22/10/2026
NON POSSIAMO RESTARE INDIFFERENTI.
Lavorare, spostarsi e fare impresa al Sud non può diventare un lusso per pochi.
Oggi assistiamo a un Paese attraversato da proteste, scioperi e difficoltà sempre più profonde. Il costo della vita cresce e fare impresa diventa ogni giorno più complesso, mentre per tante famiglie anche ciò che dovrebbe essere normale - fare la spesa, studiare, avere una casa, potersi spostare - rappresenta un sacrificio sempre maggiore.
Nel Mezzogiorno e sul nostro territorio tra Cosenza e la Calabria, dove le fragilità economiche e sociali sono da sempre più marcate, tutto questo rischia di aggravare disuguaglianze già profonde.
Le proteste degli autotrasportatori, le attività che si fermano e i blocchi negli approvvigionamenti non riguardano solo singole categorie: sono il segnale di un disagio che tocca l'intera società.
Anche noi siamo un'impresa. Viviamo del lavoro quotidiano dei nostri collaboratori. Esistiamo grazie alla fiducia dei clienti e all'impegno dei fornitori. Facciamo parte di una filiera di persone e aziende che sostiene l'economia reale.
Dietro ogni serranda alzata e dietro ogni mezzo su strada ci sono lavoratori, famiglie, sacrifici e il diritto di guardare al futuro con dignità. Per questo esprimiamo la nostra piena solidarietà a chi oggi manifesta, a chi fatica a sostenere i costi della propria attività e a chi sta pagando il prezzo di questa crisi.
Non può esserci crescita economica se a beneficiarne sono soltanto pochi. Non può esserci sviluppo se interi territori continuano a essere lasciati ai margini.
Servono ascolto, responsabilità e risposte concrete dalle istituzioni. Perché le difficoltà di chi lavora, produce, studia e costruisce il proprio futuro non possono diventare un'abitudine.
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