03/02/2025
Quello delle officine è un mondaccio. È difficile trovare gente affidabile. Ogni giorno ne sento una, potrei scrivere un libro. Renzo è il mio meccanico di fiducia. Mio papà faceva riparare le macchine da suo papà. Non so se sia un luminare della tecnica, a me interessa che faccia dignitosamente il suo mestiere e che sia onesto: se mi dice che cambia l’olio, mi aspetto che lo cambi veramente. In provincia è forse più facile trovare le persone giuste: ci sono officine piccole, a conduzione familiare, la cui reputazione è cresciuta negli anni col passaparola. Ancora oggi sono lì, sempre negli stessi locali di una volta, oramai più neri che bianchi. Ma non è la freschezza delle pareti a determinare la professionalità. Quello che conta è che il meccanico faccia il meccanico, o che il carrozziere sia ancora l’artista di una volta, perché, ahinoi, oggi è più facile sostituire che riparare. Le mie silurate lo ho prese, con le auto e con le moto. Meno male che ci lavoro “dentro”... Ho un vecchio preventivo di 7.000 euro per sistemare un cambio automatico di una BMW, che ho riparato altrove con una centralina usata da 600 euro. Ne ho un altro da 3.000 per la sostituzione del portellone di una Nissan, che un professionista ha poi aggiustato per 400 euro. Se apro il capitolo delle corse, ne ho anche lì… È un peccato che una professione così bella come quella del meccanico generi spesso sfiducia tra la gente. Quando trovate il vostro Renzo, tenetevelo stretto e ditelo agli amici: personaggi così sono una rarità e vanno fatti conoscere.