18/05/2026
Nel settore della distribuzione automobilistica, la velocità di rotazione dello stock rappresenta un tema cruciale ma profondamente diverso rispetto ad altri mercati. Se normalmente la rapidità con cui i prodotti vengono venduti è indice di efficienza, nell’automotive lo stock tende a muoversi molto lentamente, non solo per difficoltà di vendita ma anche per precise strategie commerciali adottate da Case Auto e Concessionarie. Queste ultime sono spesso costrette a immatricolare vetture pur senza un cliente finale, così da raggiungere gli obiettivi mensili imposti dai costruttori e ottenere i margini variabili indispensabili alla sostenibilità economica. Questo fenomeno viene comunemente associato alle “km0”, ma la realtà è più articolata. Esistono auto-immatricolazioni effettuate per necessità commerciale, altre obbligatorie come vetture demo per i test drive, e altre ancora destinate al noleggio, con l’obiettivo di generare ricavi prima della successiva rivendita come usato.
L’analisi di Dataforce prende in esame il periodo compreso tra gennaio 2024 e aprile 2026, considerando le vetture immatricolate “uso proprio” e “uso noleggio”. I principali indicatori utilizzati sono i “mesi di copertura”, cioè per quanto tempo lo stock attuale sarebbe sufficiente a sostenere le vendite mantenendo il ritmo corrente, e l’“indice di rotazione”, che misura la velocità con cui le vetture vengono vendute. Le auto-immatricolazioni rappresentano circa l’11% del totale del mercato italiano: il 10% riguarda l’uso proprio e l’1% l’uso noleggio. Nel periodo analizzato sono state auto-immatricolate oltre 427.000 vetture, ma alla chiusura di aprile 2026 circa 111.000 risultavano ancora intestate a Case e reti di vendita, pari al 26% del totale. Dal punto di vista delle alimentazioni, le giacenze più elevate riguardano le auto elettriche e plug-in hybrid: circa la metà delle vetture auto-immatricolate in queste categorie è ancora in stock. Grande importanza assumono inoltre le politiche demo. Le concessionarie devono mettere a disposizione vetture per i test drive e, per farlo, beneficiano di scontistiche aggiuntive. Tuttavia, le auto demo devono rimanere disponibili per un periodo minimo — generalmente sei mesi per i marchi generalisti e un anno per quelli premium — rallentando inevitabilmente la rotazione dello stock.
In generale, l’interpretazione dei dati richiede cautela, perché non è possibile distinguere quante vetture siano realmente invendute e quante invece vincolate alle politiche demo delle Case automobilistiche.
Per maggiori informazioni:
https://www.dataforce.de/it/contatti-2/
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L’11% del mercato dell’auto è costituito da auto-immatricolazioni. Che hanno tempi molto lunghi di smaltimento (in media 10 mesi), ma non sempre per difficoltà