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🔵 LUCANIA RESINE, OTTO ORE DI SCIOPERO. LA SICUREZZA SUL LAVORO DIVENTI UNA PRIORITÀ POLITICA DELLA BASILICATA!La morte ...
19/10/2026

🔵 LUCANIA RESINE, OTTO ORE DI SCIOPERO. LA SICUREZZA SUL LAVORO DIVENTI UNA PRIORITÀ POLITICA DELLA BASILICATA!

La morte di Rocco Antonio De Carlo non può essere archiviata come l’ennesima tragedia sul lavoro. Deve segnare un punto di svolta. Perché non è più accettabile che si continui a morire mentre si lavora, mentre si produce, mentre si contribuisce alla crescita economica di questo Paese.

Questa mattina, davanti ai cancelli della Lucania Resine di Potenza, otto ore di sciopero e un’assemblea con CGIL, CISL e UIL, le Federazioni di categoria e la RSU di stabilimento.

Una mobilitazione per affermare con forza un principio che non può essere messo in discussione: nessuno deve entrare in fabbrica per lavorare e non uscirne più vivo.

La sicurezza non può essere subordinata ai ritmi produttivi, alle esigenze organizzative e ai margini di profitto. La vita umana viene prima di tutto.

La presenza del Sindaco di Potenza e di Consiglieri regionali ha rappresentato un importante segnale di attenzione istituzionale. Ma adesso serve compiere un passo ulteriore: trasformare la solidarietà in responsabilità politica e la vicinanza in decisioni concrete.

Al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e all’intera Giunta regionale rivolgiamo una richiesta chiara: la sicurezza sul lavoro deve entrare stabilmente al centro dell’agenda politica regionale, con risorse dedicate, obiettivi misurabili e tempi certi.

Non bastano più le dichiarazioni di principio. Occorre rafforzare concretamente il sistema pubblico della prevenzione e della vigilanza.

Chiediamo un piano straordinario di assunzioni per potenziare i servizi di prevenzione e sicurezza delle ASL, aumentando il numero dei tecnici della prevenzione, e un’iniziativa istituzionale nei confronti del Governo nazionale per rafforzare gli organici degli ispettori del lavoro.

Servono più controlli, maggiore coordinamento tra gli enti competenti, investimenti nella formazione e nella prevenzione e una verifica costante dell’effettiva applicazione delle norme.

Ma la sicurezza si costruisce soprattutto dentro i luoghi di lavoro. Bisogna partire dalla Lucania Resine, rivedendo il piano di sicurezza, le procedure operative e l’organizzazione del lavoro, valorizzando il ruolo delle RSU, degli RLS e della contrattazione sindacale.

La contrattazione sulla sicurezza deve tornare a essere centrale in ogni azienda. Non possiamo accettare un modello produttivo nel quale la prevenzione viene considerata un costo da comprimere anziché un investimento indispensabile.

Insieme a CGIL e CISL chiederemo un incontro urgente al Presidente Bardi, presentando un documento unitario con proposte concrete per costruire un vero piano regionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Vogliamo che la Regione assuma un ruolo di coordinamento e di impulso, coinvolgendo le parti sociali e tutti gli organismi istituzionali competenti, attraverso un confronto permanente che produca risultati verificabili.

È il momento delle scelte. È il momento delle responsabilità. È il momento di passare dagli impegni ai fatti.

La campagna , che la UIL porta avanti con determinazione, non è uno slogan e non può essere confinata alle giornate di mobilitazione. È una battaglia di civiltà, di dignità del lavoro e di giustizia sociale.

La Basilicata deve scegliere da che parte stare: dalla parte di un lavoro sicuro, dignitoso e rispettoso della vita umana.

La morte di Rocco Antonio De Carlo deve rappresentare uno spartiacque. Non possiamo consentire che, spenti i riflettori, tutto torni come prima.

Perché il diritto alla vita e alla salute nei luoghi di lavoro non si negozia. Si garantisce.

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🔵 UIL BASILICATA ADERISCE AL PROGETTO CH.I.C.CO. DELLA CARITAS: COSTRUIRE INSIEME IL BENE COMUNE, NESSUNO DEVE RESTARE I...
17/10/2026

🔵 UIL BASILICATA ADERISCE AL PROGETTO CH.I.C.CO. DELLA CARITAS: COSTRUIRE INSIEME IL BENE COMUNE, NESSUNO DEVE RESTARE INDIETRO!

Una rete stabile contro povertà, disuguaglianze e solitudine. Un Patto di Rete e di Comunità per mettere al centro le Persone, il lavoro e la dignità.

Questa mattina, insieme al Segretario Organizzativo Diego Sileo, abbiamo partecipato a Potenza alla presentazione del progetto CH.I.C.CO. – Chiamati Insieme Come Comunità, promosso dalla Caritas Diocesana di Potenza, alla presenza di Mons. Davide Carbonaro e della Direttrice Marina Buoncristiano.

Un’iniziativa importante che parla di solidarietà, inclusione, partecipazione e responsabilità collettiva.

La UIL Basilicata ha scelto di aderire a questo progetto perché crediamo che il sindacato debba essere sempre più un presidio sociale, una comunità nella comunità, capace non soltanto di rappresentare il lavoro, ma anche di ascoltare, accompagnare e sostenere le persone nelle loro fragilità.

Lo abbiamo ribadito nel nostro III Congresso regionale: serve un nuovo modello di comunità, fondato sulla prossimità, sulla giustizia sociale e sulla partecipazione.

Il percorso di ON THE WAY, attraverso il confronto con i 131 Comuni lucani, ci ha restituito una realtà che non possiamo ignorare: famiglie in difficoltà, anziani soli, giovani senza opportunità, povertà educativa, precarietà e territori che rischiano di perdere servizi e relazioni umane.

Per questo proponiamo un vero PATTO DI RETE E DI COMUNITÀ, che unisca Caritas, organizzazioni sociali, associazioni, istituzioni e mondo del lavoro.

Vogliamo contribuire concretamente, mettendo a disposizione la presenza territoriale della UIL, le nostre categorie, il Patronato ITAL, il CAF e le competenze di un’organizzazione che ogni giorno incontra migliaia di persone.

Vogliamo anche rafforzare un Osservatorio sulla povertà e sul disagio sociale, perché per combattere le disuguaglianze bisogna prima di tutto conoscere, ascoltare e comprendere i bisogni reali delle persone.

La solidarietà non può essere soltanto una parola. Deve diventare organizzazione, responsabilità e azione quotidiana.

Grazie alla Caritas Diocesana di Potenza per aver promosso questo importante percorso e per il lavoro straordinario che svolge quotidianamente accanto alle persone più fragili.

Il bene comune non si costruisce da soli. Si costruisce insieme, superando le differenze, unendo le energie e riconoscendo nella dignità di ogni persona il valore più grande di una comunità.

💙 Perché una comunità è davvero forte soltanto quando nessuno viene lasciato indietro.

🔵 SE SI FERMANO I TRATTORI E I CAMION, SI FERMA IL FUTURO. SERVE UNA BATTAGLIA COMUNE CON IL GOVERNO NAZIONALE‼️Tortorel...
16/10/2026

🔵 SE SI FERMANO I TRATTORI E I CAMION, SI FERMA IL FUTURO. SERVE UNA BATTAGLIA COMUNE CON IL GOVERNO NAZIONALE‼️

Tortorelli (UIL Basilicata): «La crisi del carburante rischia di diventare una crisi sociale e occupazionale. La Regione non può risolverla da sola, ma deve intervenire sulle emergenze.

È il momento di ripensare anche l’organizzazione del lavoro, rilanciando smart working e settimana corta».

Quello che sta accadendo in Basilicata, con la mobilitazione degli agricoltori, degli autotrasportatori e di tanti cittadini, rappresenta un segnale che non possiamo sottovalutare. Non siamo di fronte soltanto a una protesta contro il caro carburante. Stiamo assistendo a una situazione che rischia di mettere in discussione la tenuta del nostro sistema economico, produttivo e sociale.

Lo dichiara Vincenzo Tortorelli, Segretario Generale della UIL Basilicata, intervenendo sulle difficoltà che stanno attraversando il mondo agricolo, l’autotrasporto e numerose attività economiche della regione.

«Quando un agricoltore non riesce più a sostenere i costi per coltivare la propria terra e un autotrasportatore fatica a garantire la continuità della propria attività, il problema non riguarda soltanto quelle categorie. Riguarda tutti noi. Perché dietro ogni trattore e ogni camion ci sono lavoratori, famiglie, imprese, comunità e un sistema di relazioni economiche che tiene in piedi il nostro territorio.

Se si ferma chi produce e chi trasporta, rischia di fermarsi un’intera economia. E quando l’economia si ferma, le prime conseguenze ricadono sul lavoro e sulle persone più fragili».
«I disagi sono già concreti: per i lavoratori che ogni giorno devono percorrere decine di chilometri per raggiungere il posto di lavoro, per le famiglie che vedono aumentare le spese quotidiane e per i cittadini che rischiano di subire rincari sui beni di prima necessità e difficoltà nei servizi e nei rifornimenti. Il caro carburante riduce il potere d’acquisto dei salari, pesa sui bilanci familiari e alimenta nuove disuguaglianze. Non possiamo chiedere a chi vive del proprio lavoro di pagare anche il prezzo di una crisi che non è in grado di controllare».

Per la UIL Basilicata occorre affrontare questa emergenza con senso di responsabilità, distinguendo le competenze nazionali da quelle regionali.

«Dobbiamo essere chiari con i cittadini: la questione dei carburanti, della fiscalità energetica e degli equilibri del mercato non può trovare una soluzione definitiva all’interno dei confini regionali. È una questione nazionale, che richiede scelte del Governo e un confronto con le parti sociali.

Per questa ragione riteniamo necessario costruire una battaglia comune della Basilicata nei confronti del Governo nazionale, coinvolgendo istituzioni, organizzazioni sindacali, rappresentanze del mondo agricolo, autotrasportatori, imprese e amministrazioni locali.

Non servono divisioni o iniziative isolate. Occorre una piattaforma condivisa che chieda interventi sul costo dei carburanti, sulla fiscalità, sul sostegno alle filiere produttive e sulla tutela dei redditi da lavoro.

La Basilicata, che contribuisce in maniera rilevante alla produzione energetica nazionale, deve poter rivendicare con forza una maggiore attenzione alle proprie specificità economiche e territoriali».

Tortorelli sottolinea, tuttavia, che attendere le decisioni nazionali non può diventare una giustificazione per l’immobilismo regionale.

«La Regione Basilicata non dispone degli strumenti per governare il prezzo del petrolio o modificare autonomamente le accise, ma possiede competenze e risorse per contenere alcuni effetti immediati della crisi.

Bisogna intervenire rapidamente sui costi che gravano sulle imprese agricole e dell’autotrasporto, sostenere le filiere maggiormente esposte, verificare le condizioni di accesso al credito e tutelare i livelli occupazionali.

È altrettanto urgente affrontare il problema degli approvvigionamenti, attraverso un monitoraggio delle scorte di carburante e una razionalizzazione della distribuzione, in raccordo con le autorità competenti, per evitare che eventuali difficoltà nei rifornimenti compromettano attività essenziali, trasporti, servizi pubblici e distribuzione dei beni di prima necessità.

Gli interventi annunciati dalla Regione devono tradursi in misure finanziate, verificabili e rapidamente accessibili. Le risposte devono arrivare quando servono, non quando le attività economiche hanno già chiuso».

La UIL Basilicata propone inoltre di aprire una riflessione immediata sull’organizzazione del lavoro.

«Di fronte a una crisi che incide sui costi della mobilità, dobbiamo avere il coraggio di rivedere anche alcuni modelli organizzativi.

Occorre rilanciare il lavoro agile, dove le mansioni lo consentono, nelle pubbliche amministrazioni e nelle imprese private, attraverso accordi che permettano di ridurre gli spostamenti quotidiani, alleggerire la spesa sostenuta dai lavoratori e contribuire a contenere il consumo di carburante.

Allo stesso tempo, proponiamo di aprire un confronto sulla sperimentazione della settimana lavorativa corta, a parità di salario e con una riduzione effettiva dell’orario di lavoro, attraverso la contrattazione collettiva e forme organizzative compatibili con le diverse attività.

Non si tratta di misure applicabili indistintamente a ogni professione, né di soluzioni capaci da sole di risolvere l’emergenza energetica. Ma sarebbe un errore rinunciare a strumenti che possono contribuire a ridurre i costi delle famiglie, migliorare la qualità del lavoro e rendere più sostenibile l’organizzazione produttiva.

A queste scelte devono accompagnarsi il rafforzamento del trasporto pubblico locale, l’incentivazione della mobilità condivisa e una migliore programmazione degli spostamenti nei territori».

Secondo Tortorelli, la crisi impone un cambiamento di prospettiva.

«Non possiamo continuare a ragionare come se il costo dell’energia, della mobilità e della vita quotidiana fosse un problema esclusivamente individuale. Un lavoratore che percorre decine di chilometri ogni giorno per raggiungere il proprio posto di lavoro subisce una riduzione indiretta del potere d’acquisto del salario. Un’impresa agricola o di trasporto che vede crescere i costi rischia di trasferirli sui prezzi, ridurre l’attività oppure comprimere l’occupazione.

Il costo della crisi non può essere scaricato sempre e soltanto su chi lavora, su chi produce e sulle famiglie.

Per questo bisogna ripensare le politiche pubbliche mettendo al centro il lavoro, la sostenibilità economica e la giustizia sociale».

La UIL Basilicata chiede quindi al Presidente della Regione Vito Bardi e al Consiglio regionale di promuovere un confronto straordinario con tutte le rappresentanze economiche e sociali per individuare gli interventi immediati di competenza regionale e definire una posizione unitaria da portare al Governo nazionale.

«La politica regionale, di maggioranza e di opposizione, deve saper trovare su queste questioni un terreno comune. Non possiamo trasformare un’emergenza sociale nell’ennesima occasione di contrapposizione.

È necessario unire le forze, individuare poche priorità concrete e costruire una risposta credibile.

La UIL Basilicata è pronta a fare la propria parte, ascoltando le ragioni di chi protesta e contribuendo a una mobilitazione responsabile, accompagnata da proposte precise.

La solidarietà, da sola, non basta. Occorre trasformare la preoccupazione in iniziativa, la protesta in confronto e il confronto in risultati».

Infine, Tortorelli rivolge un messaggio ai lavoratori e alle famiglie lucane.

«La Basilicata conosce già troppo bene il prezzo delle crisi economiche: lo spopolamento, la perdita dei posti di lavoro, i giovani costretti ad andare via e intere comunità che faticano a immaginare il proprio futuro.

Non possiamo permettere che un’altra crisi acceleri questi processi.

Difendere oggi gli agricoltori e gli autotrasportatori significa difendere domani i lavoratori, i pensionati, i giovani, le famiglie e la nostra economia.

Serve una battaglia comune, seria e responsabile, che parta dalla Basilicata e arrivi al Governo nazionale.

Perché il futuro di questa terra non si difende soltanto quando una fabbrica chiude o un’azienda è in crisi. Si difende prima, quando esistono ancora le condizioni per evitare che ciò accada.

Se si fermano i trattori e i camion, rischia di fermarsi il futuro di tutti. E noi non possiamo permetterlo».

🔵 𝗠𝗢𝗥𝗧𝗘 𝗦𝗨𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢 𝗔 𝗣𝗢𝗧𝗘𝗡𝗭𝗔, 𝗧𝗢𝗥𝗧𝗢𝗥𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗨𝗜𝗟 𝗕𝗔𝗦𝗜𝗟𝗜𝗖𝗔𝗧𝗔: «𝗕𝗔𝗦𝗧𝗔 𝗧𝗥𝗔𝗚𝗘𝗗𝗜𝗘, 𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗗𝗜𝗩𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗨𝗡𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗢𝗥𝗜𝗧𝗔̀ 𝗔𝗦𝗦𝗢𝗟𝗨𝗧𝗔. 𝗦...
14/10/2026

🔵 𝗠𝗢𝗥𝗧𝗘 𝗦𝗨𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢 𝗔 𝗣𝗢𝗧𝗘𝗡𝗭𝗔, 𝗧𝗢𝗥𝗧𝗢𝗥𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗨𝗜𝗟 𝗕𝗔𝗦𝗜𝗟𝗜𝗖𝗔𝗧𝗔: «𝗕𝗔𝗦𝗧𝗔 𝗧𝗥𝗔𝗚𝗘𝗗𝗜𝗘, 𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗗𝗜𝗩𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗨𝗡𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗢𝗥𝗜𝗧𝗔̀ 𝗔𝗦𝗦𝗢𝗟𝗨𝗧𝗔. 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘»
La UIL Basilicata esprime profondo cordoglio per la morte dell’operaio di 50 anni, Rocco De Carlo, deceduto oggi a seguito di un grave incidente sul lavoro nello stabilimento della Lucania Resine, nella zona industriale di Potenza. Alla famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che gli volevano bene va la nostra più sincera vicinanza in questo momento di dolore.
Non possiamo e non dobbiamo rassegnarci a una strage che continua a colpire il mondo del lavoro. Ogni lavoratrice e ogni lavoratore deve poter uscire di casa per andare al lavoro con la certezza di poter tornare dalla propria famiglia. La sicurezza non può essere considerata un costo, un adempimento burocratico o una questione secondaria: è un diritto fondamentale e un dovere irrinunciabile.
Questa ennesima tragedia rafforza la necessità di passare dalle parole ai fatti. La UIL Basilicata richiama con forza la propria campagna e rinnova la richiesta alla Regione Basilicata di avviare immediatamente un percorso legislativo per l’approvazione di una Legge regionale sulla Sicurezza sul Lavoro, costruita insieme alle organizzazioni sindacali, alle imprese, alle istituzioni e a tutte le parti sociali.
Servono prevenzione, controlli più efficaci, formazione continua, investimenti e responsabilità. Occorre rafforzare gli organismi preposti alla vigilanza e promuovere una cultura della sicurezza che metta al centro la persona, in ogni luogo di lavoro e in ogni settore produttivo.
Chiediamo che sia fatta piena luce sulla dinamica dell’incidente e che vengano accertate tutte le eventuali responsabilità. Ma non basta intervenire dopo una tragedia: è necessario agire prima, per impedire che altre famiglie siano costrette a vivere un dolore irreparabile.
La Basilicata non può più permettersi di rincorrere le emergenze. La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità permanente dell’agenda politica e istituzionale regionale, con impegni precisi, strumenti concreti e tempi certi.

La nostra campagna lo ribadisce da tempo: zero morti sul lavoro non è uno slogan, ma un obiettivo di civiltà. Continueremo a batterci affinché nessuna vita venga sacrificata in nome della produzione e affinché il lavoro sia sempre sinonimo di dignità, sicurezza e futuro.

Vincenzo Tortorelli
Segretario Generale UIL Basilicata

💊 𝗧𝗜𝗖𝗞𝗘𝗧 𝗙𝗔𝗥𝗠𝗔𝗖𝗘𝗨𝗧𝗜𝗖𝗢 𝗜𝗡 𝗕𝗔𝗦𝗜𝗟𝗜𝗖𝗔𝗧𝗔CGIL, CISL e UIL Basilicata, a seguito del sit-in e dei tavoli in Regione Basilicata,...
12/10/2026

💊 𝗧𝗜𝗖𝗞𝗘𝗧 𝗙𝗔𝗥𝗠𝗔𝗖𝗘𝗨𝗧𝗜𝗖𝗢 𝗜𝗡 𝗕𝗔𝗦𝗜𝗟𝗜𝗖𝗔𝗧𝗔
CGIL, CISL e UIL Basilicata, a seguito del sit-in e dei tavoli in Regione Basilicata, fanno chiarezza sulla nuova compartecipazione alla spesa farmaceutica regionale che è stata ampliata.

Il diritto alla salute non può diventare un lusso. Per questo abbiamo chiesto, ancora una volta, una sanità pubblica più forte, equa e accessibile, che tuteli soprattutto le persone più fragili e garantisca a tutte e tutti il diritto alle cure.

🤝 Continueremo il confronto con la Regione Basilicata per migliorare i servizi, tutelare le Persone e contrastare ogni scelta che possa aumentare le disuguaglianze.

🔴🟢🔵 COMUNICATO STAMPACGIL – CISL – UIL BASILICATASanità, CGIL CISL UIL: «Sul ticket risultati importanti. Ora un confron...
12/10/2026

🔴🟢🔵 COMUNICATO STAMPA
CGIL – CISL – UIL BASILICATA
Sanità, CGIL CISL UIL: «Sul ticket risultati importanti. Ora un confronto permanente per rilanciare la sanità pubblica lucana»
Ampliate le esenzioni e introdotte nuove tutele per lavoratori, pensionati e famiglie. Provvedimento temporaneo e verifica entro dicembre. I sindacati: «Evitare nuovi aumenti della pressione fiscale e scongiurare il commissariamento. La sanità ha bisogno di soluzioni strutturali, non di interventi emergenziali».
POTENZA, 12 ottobre 2026 – Il confronto tra Regione Basilicata e CGIL, CISL e UIL sul ticket farmaceutico di 2,50 euro per ricetta produce un primo risultato significativo, introducendo maggiori tutele per le fasce economicamente più deboli e aprendo una nuova fase di confronto sulle prospettive della sanità pubblica lucana.
È quanto sottolineano le segreterie regionali di CGIL, CISL e UIL unitamente alla delegazione al termine del Tavolo Sanità, che ha portato alla definizione di un’intesa con importanti correttivi rispetto al provvedimento iniziale.
L’accordo amplia la platea delle esenzioni, introducendo una nuova soglia di reddito familiare inferiore a 15 mila euro, elevata a 22 mila euro in presenza del coniuge e incrementata di 516 euro per ogni figlio a carico. Tra i beneficiari, in presenza dei requisiti previsti, rientrano anche i lavoratori interessati dalla cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. Restano confermate le tutele per disoccupati, pensionati al minimo, titolari di assegno sociale e cittadini con particolari condizioni di fragilità sanitaria.
Per i cittadini non rientranti nelle categorie esenti, l’applicazione della compartecipazione è limitata ad un numero massimo di 30 ricette nel corso dell’anno solare.
Un risultato che CGIL, CISL e UIL considerano frutto della mobilitazione unitaria e di un confronto sindacale condotto con responsabilità, determinazione e capacità di proposta.
Un elemento qualificante dell’intesa riguarda la temporaneità del provvedimento, la cui validità è fissata al 31 dicembre 2027, con una prima verifica già entro la fine dell’anno in corso, dopo il bimestre iniziale di applicazione, per valutare gli effetti della misura e introdurre eventuali ulteriori modifiche migliorative.
«Abbiamo sostenuto fin dall’inizio che la tutela della salute non può prescindere dalle condizioni economiche delle persone. Il principio dell’equità deve orientare ogni scelta, soprattutto quando riguarda lavoratori, pensionati e famiglie che già sopportano il peso dell’inflazione, della perdita del potere d’acquisto e delle difficoltà economiche».
Per le tre organizzazioni sindacali, tuttavia, il confronto sul ticket deve essere letto nel quadro più complessivo delle criticità finanziarie del sistema sanitario regionale.
«L’obiettivo fondamentale è anche quello di provare a scongiurare un aumento indiscriminato dell’addizionale regionale IRPEF, che finirebbe per aggravare ulteriormente la pressione fiscale sui contribuenti lucani, colpendo in particolare i redditi da lavoro e da pensione. Non possiamo permettere che le difficoltà della sanità si traducano automaticamente in nuove tasse e nuovi sacrifici per le famiglie».
La responsabilità del sindacato, evidenziano CGIL, CISL e UIL, è quella di ricercare soluzioni sostenibili e socialmente eque, senza rinunciare a chiedere una gestione più efficiente delle risorse pubbliche e interventi capaci di affrontare le cause strutturali degli squilibri sanitari.
In questo percorso, le organizzazioni sindacali ritengono che la sanità pubblica non debba diventare terreno di contesa politica. Le difficoltà del sistema sanitario lucano richiedono responsabilità istituzionale, capacità di ascolto e scelte nell’interesse generale, al di là delle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione.
Il passaggio più rilevante del confronto riguarda la costituzione di un Tavolo permanente tra Regione e organizzazioni sindacali, chiamato ad affrontare nel merito e in maniera strutturale le problematiche che da anni condizionano la qualità e l’accessibilità dei servizi sanitari in Basilicata.
Dall’abbattimento delle liste d’attesa al rafforzamento della medicina territoriale, dalla carenza di personale sanitario alla riorganizzazione della rete ospedaliera, dalla riduzione della mobilità sanitaria passiva alla tutela delle persone anziane e non autosufficienti, fino al controllo della spesa farmaceutica dell’appropriatezza prescrittiva fino al recupero delle inefficienze.
Per CGIL, CISL e UIL si tratta di priorità sulle quali costruire un percorso di confronto continuo, con obiettivi chiari, tempi definiti e verifiche sui risultati.
«Non servono altri interventi episodici. Occorre una visione complessiva della sanità lucana, capace di tenere insieme sostenibilità finanziaria, qualità dei servizi, valorizzazione del personale e diritto universale alla salute. È necessario passare dalla gestione delle emergenze a una programmazione che rimetta al centro i bisogni delle persone e delle comunità, soprattutto nei territori più fragili e nelle aree interne».
Le organizzazioni sindacali esprimono inoltre forte preoccupazione rispetto al rischio di un eventuale commissariamento della sanità regionale.
«Ci opporremo con tutte le nostre forze a qualsiasi prospettiva di commissariamento della sanità lucana. Non possiamo accettare che le criticità accumulate negli anni possano determinare una perdita di autonomia nelle scelte e ulteriori conseguenze negative per cittadini e lavoratori. Occorre assumersi fino in fondo la responsabilità di risanare e rilanciare il sistema sanitario regionale, attraverso una programmazione rigorosa, trasparente e condivisa».
Per CGIL, CISL e UIL difendere l’autonomia della sanità lucana non significa difendere l’esistente, ma pretendere quel cambiamento organizzativo e gestionale necessario a garantire servizi più efficienti, accessibili e vicini ai cittadini.
«Il risultato raggiunto sul ticket dimostra che il confronto, quando è fondato sul merito e sulla volontà di individuare soluzioni, può produrre risposte concrete. Ma rappresenta soltanto l’inizio di un percorso più impegnativo, sul quale continueremo a esercitare pienamente il nostro ruolo di rappresentanza, proposta e vigilanza».
«La Basilicata ha bisogno di una sanità pubblica che torni a essere un punto di riferimento per le persone, un presidio di uguaglianza e di coesione sociale. Il nostro impegno sarà quello di contribuire a costruire soluzioni, senza rinunciare all’autonomia sindacale e alla determinazione necessaria per difendere i diritti dei cittadini. Perché la sostenibilità dei conti è necessaria, ma non può essere perseguita sacrificando il diritto alla salute».
CGIL BASILICATA – CISL BASILICATA – UIL BASILICATA
Le Segreterie Regionali

🔵 BASTA CORDOGLIO SENZA SCELTE!11 ottobre 2026 – 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro.Ogni v...
11/10/2026

🔵 BASTA CORDOGLIO SENZA SCELTE!

11 ottobre 2026 – 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro.

Ogni vita spezzata sul lavoro è una sconfitta per l’intero Paese.

Non bastano più le parole di cordoglio. Servono azioni concrete, più prevenzione, più controlli, formazione e responsabilità.

La UIL Basilicata chiede l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e l’istituzione di una Procura nazionale specializzata.

La sicurezza non è un costo, ma un diritto fondamentale. Nessun lavoratore deve rischiare la vita per guadagnarsi da vivere.

La sicurezza viene prima di tutto!

📣 ORA BASTA!🔵 Meno pressione fiscale sui salari, più risorse per una sanità pubblica efficiente.Chi lavora e chi ha lavo...
10/10/2026

📣 ORA BASTA!
🔵 Meno pressione fiscale sui salari, più risorse per una sanità pubblica efficiente.

Chi lavora e chi ha lavorato una vita non può continuare a pagare il prezzo di ogni difficoltà. Salari e pensioni devono garantire dignità, sicurezza e futuro. Curarsi deve essere un diritto concreto, non un privilegio riservato a chi può permetterselo.

La UIL Basilicata si mobilita per chiedere maggiore equità fiscale, salari e pensioni più giusti, più potere d’acquisto e una sanità pubblica capace di rispondere ai bisogni delle persone.

Basta rinunciare alle cure. Basta liste d’attesa interminabili. Basta scaricare sulle lavoratrici, sui lavoratori, sui pensionati e sulle famiglie il peso delle inefficienze.

📅 Venerdì 27 novembre 2026, ore 9.30
📍 Centro per la Creatività “Cecilia” – Contrada Santa Venere, Tito (PZ)

Con Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL Nazionale, e rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e sociale, porteremo al centro del confronto le nostre proposte e la voce di una Basilicata che chiede rispetto, diritti e opportunità.

Vogliamo una regione nella quale il lavoro sia valorizzato, i giovani possano costruire il proprio futuro, gli anziani non siano lasciati soli e la salute sia garantita a tutti, indipendentemente dal reddito e dal luogo in cui si vive.

💙 Rivolgiamo un appello a tutta la nostra comunità UIL: lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati, giovani, delegate e delegati, categorie e servizi. Abbiamo bisogno della partecipazione e dell’impegno di tutti.

Perché un sindacato è forte quando è unito, quando ascolta le persone e quando trasforma le loro difficoltà in battaglie collettive.

📢 Il 27 novembre facciamo sentire la nostra voce!

Per salari più giusti. Per pensioni dignitose. Per una sanità pubblica universale. Per una Basilicata che non lasci indietro nessuno.

ORA BASTA! Insieme possiamo fare la differenza.



Posso anche renderlo più incisivo e politico, trasformandolo in un vero appello alla mobilitazione di tutta la UIL Basilicata per il 27 novembre.

🔵 NIDI, IN BASILICATA RETTE E MENSA PESANO SULLE FAMIGLIE!Ridurre i divari territoriali e aumentare i posti disponibili....
05/10/2026

🔵 NIDI, IN BASILICATA RETTE E MENSA PESANO SULLE FAMIGLIE!

Ridurre i divari territoriali e aumentare i posti disponibili.
A Potenza e Matera costi diversi per le famiglie

La disponibilità di posti e il costo degli asili nido continuano a rappresentare un nodo irrisolto anche in Basilicata. A fotografare la situazione è lo studio sui servizi educativi per la prima infanzia realizzato dal Servizio Stato sociale, Politiche fiscali e previdenziali, Mezzogiorno e Immigrazione della Uil, che mette in evidenza forti differenze territoriali sia nell'accessibilità dei servizi sia nel peso economico sostenuto dalle famiglie.
Per rendere omogenei e confrontabili i dati, lo studio ha preso come riferimento un bambino frequentante un asilo nido comunale a tempo pieno, considerando anche, quando previsto separatamente, il costo della refezione sulla base di 20 pasti mensili. Le tariffe sono state rilevate per le fasce Isee fino a 15 mila e fino a 25 mila euro, attraverso la consultazione di siti istituzionali, regolamenti, delibere e tariffari dei Comuni.
In Basilicata il quadro restituisce una situazione differenziata tra i due capoluoghi.

A Potenza, per una famiglia con un figlio e Isee fino a 15 mila euro, la retta mensile del nido è di 189 euro, mentre il servizio mensa incide per ulteriori 97 euro. Per la fascia Isee fino a 25 mila euro, la retta sale a 234 euro, cui si aggiungono 112 euro per la mensa.
A Matera, per la fascia Isee fino a 15 mila euro, la retta del nido è di 290 euro, mentre il costo della mensa è di 97 euro. Per un Isee fino a 25 mila euro, la retta arriva a 440 euro, mentre il servizio mensa è indicato in 10 euro.

Numeri che, secondo la Uil, mostrano come anche all'interno dello stesso territorio regionale il costo dei servizi educativi possa assumere caratteristiche molto differenti e incidere in modo diverso sui bilanci familiari.
«Quello degli asili nido è un servizio essenziale per le famiglie e per la qualità della vita delle nostre comunità – sottolinea il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli – e i dati dello studio confermano che non possiamo considerare risolto il problema dell'accessibilità. Le differenze tra Potenza e Matera, soprattutto per le fasce Isee più alte, evidenziano la necessità di un sistema più omogeneo, trasparente e realmente accessibile».

«Il tema – aggiunge Tortorelli – non riguarda soltanto il costo della retta. Quando una famiglia deve sommare alla retta anche mensa e altri costi collegati alla frequenza, la spesa complessiva diventa una voce importante del bilancio mensile. Per questo occorre agire contemporaneamente sull'offerta dei posti, sulle tariffe e sulla qualità del servizio».

Lo studio nazionale della Uil evidenzia infatti divari molto ampi. Per le famiglie con un figlio e Isee fino a 15 mila euro, la sola retta passa dagli 80 euro mensili di Catanzaro ai 460 euro di Chieti. Per la fascia fino a 25 mila euro, si passa dai 100 euro di Catanzaro ai 550 euro di Imperia.

Ancora più evidente è la distanza quando alla retta viene aggiunto il costo della mensa. Per la fascia Isee fino a 15 mila euro, la spesa complessiva mensile arriva ai livelli più elevati in alcune città del Centro-Nord, mentre per le famiglie con Isee fino a 25 mila euro il costo complessivo raggiunge importi particolarmente significativi in diversi capoluoghi.

«È necessario mantenere alta l'attenzione sui servizi educativi per la prima infanzia – commenta il segretario confederale della Uil, Santo Biondo – perché incidono sulle opportunità di crescita delle bambine e dei bambini e sul contrasto alle disuguaglianze fin dai primi anni di vita.

Allo stesso tempo, rappresentano una condizione importante per sostenere sia la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro sia l'occupazione femminile».
Per Biondo, non basta aumentare la media nazionale dei posti disponibili: «Dobbiamo chiederci dove questi posti vengono creati e dove continuano a mancare, per garantire livelli adeguati di offerta su tutto il territorio nazionale».
Il riferimento è anche agli investimenti del Pnrr. «Il Pnrr è stato un'occasione mancata. Gli investimenti previsti dal Piano potevano imprimere una svolta strutturale all'offerta dei servizi educativi per la prima infanzia. Ma, purtroppo, non c'è stata», sostiene Biondo, ricordando come accanto a territori che hanno raggiunto o superato l'obiettivo di 33 posti disponibili ogni 100 bambini tra zero e due anni, ve ne siano altri ancora lontani da tale soglia.
«Gli interventi di sostegno economico alle famiglie – aggiunge – possono certamente contribuire a ridurre il peso delle rette, ma non possono sostituire un posto che non c'è. Dove l'offerta resta insufficiente, il sostegno alla domanda deve accompagnarsi a un investimento strutturale capace di aumentare la disponibilità dei servizi».

Per la Uil Basilicata la questione riguarda quindi anche la programmazione regionale e comunale. «In Basilicata dobbiamo lavorare per evitare che il luogo in cui nasce e cresce un bambino determini anche le possibilità della sua famiglia di accedere a un servizio educativo – conclude Tortorelli –. Servono più posti, tariffe sostenibili e una programmazione che tenga conto delle condizioni economiche delle famiglie. Il nido non può essere considerato un servizio accessorio: è una infrastruttura sociale, educativa e anche occupazionale. Investire nella prima infanzia significa sostenere i bambini, le famiglie e il lavoro, soprattutto quello femminile».
Altro elemento centrale indicato dalla Uil è quello del personale. «Un asilo nido diventa un servizio effettivo soltanto quando dispone degli operatori necessari per funzionare a pieno regime, garantendo qualità educativa, continuità del servizio e rispetto dei rapporti numerici tra educatori e bambini», sottolinea Biondo.
Da qui la richiesta di programmare le assunzioni necessarie, garantire professionalità adeguate e formazione continua, migliorando le condizioni di lavoro e contrastando il ricorso strutturale alla precarietà. «La qualità del lavoro degli operatori e delle operatrici è direttamente collegata alla qualità del servizio offerto ai bambini e alle loro famiglie», conclude Biondo.

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