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Roland Gumpert, l’uomo dietro alla ‘Trazione Quattro’ che rese le Audi imbattibiliRoland studia ingegneria all’Universit...
05/06/2026

Roland Gumpert, l’uomo dietro alla ‘Trazione Quattro’ che rese le Audi imbattibili
Roland studia ingegneria all’Università di Graz, con tanta passione ed impegno poiché da sempre vuole costruire e progettare automobili.
Le sue ‘brillanti’ capacità lo portano a lavorare, a metà anni Sessanta, presso quella che allora si chiamava ‘Audi Nsu’.
Da lì a poco Audi sarebbe entrata completamente nell’orbita Volkswagen, con importanti spunti di carriera per un ‘vulcanico’ ingegnere come lui.
Dopo aver lavorato all’Audi ‘50’, viene il momento della ‘Typ 183’.
Il mezzo in questione è un veicolo militare nato per sostituire la Dkw ‘Munga’, ma le ‘idee’ per renderlo speciale non mancano ad ‘Herr’ Gumpert.
L’innovazione sta nella ‘Trazione integrale’ commutabile, che la rende inarrestabile in ogni situazione.
La nuova ‘Jeep’ per la ‘Luftwaffe’ è un capolavoro d’ingegneria e costituisce un laboratorio importante per lo sviluppo della trazione integrale.
Perché Roland, quel sistema, lo vuole sulle auto da corsa.
Ad inizio anni ‘80, diventa capo di ricerca e sviluppo per Audi ed arriva l’occasione.
La ‘Trazione Quattro’ la troviamo sulla nuova ‘Sport Coupé' da rally e, a quel punto, non ce ne sarà più per nessuno.
La nuova vettura è la ‘proiezione’ stradale di tutte le idee dell’ingegnere, che insiste anche nel piazzare nel cofano un potente motore ‘Turbo’ a cinque cilindri.
Nel corso degli anni la ‘Quattro’ verrà ulteriormente affinata, con una nuova versione a ‘passo corto’ più leggera ed agile.
Dopo aver vinto tutto ed essere stato messo a dura prova dalla Lancia di Fiorio nel 1983, Roland continuerà a lavorare per il gruppo VAG.
Dopo incarichi di marketing e dirigenziali tornerà a fare ciò che più ama, ossia le auto potenti.
La sua ultima creazione è la ‘Gumpert Apollo’, una supercar oltremodo emozionante.
Un mostro capace di decollare se non avesse le appendici aerodinamiche.
Senza questo’ mite signore ‘ le Audi non sarebbero mai diventate le auto desiderabili di oggi.
‘Quattro’ sta ad Audi come ‘M’ sta a Bmw ed ‘Amg’ a Mercedes.
Una ‘sigla’ dispensatrice di emozioni, in qualsiasi condizione climatica.
E tutto è cominciato da un mezzo dell’esercito progettato da un ‘tecnico’ che aveva una visione che andava oltre i numeri e guardava direttamente alla ‘Perfomance’.
Grazie Roland, senza di te oggi avremo ancora delle ‘Audi’ buone solo per andare al supermercato a fare la spesa.

Lo sapevate che... Rover ‘75’, l’ultima RoverNel 1994 il mondo dell’automotive assiste all’acquisizione da parte di Bmw ...
02/06/2026

Lo sapevate che...

Rover ‘75’, l’ultima Rover
Nel 1994 il mondo dell’automotive assiste all’acquisizione da parte di Bmw dei resti della British Leyland, ribattezzati ‘Rover Group’.
A Monaco comprano tutti gli asset dalla ‘British Aerospace' ed ottengono un 'portfolio' di marchi molto prestigioso, ma di difficile gestione.
Se ‘Land Rover’, ‘Mini’ed ‘MG’ potevano essere ‘posizionati’ senza problemi come ‘brand’ di nicchia, la questione ‘Rover’ era molto piu’ complessa.
Le auto della ‘nave vichinga’ erano delle ‘competitor’ economiche delle Bmw ed il rischio di concorrenza ‘interna’ era molto forte.
A Monaco ragionano quindi in maniera molto semplice e ‘denotano’ Rover come marchio ‘classico’ e dall’appeal oltremodo ‘British’.
Il primo’ frutto’ di questa strategia è la berlina ‘75’.
Disegnata da Richard Volley ispirandosi alla ‘Rover 90’ degli anni Cinquanta ha nel suo stile elegante il punto di forza.
All’interno troviamo una qualità costruttiva mai vista prima su di una Rover dell’era moderna, con interni in pelle o tessuto di altissima qualità e cruscotto in radica di noce.
Sotto al cofano motori ‘Diesel’ Bmw ( gli stessi della Serie 3 e46) e benzina sei cilindri Rover.
Al debutto nel 2000 l’auto vende bene, ma purtroppo, per il celebre costruttore inglese, è l’inizio della fine.
I tedeschi non ottengono dal governo britannico i finanziamenti per implementare la produzione e abbattere gli elevati costi di gestione del ‘Rover Group’ e cosi decidono di vendere tutto , tenendo per loro ‘Mini’ e cedendo Land Rover a Ford.
Rover e MG vengono acquistate dal consorzio Phoenix che continua la produzione della ‘75’, aggiungendo le nuove versioni sportive marchiate MG.
Nel 2001 debutta la versione 1.8 Turbo, dotata del motore serie ‘K’ con 150 cv.
Intanto la ‘parte’ del leone la continua a farla il ‘Turbodiesel’, forte del suo motore Bmw m47 da 136 cv, denotandosi come la scelta migliore per chi cerca consumi ridotti, prestazioni ed affidabilità.
Nel 2003 una ventata di ‘cattivo gusto’, orientata a contenere i costi, porta interni in finto legno, plastiche più economiche ed un nuovo frontale meno ‘barocco’ che toglie non poco fascino alla macchina.
Purtroppo sono gli ultimi aggiornamenti di una ‘sedan’ molto riuscita ed amata da un pubblico che voleva qualcosa di diverso dalla solita Mercedes , poiché ad inizio 2005 Rover entrerà in amministrazione controllata, fallendo nel giro di poche settimane.
E’ la fine di un'epoca e la ‘75’ è l’ultima delle ‘Rover’ che incarna al meglio lo spirito ed i valori del marchio, un ‘mezzo’ fatto per chi voleva stile, ma non aveva bisogno di ostentarlo.
Un’auto che incarna al meglio l’essenza del ‘made in England’ a quattroruote.

Fiat Ritmo, le serie speciali che raccontano un’epocaLa Fiat Ritmo è una di quelle auto che hanno saputo lasciare un seg...
30/05/2026

Fiat Ritmo, le serie speciali che raccontano un’epoca

La Fiat Ritmo è una di quelle auto che hanno saputo lasciare un segno preciso nella storia dell’automobile italiana. Presentata nel 1978, rappresentò per Fiat un cambio di passo importante: linea moderna, personalità forte e soluzioni innovative, tra cui i paraurti in plastica, una novità significativa per il marchio torinese.
Accanto alle versioni più diffuse, nel corso degli anni nacquero numerose serie speciali, pensate sia per il mercato italiano che per l’estero. Modelli spesso prodotti in pochi esemplari, oggi difficili da trovare e proprio per questo particolarmente interessanti per collezionisti ed appassionati.
La prima fu la Ritmo Targa Oro, arrivata già nel 1979. Disponibile in nero o marrone metallizzato, si distingueva per paraurti in tinta, fendinebbia, doppia striscia laterale dorata, cerchi bicolore argento/oro e interni sui toni del marrone. Montava il motore 1.301 cm³ da 65 CV.
Tra le più curiose c’è la versione svizzera ispirata a Star Trek, realizzata in blu metallizzato con adesivi dedicati e dotazioni molto particolari per l’epoca, tra cui autoradio Blaupunkt, televisore portatile JVC e persino la cassetta con la colonna sonora del film.
Per il mercato tedesco arrivò invece la Ritmo Sound, caratterizzata dal colore Orange Mexique, grafiche adesive dedicate, tergicristallo posteriore, fendinebbia e autoradio Blaupunkt con lettore cassette. In Francia fu proposta la Ritmo Special, con cerchi specifici, tetto apribile, decalcomanie laterali e motore 1.116 cm³ da 55 CV.
Un posto a parte merita la Ritmo Palinuro Cabriolet, prodotta nel 1982. Verniciatura bicolore, capote beige, logo Bertone e interni specifici la rendono una delle versioni più affascinanti. È anche la Ritmo entrata nell’immaginario cinematografico grazie al film Non ci resta che piangere, con Roberto Benigni e Massimo Troisi.
Negli ultimi anni di carriera arrivarono anche la Team, la Targa Bianca, la Targa Nera, la IN, la rara Silver olandese e la più ricca Super Team, dotata di accessori come chiusura centralizzata, vetri elettrici e volante regolabile.
Oggi queste versioni raccontano una Fiat creativa, capace di trasformare una compatta popolare in un piccolo oggetto di stile. La Ritmo, soprattutto nelle sue serie speciali, non è più soltanto un’auto da ricordare: è una testimonianza concreta di un periodo in cui anche i dettagli facevano identità.

Jaime Alguersuari, il driver ‘scaricato’ senza pietà da Helmut MarkoHelmut Marko non è uno tenero di cuore, per lui cont...
29/05/2026

Jaime Alguersuari, il driver ‘scaricato’ senza pietà da Helmut Marko
Helmut Marko non è uno tenero di cuore, per lui contano solo i risultati in pista e l'attitudine di un pilota.
Molti sono stati vittima dei suoi aspri criteri di valutazione. Statisticamente chi ne ha fatto di più le spese sono stati i più giovani, con la ‘carriera’ in parte bruciata e compromessa dal giudizio del DT austriaco.
Tra questi abbiamo Jaime Alguersuari, prima guida della Toro Rosso nel 2010.
Jamie durante la stagione era costantemente davanti al suo compagno di squadra Buemi, nonostante un’auto non velocissima.
Ma evidentemente, non era abbastanza.
A dicembre 2011 viene presentata la nuova ‘Toro Rosso’ con Alguersuari a fare gli onori di casa.
Lo spagnolo però non immagina, nemmeno lontanamente, quello che sta per succedere.
Prima di Natale, Marko lo chiama e gli dice che è finita.
Jamie si ritrova così senza un ‘sedile’ a stagione cominciata.
Chiuse le porte della Formula 1, riparerà in Formula E per poi lasciare completamente il mondo delle corse.
Una ‘logica’ spietata quella di Red Bull e Toro Rosso nel gestire i giovani piloti, che non permette alcuna possibilità di replica.
Un approccio errato, poiché nello sport il ‘Fair Play’ è la prima cosa.
Ma il colosso austriaco sembra non interessarsi a tali regole e gestisce i team di F1 come delle Start- Up di patatine, in cui il ‘turn over’ diventa il mantra se si hanno dei cali prestazionali.
Di sicuro, atteggiamenti così non fanno bene allo sport tantomeno all’immagine della F1.
Negli anni successivi Marko ha continuato a licenziare persone, cacciando dai Team Red Bull e Toro Rosso gente capace come Gasly, Albon e Sainz.
Il motivo, per quanto concerne Red Bull, era perché nessuno andava forte come Max Verstappen.
Ma andare ‘forte’, quando hai un'auto tutta costruita intorna a te, come nel caso di Verstappen, è molto facile.
Oggi Marko è fuori dalla F1 e dalla Red Bull.

Lo sapevate che...  Lancia Y ‘Elefantino Rosso’, ‘ Granturismo’ in miniaturaNegli anni Novanta era ancora ‘possibile’ em...
26/05/2026

Lo sapevate che...

Lancia Y ‘Elefantino Rosso’, ‘ Granturismo’ in miniatura
Negli anni Novanta era ancora ‘possibile’ emozionarsi al volante di una vettura, anche senza staccare assegni superiori ai cinquanta milioni di lire.
Il mercato offriva ancora ‘compatte‘ sportive che per meno di 30 milioni ti stampavano un sorriso in faccia ogni volta che accendevi il motore.
La Fiat aveva la ‘Punto GT’, la Opel la potente ed arrogante ‘Corsa GSI’ e, se si voleva salire di livello, bastava comprare una ‘Renault Clio 16v’.
C’erano anche proposte meno estreme come la classica ‘Mini Cooper 1.3i’ o la ‘Citroen SAXO VTS 8V’, tutte proposte orientate a chi non voleva la ‘classica utilitaria’.
Nel 1996 la Lancia fa debuttare la nuova ‘Y’ disegnata da Enrico Fumia, disponibile in diversi allestimenti.
Una vettura da città votata all’eleganza, ma in Lancia, con il restyling del 1998, decidono di osare con una versione sportiva.
Nasce così la ‘Lancia Y 1.2 16V Elefantino Rosso’, con 80 cv ed uno stile da piccola ‘Granturismo’.
Esternamente abbiamo dei cerchi in lega ‘Speedline’ che richiamano a quelli delle vecchie Delta HF 4WD, con la calandra dello stesso colore della carrozzeria.
Tra le tinte disponibile un ‘evocativo’ verde York ed un aggressivo ‘Rosso‘ che richiama le mitiche Fulvia
HF da rally.
I sedili sono rivestiti in un bellissimo tessuto con bordino ‘rosso‘ a contrasto e, a corollario della ‘sportività’ del modello troviamo la strumentazione con retroilluminazione rossa.
Al debutto la ‘Elefantino Rosso’ piace tantissimo, anche se non ha le prestazioni della vecchia Y10 Turbo.
Ma questa ‘Y’ non vuole essere cattiva ed indomabile, ma solo elegante e molto ‘svelta’ nell’andare dal punto A al punto B.
Anche il sound del motore è sportivo, ma mai invadente.
A livello di guida si vedono le più evidenti migliori rispetto alla ‘Y’ standard grazie ad un assetto più rigido che garantisce meno rollio in curva.
Anche lo sterzo è più diretto, per un'esperienza di guida più appagante.
In sintesi, se nel 1998 si voleva una piccola sportiva capace di essere veloce, ma anche lussuosa e compassata, non esisteva nulla di meglio di una ‘Elefantino Rosso’.
Dove le altre urlavano la loro 'sportività' con appendici aerodinamiche e motori con potenze molto elevate, lei arrivava come classe e discrezione facendo capire che i cavalli non erano tutto.
Proprio come una ‘Vera Lancia’.
All’epoca lo slogan di Lancia era ‘il Granturismo’ e la ‘Y Elefantino Rosso’ rispecchiava benissimo questa filosofia, essendo una ‘ GT’ in miniatura.
E tutto per poco meno di 24 milioni.
Un ottimo affare, nulla da dire.

Jeep Avenger si rinnova, più tecnologia e dettagli premiumLa Jeep Avenger si aggiorna per il 2026 con un restyling che p...
23/05/2026

Jeep Avenger si rinnova, più tecnologia e dettagli premium

La Jeep Avenger si aggiorna per il 2026 con un restyling che punta a rafforzare uno dei modelli più importanti del mercato europeo. Nessuna rivoluzione, ma una serie di interventi mirati su design, interni e gamma motori per mantenere competitiva la SUV compatta americana, già protagonista commerciale con oltre 270 mila unità vendute.
Il lavoro fatto da Jeep segue una filosofia precisa: evolvere senza perdere riconoscibilità.
La parte anteriore è quella che riceve gli aggiornamenti più evidenti, con una nuova interpretazione della classica griglia a sette feritoie, ora resa ancora più moderna dalla firma luminosa LED introdotta nel restyling.
Anche paraurti e dettagli estetici sono stati rivisti per dare alla Avenger un look più maturo e tecnologico, mantenendo però quelle proporzioni compatte che ne hanno decretato il successo soprattutto nei contesti urbani.
Il risultato è una vettura che resta immediatamente riconoscibile, ma con una presenza scenica più moderna e premium.
Uno degli aspetti su cui Jeep è intervenuta maggiormente riguarda l’abitacolo.
La nuova Avenger punta infatti su materiali migliorati, finiture più curate ed un’esperienza percepita più raffinata rispetto alla versione attuale.
L’obiettivo è chiaro: alzare ulteriormente la qualità percepita in un segmento dove tecnologia e comfort stanno diventando elementi decisivi.
Attesi anche aggiornamenti ad infotainment e sistemi di connettività.
La strategia Jeep resta fortemente orientata alla varietà di alimentazioni.
La nuova Avenger continuerà infatti ad essere proposta nelle versioni benzina, e-Hybrid, 100% elettrica e 4xe a trazione integrale.
Sono previsti piccoli affinamenti tecnici alla gamma motori per migliorare efficienza e fluidità di guida, senza però cambiare radicalmente l’impostazione della vettura.
Una scelta coerente con il successo commerciale del modello, diventato uno dei punti di riferimento tra i B-SUV in Italia ed in Europa.

Olivier Gendebien, l’uomo ‘In Giallo’Olivier nasce in Belgio, un luogo molto tranquillo.Ma a lui la tranquillità non pia...
22/05/2026

Olivier Gendebien, l’uomo ‘In Giallo’
Olivier nasce in Belgio, un luogo molto tranquillo.
Ma a lui la tranquillità non piace.
Nobile di famiglia durante la seconda guerra mondiale si arruola nella resistenza belga collaborando con le truppe inglesi contro l’esercito tedesco.
Intanto si laurea anche in ingegneria e, tornata la pace, va a lavorare in Africa.
In questo periodo di ‘stacco’ sente la mancanza dell’Europa e, contestualmente, si innamora delle corse in auto.
Per un ‘uomo d’azione’ abituato all’avventura ed al rischio è presto ancora per una vita da ‘nobile’ passata ad allevare cavalli ed a prendere the con cioccolatini alle cinque del pomeriggio.
Torna così in Belgio e si ‘ubriaca‘ di velocità.
Ferrari, agli inizi della sua carriera di costruttore, lo adora poiché fa andare fortissimo le sue creature.
Le vuole ‘gialle’ le sue auto, Olivier.
Adora quel colore anche perché è ‘ufficiosamente’ quello dello del ‘Belgio da corsa’, un po' come il rosso per l'Italia ed il verde scuro per la Gran Bretagna.
Con i ‘cavallini gialli’ vince quattro volte Le Mans, tre la ‘Targa Florio’ e si impone anche a Sebring ed al ‘Tour de France’.
Gendebien va forte anche in Formula 1, dove guida sempre le vetture di Maranello.
A Reims nel 1959 è quarto, nel 1961 sfiora anche la vittoria a Spa.
Dopo la Ferrari corre per la ‘Cooper’ dove ottiene ottimi risultati con le agili monoposto inglesi.
Nel 1962 ottiene la sua quarta vittoria a Le Mans e, nel frattempo, rimane in contatto con Ferrari per ruoli da collaudatore.
Le sua esperienza di ‘driver’ e la sua laurea in ingegneria fanno comodo agli Italiani che lo coinvolgono nello sviluppo della ‘250 GTO’.
Il belga si accorgerà che la vettura ha un ‘deficit’ nelle sospensioni posteriori e lavorerà alacremente insieme a Stirling Moss per rendere una ‘bomba’ la nuova ‘GT’ emiliana.
A 38 anni, sposato e con figli, nonostante la ‘passione‘ brucia ancora, decide di ritirarsi.
Gestirà il patrimonio di famiglia, tornando al volante solo nelle manifestazioni di auto d’epoca.
Morì a 74 anni nel 1998, dopo una vita fatta di successi ed auto sportive.
Rigorosamente gialle che volavano sulle piste di tutto il mondo, guidate da un vero amante della velocità che, nonostante tutto, non perdeva mai la sua personale eleganza dettata dal suo nobile lignaggio.
Ferrari lo ammirava e forse lo invidiava per quello stile che davvero pochi eletti potevano vantare.
Olivier Gendebien, il vero ‘archetipo’ del ‘Gentleman Driver’.

Lo sapevate che... Jaguar ‘X Type’, la ‘baby Jaguar’ nata per competere con le tedescheL’acquisizione da parte di Ford d...
19/05/2026

Lo sapevate che...

Jaguar ‘X Type’, la ‘baby Jaguar’ nata per competere con le tedesche
L’acquisizione da parte di Ford del glorioso marchio Jaguar all’inizio degli anni Novanta porta ad una profonda ristrutturazione di fabbriche e metodi di lavoro.
Con tanto impegno e tanti investimenti, finalmente gli Americani riescono a riportare ‘Jaguar’ alla qualità costruttiva che le compete.
Ovviamente non è abbastanza, l’ambizione è quella di poter sfidare i Tedeschi e batterli nel loro territorio d’elezione: quelle delle berline ‘compatte’ premium.
Jaguar non aveva una concorrente di Bmw ‘Serie 3’ e Mercedes ‘Classe C’ e Ford decise di colmare questa ‘lacuna’ con il progetto ‘X Type’.
Si parte dal pianale della ‘Mondeo’, che viene allestito con specifiche ‘inedite’.
La ‘trazione anteriore’ viene considerata ‘plebea’ e quindi si opta per un moderno sistema AWD, in pratica una trazione integrale completamente gestita dall’elettronica.
Con questo accorgimento la nuova ‘berlina’ sarà sempre sui binari anche in condizioni meteorologiche critiche e laddove i Tedeschi offrivano il 4x4 come Optional gli Inglesi lo offrono di serie.
Un ‘plus’ per chi guidava spesso in condizioni estreme di pioggia e neve.
Il pianale di origine Ford viene inoltre rivisto con sospensioni più raffinate e si applicano diversi ‘correttivi’ al fine di avere un ottima rigidità torsionale.
La differenza con la ‘Mondeo’ è evidente, poiché la nuova ‘Jaguar’ in curva è piatta e sicura.
Un comportamento da ‘prima della classe’, che non fa rimpiangere i prodotti di Stoccarda o Monaco.
Sotto al cofano troviamo motori V6 24V progettati con l’ausilio di Cosworth.
Il 3.0, in particolare, abbinato al cambio automatico ZF, è particolarmente ‘rabbioso’ con un ‘sound’ aggressivo e vellutato.
Esteticamente la ‘X Type’ richiama le linee della ‘Jaguar XJ6’ che rielabora in scala ridotta.
L’interno è la parte forse meno riuscita, poiché abbiamo materiali in alcuni casi non all’altezza del blasone Jaguar ed un‘impostazione forse troppo barocca.
L’abbondanza di radica, in un’epoca in cui dominavano gli interni con finiture in alluminio, non piacque a tutti.
Disponibili al lancio due versioni: la ‘Executive’ (la classica Jaguar tutta radica e cromature) e la ‘Sport’ con bodykit dedicato, diversi dettagli in nero ed interni in radica di acero scuro.
Al debutto la nuova Jaguar piacque molto, presentandosi come una reale alternativa alle tedesche.
Purtroppo, nel corso degli anni, Ford fece il grave errore di ampliare la gamma del modello verso il ‘basso’ con versioni Diesel e Station Wagon con la sola trazione anteriore.
Il peggio lo si fece con le versioni ‘depotenziate‘ del V6 con cilindrata ridotta a 2000 cc, cambio manuale ed interni in tessuto.
Queste ‘car line’, fatte per vendere più auto, non fecero altro che snaturare la vettura ed il marchio, rendendo la ‘X Type’ poco attraente agli occhi dei clienti più esigenti.
Ovviamente la ‘parentela‘ con la Mondeo era una spada di damocle, che, con queste operazioni sbagliate di marketing, cadde sulla testa della X Type condannandola a ‘cenerentola‘ del mercato delle ‘sedan’ di lusso.
Alla fine, i migliori acquirenti si dimostrarono le società di noleggio che trovarono grandi ‘sconti’ da parte delle concessionarie Jaguar alle prese con enormi scorte di X Type (soprattutto diesel) invendute.
Un vero peccato, poiché questa ‘piccola Jaguar’ si guidava bene ed era bella nel suo design retrò.
Purtroppo non bastò per vincere i Tedeschi.
Uscì di scena nel 2007 e la sua erede, la XE, arrivata dopo una lunghissima gestazione nel 2014, non fece meglio penalizzata da gravi lacune qualitative.
La dimostrazione che non basta solo fare un‘ottima auto, ma bisogna anche saperla vendere, renderla affidabile e desiderabile agli occhi dei clienti.
Bmw è riuscita a rendere un mito le prime serie 3 che non stavano in strada.
Qualcosa vorrà dire….
In Inghilterra come in Italia hanno, purtroppo, molto da imparare in termini di sviluppo e valorizzazione di prodotto.
Se Jaguar avesse fatto scelte diverse oggi sicuramente saremmo qui a raccontare un’altra storia, probabilmente meno carica di rimpianti.

Lancia Gamma, il ritorno dell’ammiraglia italiana La Lancia Gamma si prepara a tornare su strada nel 2026, riportando il...
16/05/2026

Lancia Gamma, il ritorno dell’ammiraglia italiana

La Lancia Gamma si prepara a tornare su strada nel 2026, riportando il marchio torinese in un segmento che mancava da tempo: quello delle vetture di grandi dimensioni, eleganti, ad alto contenuto tecnologico. Dopo il rilancio avviato con la nuova Ypsilon, la Gamma rappresenterà il secondo tassello della nuova strategia Lancia ed avrà il compito di riportare il brand nel territorio premium, con una proposta pensata per unire stile italiano, comfort, elettrificazione e versatilità. Il modello non riprenderà la formula della classica berlina tre volumi, ma adotterà una carrozzeria più vicina al mondo crossover-fastback, con una lunghezza di circa 4,70 mt ed una linea filante, in linea con le tendenze attuali del mercato europeo.
La nuova Gamma sarà prodotta nello stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata e nascerà sulla piattaforma multi-energy STLA Medium, architettura progettata per accogliere diverse soluzioni di alimentazione. Questa scelta conferma il ruolo strategico dell’impianto italiano nel piano industriale del gruppo e rafforza il legame tra il ritorno di Lancia nei segmenti superiori e la produzione nazionale.
Dal punto di vista stilistico, la nuova ammiraglia dovrebbe evolvere il linguaggio già visto sulla Ypsilon, con un frontale caratterizzato da una firma luminosa sottile e moderna, ispirata al nuovo “calice” Lancia. La silhouette punterà su proporzioni dinamiche, superfici pulite e soluzioni aerodinamiche pensate per trasmettere eleganza senza rinunciare alla presenza scenica tipica di un modello di rappresentanza.
Grande attenzione sarà riservata anche agli interni, dove Lancia continuerà a lavorare sull’idea di un abitacolo ispirato al salotto italiano. Materiali ricercati, attenzione alla sostenibilità, tecnologia e cura del dettaglio saranno al centro del progetto, con la presenza dell’interfaccia SALA, acronimo di Sound Air Light Augmentation, già introdotta nella nuova generazione del marchio.
Sul fronte motori, la Gamma dovrebbe proporre una gamma elettrificata, con versioni full electric e plug-in hybrid. Per chi non è ancora pronto al passaggio completo all’elettrico, è attesa anche una versione ibrida plug-in da circa 224 CV, mentre resta da chiarire l’eventuale presenza di una motorizzazione mild hybrid più accessibile.
Il nome Gamma richiama direttamente il modello prodotto tra il 1976 ed il 1984, una vettura che nella storia Lancia ha rappresentato eleganza, ambizione tecnica e posizionamento alto. La nuova generazione riparte proprio da quel valore simbolico, ma lo reinterpreta in chiave contemporanea: non più una berlina tradizionale, ma un’ammiraglia moderna, elettrificata e coerente con le esigenze di mobilità attuali.

Gordon Murray, il ‘Re’ della ‘semplificazione aerodinamica’Tra i tecnici che hanno saputo innovare nell’ambito del ‘moto...
15/05/2026

Gordon Murray, il ‘Re’ della ‘semplificazione aerodinamica’
Tra i tecnici che hanno saputo innovare nell’ambito del ‘motorsport’ un posto di rilievo va di sicuro ascritto al sudafricano Gordon Murray.
Gordon costruisce da solo diverse auto da corsa in patria e poi, negli anni Sessanta, emigra nel Regno Unito.
Qui Ron Tauranac ne intuisce il potenziale e lo assume in Brabham , nel 1969.
Il nuovo ‘patron’ della Brabham Bernie Ecclestone gli dà un’ulteriore iniezione di fiducia nominandolo Chief designer.
Da responsabile tecnico Murray dà completo sfogo alla sua ‘creatività’, con la nuova ‘BT 44’ del 1974 che otterrà ottimi risultati con quattro vittorie.
Gli accorgimenti della ‘BT44’ fanno presagire l’effetto suolo che, da lì a poco, dominerà il design delle vetture di F1.
Nel 1976 Murray andrà oltre, creando la ‘BT46’, una monoposto che avrà il ‘suo credo’ principale nella leggerezza.
Oltre ad essere un ‘peso piuma’ (al fine anche di contrastare il peso enorme del nuovo motore V12 Alfa Romeo), la ‘BT46’ è dotata anche di un enorme ventilatore posteriore fatto per creare deportanza e schiacciare a terra la vettura.
La nuova monoposto ben figura e, se non fosse stato vietato l’enorme ventilatore posteriore, sarebbe stata una seria contendente al mondiale.
La ‘consacrazione’ ci sarà con la ‘BT49’, una monoposto ‘pulita’ ed essenziale, creata per generare il massimo della deportanza.
Un ‘gioiello’ che permetterà a Nelson Piquet di vincere il Mondiale.

07/11/2025

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Nel nero, la luce trova forma.Black DriveDay.Per chi ha provato tutto, tranne la libertà.Con il noleggio a lungo termine...
07/11/2025

Nel nero, la luce trova forma.
Black DriveDay.
Per chi ha provato tutto, tranne la libertà.
Con il noleggio a lungo termine Galdieri Rent, non scegli un’auto:
scegli il tuo ritmo - libero, consapevole, su misura.
Un movimento che ti rappresenta e semplifica la tua strada.
Muoviti con chi trasforma la visione in direzione.

29/09/2025

Dai un'occhiata al video di Pro Car.

26/04/2025
11/03/2025

Galdieri Rent è Mobilità senza pensieri

11/03/2025

Agenzia di Poggibonsi, partner dei principali operatori del noleggio auto a lungo termine, sta ampliando la propria rete commerciale. Siamo alla ricerca di Agenti di Commercio/Rappresentanti, interessati ad ampliare la propria offerta includendo soluzioni di noleggio a lungo termine. Il candidato ideale è un professionista dinamico e motivato, desideroso di crescere in un settore in forte espansione.

Profilo Ricercato

Esperienza: Almeno 1 anno di esperienza comprovata nella vendita di servizi/prodotti di qualunque tipologia
Portafoglio Clienti: Contatti commerciali attivi e capacità di sviluppare nuove opportunità di business.
Professionalità: Ottime doti comunicative, approccio consulenziale verso il cliente e orientamento al raggiungimento degli obiettivi.
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Clientela Target

Gli agenti avranno l’opportunità di proporre il noleggio a lungo termine a una vasta gamma di clienti, tra cui:

Partite IVA e PMI: titolari di partita IVA, imprese individuali e Piccole e Medie Imprese alla ricerca di soluzioni flessibili per veicoli aziendali e flotte.
Professionisti: liberi professionisti (consulenti, avvocati, commercialisti, ecc.) che desiderano un’auto senza gli oneri e i vincoli dell’acquisto.
Privati: clienti privati interessati a soluzioni di mobilità flessibile come alternativa all’acquisto di un veicolo di proprietà.
(Grazie alla partnership con i principali operatori del settore, potrai offrire ai clienti soluzioni personalizzate e competitive in base alle loro esigenze.)

Cosa Offriamo

Formazione
Piano provvigionale altamente competitivo.
Tipologia contratto P.Iva

se interessato inviare CV a :
[email protected]

Galdieri Rent è Mobilità senza pensieri

21/11/2024

Indirizzo

Piazza Mazzini Poggibonsi/San Gimignano
Poggibonsi
53036

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Martedì 08:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Giovedì 08:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Venerdì 08:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Sabato 08:30 - 12:00

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