salvaguardia dell'ambiente cercando sollievo dall'ansia per le sorti della Terra che mi assale da quando ho scoperto l'esistenza del buco dell'Ozono. Crescendo, tra lo studio dei materiali e della chimica, tra corsi serali di sartoria e modisteria, tra gli abiti di mia madre e di mia nonna, una vecchia Singer a pedale (con qualche scivolata nella fase post-adolescenziale in un consumismo compulsivo, di cui ancora mi vergogno profondamente), ho imparato a riconoscere e rispettare i segni del tempo e ho scoperto il valore dell'unicità: il mio personale percorso di educazione alla bellezza. Negli ultimi anni ho scelto di accrescere la mia formazione con dei corsi in Moda Sostenibile, per comprendere meglio come partecipare in maniera attiva al cambiamento del sistema dal suo interno. I miei studi hanno costantemente (e talvolta in maniera piuttosto deprimente) riaffermato la mia convinzione di lunga data che gli esseri umani debbano modificare in maniera drastica e radicale la loro concezione della Terra e dello sfruttamento delle sue risorse; inoltre, che ognuno di noi possa, e debba, partecipare attivamente a questo mutamento di paradigma e contribuire a reinventare tutti i settori delle attività umane. In un momento storico in cui è indispensabile ripensare l’economia e ristabilire un equilibrio nei rapporti che uniscono l’essere umano, il pianeta che lo ospita e le merci da lui prodotte, i beni di consumo acquistano - o meglio riacquistano - nuove valenze e connotazioni. La qualità deve necessariamente sostituire la quantità; la durabilità soppiantare la stagionalità e l'eccessiva velocità e delle mode; la trasformabilità tornare un valore intrinseco per contrastare le volubili tendenze; l’unicità del pezzo avvicendare la produzione seriale, offrendo la possibilità a tanti artigiani, designer e piccoli produttori di vivere dignitosamente del proprio lavoro. Una componente integrante per condurre uno stile di vita sostenibile è frenare i consumi individuali e collettivi, favorendo il riutilizzo dei materiali esistenti, scegliendo oggetti che quasi sempre non hanno assolto la loro funzione e non sono pronti per finire in discarica, nel tentativo di diminuire l'impatto sull'ambiente. Finalmente ci sono sempre più realtà virtuose che producono “nuovo” secondo criteri di circolarità, ma un modo semplice ed elegante, a mio avviso, per essere sostenibili – più di questo c’è solo il non comprare affatto - è acquistare (e indossare) con orgoglio manufatti “già amati”, (pre-loved è l’espressione originaria inglese che mi piace molto perché rende l’idea anche dell’affezione all’oggetto) e vintage che, per citare le parole di un noto designer, aiutano a non imporre l'ecologia come punizione. Nel caso dell’abbigliamento di certo non guasta che i capi vintage siano generalmente realizzati meglio e, sempre a mio modesto parere, esteticamente molto più accattivanti e particolari del canone unico che universalmente viene cercato di imporre. In Retro-Officina ogni pezzo è accuratamente selezionato e trattato con amore: lavato a mano o in lavanderie selezionate, riparato se necessario, anche grazie ad una rete di artigiani di supporto, o eventualmente modificato del tutto per essere trasformato in qualcosa di diverso, di "nuovo", pronto per iniziare una nuova avventura o anche per singoli giorni di gloria con il servizio di noleggio. Ne sono sicura, torneremo ad affezionarci ad un capo: la cura e l'attenzione che impiegheremo nella sua scelta, la consapevolezza che lo utilizzeremo, e non solo una volta, ci ripagherà a livello emotivo nel tempo e alla fine che quell'oggetto racconterà anche la nostra storia.

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16/06/2025

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Natale 1986: ispirazioni folk, montagna e tanta tanta neve. 🏔️🌨️❄️
20/12/2024

Natale 1986: ispirazioni folk, montagna e tanta tanta neve. 🏔️🌨️❄️

26/07/2024
Nero anche sotto il sole o via libera al colore? ☀️ 🌈(Ispirazioni moda da "La mia Boutique", giugno 1990)📸 :
13/06/2024

Nero anche sotto il sole o via libera al colore?
☀️ 🌈
(Ispirazioni moda da "La mia Boutique", giugno 1990)

📸 :

Auguri Madre Terra, che ognuno di noi faccia la sua parte per salvaguardarti."Mother Earth Making Do and Mending", Robin...
22/04/2024

Auguri Madre Terra, che ognuno di noi faccia la sua parte per salvaguardarti.

"Mother Earth Making Do and Mending", Robin McCarthy

Un filo è un oggetto talmente sottile che, ad una semplice osservazione macroscopica, può passare inosservato. È qualcos...
06/04/2024

Un filo è un oggetto talmente sottile che, ad una semplice osservazione macroscopica, può passare inosservato.
È qualcosa che ci guida, ma anche in cui si può inciampare, che può dare fastidio ed essere perso.
Eppure è il simbolo dei legami forti, delle tracce che uniscono elementi sparsi e spesso eterogenei.

(Dal risvolto di copertina)
"Nel 1973 la rivolta delle ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa portò all'approvazione della legge che regolamenta il lavoro a domicilio. Nel piccolo paese siciliano furono proprio le donne a denunciare gli intermediari che le sottopagavano.
Vita, la voce narrante di questo romanzo, è un'ansia ricamatrice che decide di trasmettere alla nipote lontana i suoi ricordi. In pagine piene di vivacità, saggezza e rimandi al presente, rievoca l'amore, il lavoro, le compagne di ricamo e di lotta, la Cooperativa e le speranze.
Il tempo ha cancellato quasi tutto, ma la legge rimane, come la memoria del coraggio e dell'intelligenza delle lavoratrici che hanno osato alzare la testa.
L'esempio delle ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa costituisce qualcosa di importante per le donne e gli uomini progressisti di tutta Italia. Un libro che è omaggio alla capacità di lottare, e ricostruisce un universo ricco di valori, affetti, storie."

Grazie a per la bella scoperta! 🙏

Un antidoto ad una giornata uggiosa e, per giunta, post-festiva: la campagna, il colore, i fiori che iniziano a sbocciar...
02/04/2024

Un antidoto ad una giornata uggiosa e, per giunta, post-festiva: la campagna, il colore, i fiori che iniziano a sbocciare.

Grazie a per questa ispirazione dal numero di marzo 1990.

01/02/2024

Un progetto tutto al femminile di cui fa fieramente parte anche Retro-Officina!
Evviva collettiva! ✨

Una divertente analisi ad opera del team Ethical Ocean ci svela la quantità di CO2 che il viaggio internazionale in slit...
24/12/2023

Una divertente analisi ad opera del team Ethical Ocean ci svela la quantità di CO2 che il viaggio internazionale in slitta di Babbo Natale getterebbe ogni anno nell'atmosfera.
Spoiler: non è tutta colpa della dieta ricca di fibre delle renne! 🎅📊

🎁
L'imputato principale sono i giocattoli, che rasenterebbero quasi 70 milioni di tonnellate (68,1 per la precisione) di emissioni di carbonio dalla loro produzione iniziale, passando per il confezionamento fino allo smaltimento.
E, per le bambine e i bambini che non sono stati buoni e non ricevono giocattoli - circa 1/5 del totale - c'è il carbone (il ruolo della "cattiva" nel nostro paese è ovviamente lasciato ad una donna, la Befana): 75.000 tonnellate di carbone estratte come punizione.

🥛🍪
Anche le merendine lasciate a Babbo Natale hanno un impatto ambientale. Per la produzione di latte e biscotti sarebbero necessari infatti tra i 750 e i 900 grammi di emissioni di carbonio per chilogrammo di cibo.

📦
Gli imballaggi poi sono una vera nota dolente con oltre 284.000 tonnellate di carbonio emesse per la produzione (quanti alberi dovremmo piantare per compensarla oltre a quelli che già dovremmo piantare?).

🦌
Dulcis in fundo: le renne, anche loro inquinano!
Durante il loro viaggio di 122 miglia infatti, emettono oltre 53.000 tonnellate di carbonio.

🎄🔋
Sono sicura che Babbo Natale, attento com'è all'infanzia, ha a cuore il futuro dei bimbi e starà già sicuramente implementando alcune soluzioni maggiormente ecologiche per ridurre la sua impronta di carbonio.

Questa simpatica analisi ci avrà strappato un sorriso, ma spero che si tramuti anche in un'opportunità per riflettere ed essere più consapevoli delle nostre abitudini. Infondo le nostre tradizioni non sarebbero meno vissute o meno cariche di affetto e voglia di condivisione.
È il modo in cui lo viviamo il Natale che fa la differenza, e allora perché non sceglierlo più sostenibile? 🌱

Auguri!

🖼️
Fonte immagine: Foto di George Marks/Retrofile/Getty Images

✍️
Fonte articolo:
https://www.zdnet.com/article/the-carbon-footprint-of-santa-claus-infographic/

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