15/05/2023
Il marchio Autohianchi vede la luce l’11 gennaio 1955, per una brillante idea del direttore generale della Bianchi, Ferruccio Quintavalle, di coinvolgere Fiat e Pirelli in un’operazione commerciale che avrebbe dato vita, con i capitali dei tre soci paritetici, ad una nuova produzione automobilistica
La fabbrica si trovava a Desio, dove la Bianchi aveva già una struttura idonea di 140.000 metri quadri. Gli stabilimenti, dopo essere stati migliorati e innovati, anche con un sistema pienamente automatizzato di cabine di verniciatura di estrema modernità per l’epoca, sarebbero stati in grado di produrre 200 vetture al giorno
La prima automobile nata da questo connubio derivò dall’assemblaggio di una carrozzeria originale (sotto la supervisione dell’ingegner Luigi Rapi, responsabile del reparto carrozzerie speciali della FIAT) e di una base meccanica di un altro modello prodotto dalla casa torinese, ossia la FIAT 500, il cui gruppo motore – cambio – differenziale era stato progettato da Dante Giacosa.
Il motore, posto dietro l’abitacolo, era costituito da due cilindri in linea, di 15 CV.�A questa nuova vettura, contraddistinta con la sigla 110 B, venne imposto il nome di Bianchina, in ricordo della prima auto progettata da Edoardo Bianchi.
Fu ufficialmente presentata il 16 settembre 1957 al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.
Nel 1958, primo anno di distribuzione, vennero prodotte ben 11.000 Bianchine. Tale successo avrebbe portato in seguito ad una diversificazione dei modelli, facendo nascere negli anni immediatamente successivi la Trasformabile Special, la Cabriolet, la Panoramica, la Berlina 4 posti normale e Special e la versione Furgoncino.
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