Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat

Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat I colori delle varie bandiere da sempre hanno portato solo divisioni.Possiamo fare a meno dei partiti o dei sindacalisti di professione...Autorganizziamoci

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03/01/2026
24/12/2025

felice natale a tutti e tutte

25/07/2025

BRT, le sentenze accertano la frode negli appalti, ma i lavoratori restano senza impiego

In linea con le indagini condotte dalla Procura di Milano — che avevano già fatto emergere un sistema fraudolento di appalti fittizi nella filiera delle consegne di BRT, culminate con il sequestro preventivo di oltre 68 milioni di euro — anche il Tribunale di Milano ha confermato, con numerose sentenze di primo grado, l'esistenza di contratti fittizi di appalto nei magazzini di Caorso (PC), Milano Mecenate, Cinisello Balsamo (MI) e Cazzago San Martino (BS). Tre di queste sentenze sono già state confermate in appello.

Il Tribunale ha riconosciuto la titolarità diretta del rapporto di lavoro in capo a BRT, che, per oltre un decennio, si è servita di prestazioni lavorative tramite intermediazioni illecite. Le sentenze hanno inoltre condannato la società a risarcire i lavoratori per decine di migliaia di euro ciascuno, a titolo di differenze retributive maturate nel corso degli anni.

Tuttavia, nonostante le pronunce giudiziarie abbiano riconosciuto l’illegittimità del sistema e i diritti dei lavoratori, BRT ha adottato un comportamento contraddittorio e punitivo: ha dichiarato di non disporre di mansioni da assegnare ai lavoratori, sostenendo che tali attività siano ora affidate ad altre società più strutturate. In questo modo, sta di fatto svuotando di contenuto i contratti di lavoro e relegando i dipendenti a un demansionamento ingiustificato.

I lavoratori sono stati costretti ad avviare ulteriori azioni legali per far valere il rispetto delle sentenze già emesse e per contestare l’inadempimento da parte di BRT. In tal senso, un primo provvedimento favorevole è già stato emesso dal Tribunale di Milano in sede d’urgenza, che ha accertato la violazione da parte dell’azienda dei precedenti ordini dell’autorità giudiziaria.

Report si era occupato del mondo delle aziende della logistica nell'inchiesta "La busta non paga" 👇
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13/07/2025

Con questo ampio e dettagliato post il SI Cobas Napoli ricostruisce, fatti incontrovertibili alla mano, l’intera vicenda di lotta che ha visto protagonisti da anni i disoccupati organizzati d…

13/07/2025

THEY BEGAN THEIR UNJUST PRISON SENTENCE ON THE MORNING OF THE 10TH OF JULY As we all dreaded, our

10/07/2025

MIMì E ANGELO LIBERI SUBITO!
GIù LE MANI DALLA LOTTA DEI DISOCCUPATI DI NAPOLI!

presidio domani, venerdì 11 luglio h 10 Prefettura di Genova

In queste ore due nostri compagni, Mimì e Angelo, si trovano in stato di fermo dopo gli scontri di questa mattina a Napoli.

La rabbia è esplosa dopo che il 'click-day' attraverso il quale i disoccupati avrebbero dovuto ottenere un posto di lavoro dopo anni di lotte e battaglie per accedere alla formazione e ai tirocini , si è rivelato una vera e propria truffa con sito in tilt e impossibilità ad accedere. In centinaia hanno prima assediato i palazzi delle istituzioni per poi dirigersi verso l'ingresso della Stazione Marittima.

La risposta dello Stato a chi chiede il rispetto degli impegni presi dai politici ai tavoli di trattativa è stata durissima : manganellate, botte, teste spaccate, fermi e arresti: due compagni (tra cui una delle coordinatrici del S.I. Cobas) sono ancora nelle mani dei poliziotti e verranno processati domani mattina per direttissima, ecco come funziona l'economia di guerra in uno stato di polizia!

𝗖𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗲𝘀𝗰𝗮 𝗲 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶, 𝗮𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝗼𝘀𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗲, 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼 𝗶𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗶 𝗠𝗶𝗺𝗶̀.

Ma il sostegno dell’intero sindacato, per non lasciare questa vicenda isolata e portarla ad un livello di attenzione alla portata dello scontro, dovrà essere tempestivo, determinato e esteso da nord a Sud Italia: per questo, 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗹𝗮𝗺𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗶𝗼𝗽𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗦.𝗜. 𝗖𝗼𝗯𝗮𝘀, 𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗿𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗹𝗲 𝗣𝗿𝗲𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟭𝟭 𝗟𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟬:𝟬𝟬 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗼𝗺𝗶𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶.

06/07/2025
05/07/2025

Benvenuti nel nuovo fronte dell’uguaglianza “progressista”: in Danimarca, dal 2026, anche le donne saranno arruolate con la forza. Perché? Perché servono carne da cannone.

Il piccolo regno nordico, totalmente allineato con le direttive NATO, ha svuotato i propri arsenali per mandarli a Kiev e ora, nel bel mezzo della corsa al riarmo, si scopre improvvisamente con troppo pochi soldati. La soluzione? Una bella “lotteria della parità” in cui ragazze e ragazzi di 18 anni verranno sorteggiati per servire lo Stato in uniforme. Se prima le donne potevano scegliere, adesso si “sceglie per loro”. Ma sempre in nome dell’uguaglianza, sia chiaro.

La stampa (1) celebra il passo come un trionfo del progresso. In realtà è solo l’ennesimo segnale di un’Europa in modalità pre-bellica, che militarizza i giovani, allunga la leva (da 4 a 11 mesi), e chiama il tutto «deterrenza collettiva». Più reclute significa più potenza di fuoco. Parola di ufficiale.

E la Danimarca non è certo un caso isolato. Ai confini con la Russia - dai Paesi Baltici alla Finlandia, dalla Polonia alla Romania - fioccano programmi analoghi: propaganda patriottica, spot televisivi, influencer in mimetica e “giornate dell’esercito” nelle scuole. Il messaggio è chiaro e coordinato: preparatevi. Non a pensare, ma a combattere.

In perfetta continuità con il modello danese, anche Berlino ha imboccato lo stesso sentiero. La Germania (2) ha annunciato la possibilità di reintrodurre il servizio militare obbligatorio già dal 1° gennaio 2026, se il numero di volontari non sarà sufficiente. L’obiettivo è incrementare l’esercito di almeno 100.000 soldati, per riportare le forze armate a una piena capacità operativa.

A questo si aggiunge la pressione crescente da parte della NATO, che ha richiesto un aumento delle truppe tedesche di ulteriori 50–60.000 unità per far fronte ai nuovi scenari bellici (3) e alla militarizzazione dell’Europa orientale. La Bundeswehr, già sottofinanziata e con un numero di effettivi ridotto, è ora al centro di una ristrutturazione massiccia.

Il ministro della Difesa ha lanciato un piano di “reclutamento nazionale” che prevede, oltre ai questionari obbligatori per i diciottenni, l’apertura di centri di arruolamento nelle scuole e campagne mediatiche mirate a “rieducare” l’opinione pubblica all’idea della leva.

L’estensione della coscrizione alle donne è oggetto di discussione avanzata, presentata come passo verso l’uguaglianza, ma con evidenti finalità belliche. In sostanza, la Germania si prepara a un’economia e una società in stato di guerra permanente.

Nel frattempo, anche nel Regno Unito (4) si respira aria da caserma. Pur non avendo mai ufficialmente abolito la leva - solo sospesa nel 1960 - il dibattito sulla sua reintroduzione si è intensificato negli ultimi mesi. Ex vertici militari, parlamentari conservatori e gruppi di think tank legati alla sicurezza nazionale (5) spingono per un “servizio nazionale moderno” rivolto ai giovani tra i 18 e i 25 anni, da reintrodurre entro il 2027.

Il piano, già discusso a livello governativo, prevede modelli ibridi: sei mesi di addestramento militare o dodici mesi di “servizi civili” in ambito sanitario e logistico, gestiti però sotto il cappello del Ministero della Difesa. Alcune scuole hanno iniziato a collaborare con il reclutamento attraverso attività “formative” in coordinamento con le forze armate.

Anche in questo caso, si parla di educazione civica e responsabilità sociale, ma la sostanza è chiara: si prepara una generazione all’impiego militare, travestendo il tutto con retorica patriottica.

Chi non capisce che viviamo già in uno stato di pre-guerra strutturale, mascherato da difesa dei valori, sta dormendo. E rischia di svegliarsi in divisa.

Per aggiornamenti senza filtri: https://t.me/carmen_tortora1

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FONTI:
(1) https://www.cbc.ca/news/denmark-women-conscription-1.7574028
(2) https://www.washingtonpost.com/world/2025/06/26/germany-militarization-defense-spending-unease/
(3) https://www.washingtonpost.com/world/2025/06/26/germany-militarization-defense-spending-unease/
(4) https://www.thetimes.co.uk/article/home-guard-to-protect-uk-from-attack-lg2wf0slx
(5) https://www.lboro.ac.uk/media-centre/press-releases/2025/june/uk-military-gap-year-proposal/

26/06/2025
19/06/2025

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