Giampo Choppers Moto Service

Giampo Choppers Moto Service Artigiano Telaista costruttore di Motociclette, Cafè Racer, Choppers.....

Per questa moto un piccolo serbatoio che Giampo ha costruito artigianalmente e un fanale prelevato da una Fat Boy. Reali...
11/03/2021

Per questa moto un piccolo serbatoio che Giampo ha costruito artigianalmente e un fanale prelevato da una Fat Boy. Realizzati nel laboratorio padovano anche il manubrio con riser incorporati e in queste immagini si vedono alcuni dei dettagli in ottone presenti sulla moto, che poi sono stati lucidati.

Il motore Shovelhead adoperato per questo progetto è un 1340 degli Anni Ottanta. Arrivò in Italia dagli Stati Uniti fine...
10/03/2021

Il motore Shovelhead adoperato per questo progetto è un 1340 degli Anni Ottanta. Arrivò in Italia dagli Stati Uniti finemente cesellato in molte delle sue parti come i coperchi delle punterie e il carter della primaria. Successivamente le cesellature hanno avuto la necessità di alcuni ritocchi e le sezioni rovinate vennero affidate all'artista padovano Andrea Gallinaro, che prontamente ha rifatto le decorazioni mantenendo lo stile di quando le cesellature erano state realizzate.

Il bobberino del quale ci accingiamo a parlare fu progettato e costruito dalla Giampo Choppers Moto Service qualche anno...
09/03/2021

Il bobberino del quale ci accingiamo a parlare fu progettato e costruito dalla Giampo Choppers Moto Service qualche anno fa e in breve tempo ebbe la fortuna di entrare a far parte di una famiglia dove il viaggiare in moto coinvolge tutti, marito, moglie e i due figli!

Come dicevamo, qualche anno fa, attorno a una icona della serie di motori H-D, lo Shovelhead, ovvero “Testa a Badile”, Giampo vi cucì un telaio rigido ad hoc, con interasse moderato e ben calcolato, che regala proverbiale agilità a questo compatto bobber.
Il motore Shovelhead adoperato per questo progetto è un 1340 degli Anni Ottanta, uno degli ultimi prodotti dalla Casa Statunitense con questa architettura; questo pezzo in particolare arrivò in Italia dagli Stati Uniti con “la scorza tatuata”, in quanto si mostrava finemente cesellato in molte delle sue parti come i coperchi delle punterie e il carter della primaria, un capolavoro che ormai è storia indelebile di questo esotico H-D engine.

Continuiamo a raccontare di questo bobber e di quando il suo primo proprietario, un ragazzo di Piazzola Sul Brenta, carrozziere di mestiere nonché autore della verniciatura color bordeaux, decise di venderlo e, in men che non si dica, trovò un entusiasta e appassionato compratore.
E così “l'Ottanta Pollici” trovò degna dimora a casa di Omar Tizian, Chef di professione e amico della Crew della Giampo Choppers Moto Service, che subito vi fece cesellare, sul tappo del “nose cone” della accensione/distribuzione, la dicitura, “La moto è di proprietà della famiglia Omar Tizian”: Carta d'Identità aggiornata e si riparte!
C'è da dire che tutta la famiglia Tizian viaggia in moto e ama tritare chilometri per gite e raduni: Omar col suo bobberino e la moglie con la sua Sportster spesso caricano i figli e il necessario sulle due moto e partono on the road. Omar però non scorda mai di riempire la borraccia, ancorata alla sacca attaccata al parafango posteriore del suo Shovel, con un litro di benzina che è un “salvavita” per i serbatoi piccoli come quello che Giampo ha costruito per questo Hardtail.

Come detto in precedenza questa moto è semplice, corta, ma ricca di dettagli artigianali: oltre al telaio e al delizioso “gas tank”, il costruttore padovano “scolpisce” un nuovo serbatoio dell'olio e pensa anche a costruirne i cerchioni. Il cerchio posteriore è di derivazione Smart e viene modificato, bugnato e dotato di 100 raggi, freno a disco/corona con pinza in alluminio ricavata dal pieno e gommatura automobilistica. Scrupolosa lavorazione è stata adottata da Giampo per modificare un ruotino di scorta BMW che ora è la ruota anteriore di questo “little bob”, con 100 raggi più doppio freno a disco Brembo. Il cerchio anteriore viene accolto da steli forcella made in Italy, che a loro volta sono imbrigliati da piastre “forgiate” sempre nel laboratorio di Piazzola sul Brenta. Il manubrio con riser incorporati è anch'esso fatto in casa e porta la vista ad un faro prelevato (e modificato) da una H-D Fat Boy e, in basso a sinistra, a un mini tachimetro montato vicino al blocchetto chiave. Delle molle danno comodità alla sella costruita da Giampo e ricoperta da Ugo il Tappezziere, mentre il parafango posteriore con pinna centrale mostra il fanalino, “ex motociclo”, rifatto in ottone; il tutto è fissato su supporti home made.
Molte sono le parti nate da ottone e poi lucidate come i tappi e gli elementi di fissaggio dei serbatoi, il dado del cannotto, le ogive tendicatena e, se vogliamo essere pignoli, citiamo anche lo spessore del bullone del filtro olio a cartuccia.

Ammiriamo nuovamente il cuore di questa creatura, lo Shovelhead 1340, che in questo caso si disseta tramite un carburatore S&S Super con la classica copertura del filtro Teardrop mentre i gas combusti escono dagli scarichi costruiti in sede e ricoperti di nero opaco; un utile radiatore dell'olio è montato a destra del telaio. Se il solenoide afferma che vi è l'avviamento elettrico, la pedalina cromata sul lato destro della scatola del cambio ribadisce quanto sia stiloso accendere questo Big Twin scalciando sul kick starter!
Un aneddoto racconta di quando questo Hardtail ebbe un “piccolo inconveniente” e si venne a rovinare parte dell'engraving originario, che venne prontamente rifatto rivolgendosi all'artista padovano Andrea Gallinaro. A proposito di artisti, ci teniamo a dire che l'opera di pinstriping che si mostra sulle componenti di questo bobber è frutto delle abili mani di Manuel Negri alias Dai Art Kustompaint.

Mr. Tizian con questo mezzo di chilometri ne fa, quindi si è ripresentato alla Giampo Choppers Moto Service con la richiesta di donare all'arcaico “Testa a Badile” un rifacimento totale capace anche di portarlo ad esprimere maggiori prestazioni, operazione che nel laboratorio di Piazzola sul Brenta è riuscita ad hoc per la gioia di tutta la “Tizian riders family”!

Foto Lucrezia Pegoraro Photography

Foto: Lucrezia Pegoraro PhotographyCosa si fa per un amico, ma dev'essere un'amicizia davvero speciale,“centenaria”, que...
17/02/2021

Foto: Lucrezia Pegoraro Photography

Cosa si fa per un amico, ma dev'essere un'amicizia davvero speciale,“centenaria”, questa è sicuramente la chiave che ha permesso l'intrusione, nell'Officina di preparazioni padovana, di una stradale due tempi degli Anni Novanta...

E così raccontiamo di questa piccola intrusa due tempi, che in punta di ruote e a motore spento è riuscita a entrare alla Giampo Choppers Moto Service per ricevere la stesura di una precisa verniciatura da parte di Luca, mentre Giampo, ma lasciamo in pace Giampo per questa volta…
Stiamo parlando di una moto che negli Anni Novanta faceva ba***re forte i cuori dei sedicenni che la volevano possedere per sfrecciare accucciati in carena alla massima velocità, o trotterellare in centro, magari, per far colpo sulla più bella della compagnia!
La due tempi in questione è una Cagiva Mito Evolution del 1994, una 125 pepata e dalle fluenti linee da stradale di proprietà di Mauro Corrado, un amico di lunga data dei due customizer di Piazzola sul Brenta.

…Ma andiamo a narrare la storia d'amore tra il proprietario e questa speciale 125: Mauro da ragazzino divenne fortunato possessore di una moto identica con la quale fece memorabili avventure divertendosi alla grande e poi, come spesso succede, la due ruote venne venduta e il tempo passò. Gli anni si susseguirono e Mauro, con la mente rivolta al passato, voleva riavere la Cagiva di quando era ragazzino e così si mise alla ricerca dello stesso modello di moto che, con fortuna, ritrovò e se la riportò a casa.
Chiaramente la ritrovata Mito Evolution ormai mostrava i segni dell'usura, non giaceva in gran forma, ma non si teme nulla in un luogo dove le moto sono una passione di famiglia, ci teniamo a sottolineare che anche il papà di Mauro, Marino, è sempre stato motociclista fin dalla giovane età, quindi la parola restauro in questo caso non fa affatto paura!

Mauro con convinzione e immensa passione ha smontato completamente la, di nuovo sua, Cagiva, curando componente per componente per riportare ogni parte di questa speciale 125 agli antichi splendori. La moto viene così completamente restaurata: meccanica, tutta la componentistica, impianto elettrico; Mauro non si risparmia e dopo parecchie serate di appassionante lavoro riporta “in vita” questa sua amata moto.
Come dicevamo, la Cagiva riesce a entrare alla Giampo Chopper Moto Service perché Mauro è grande amico dei due artigiani che operano in essa e voleva assolutamente che la sua Mito Evolution fosse verniciata dalle abili mani di Luca, che mise in atto tale operato riportando a nuovo i colori della “piccola” 125. Da sottolineare che anche tutti gli adesivi sono stati riprodotti, identici a quelli dell'epoca, rivolgendosi alla ditta FGM Corse.

Ora Mauro, con grande soddisfazione, può sfrecciare nuovamente sul suo primo amore chiamato Cagiva Mito Evolution 125cc, anno di nascita 1994.
Segnamo un altro punto a favore del “laboratorio” padovano, per la disponibilità e bravura di Luca, senza dimenticare la pazienza di Giampo che ha “sopportato” tale presenza motoristica in officina, ma come citato in precedenza ribadiamo “Cosa si fa per un amico”!

E alla fine di ogni progetto ci vogliono quei 5 minuti di relax… per poi tornare a fabbricare nuovi pezzi.
03/02/2021

E alla fine di ogni progetto ci vogliono quei 5 minuti di relax… per poi tornare a fabbricare nuovi pezzi.

Il manubrio ape hanger medium size viene costruito appositamente per la statura di Giampo, imbullonato alla piastra supe...
29/01/2021

Il manubrio ape hanger medium size viene costruito appositamente per la statura di Giampo, imbullonato alla piastra superiore tramite risers in fusione con l'handlebar.
Luca compie l'opera di verniciatura, mentre le decorazioni e il lettering vengono stesi da Ettore “Blaster” Callegaro.

La configurazione meccanica della moto di Giampo rimane la stessa della prima versione del chopper: un bicilindrico Flat...
28/01/2021

La configurazione meccanica della moto di Giampo rimane la stessa della prima versione del chopper: un bicilindrico Flathead 750cc prelevato da una Harley-Davidson WLA del 1942, completamente rifatto.

Era il 1999 quando il Boss della Giampo Choppers Moto Service decide di costruirsi un'altra moto per uso personale e il ...
27/01/2021

Era il 1999 quando il Boss della Giampo Choppers Moto Service decide di costruirsi un'altra moto per uso personale e il suo estro custom si espresse nel creare un filante chopper dalla assai importante lunghezza. Passano gli anni nei quali questo mezzo viene goduto per tanti chilometri, con il suo lungo interasse e la sua filante carrozzeria, ricevendo molti importanti apprezzamenti nonché portando emozioni forti al suo proprietario/builder!

Passano gli anni, dicevamo, e il costruttore/customizer padovano decide di rivedere il look del suo personale daily driver costruendo ex novo un telaio rigido con diminuita inclinazione del cannotto di sterzo abbinandovi una forcella di derivazione Sportster. Il tutto è cucito su misura: un manubrio ape hanger, medium size, viene costruito appositamente per la statura di Giampo ed è imbullonato alla piastra superiore tramite risers in fusione con l'handlebar. Anche le piastre sono home made, con quella inferiore che supporta il faro, e portano la vista alla ruota anteriore costruita in officina partendo da un cerchio di una motofalciatrice BCS e dotata di doppio freno a disco con pinze Brembo. Al posteriore di questo agile chopperino, invece, vi è un cerchione prelevato da una storica Citroën DS tagliato, bugnato e raggiato da Giampo, che gli adatta un disco/corona con pinza Grimeca; da sottolineare che anche parafango e sissybar che fa da portatarga con fanalino abbinato, sono home made.

L'intrigante fuel tank e il serbatoio del lubrificante sono frutto dell'estro custom dell'officina di Piazzola sul Brenta, così come la struttura della sella su molle che viene poi ricoperta da Bitlis. A far scorrere corrente vitale al rinato chopper ci pensa il fidato Luca, che compie anche l'opera di verniciatura, mentre le decorazioni e il lettering vengono stesi da Ettore “Blaster” Callegaro.
La configurazione meccanica rimane la stessa della prima versione del chop: un bicilindrico “alleato” Harley-Davidson a valvole laterali da 750cc. alimentato da un carburatore Dell'Orto, un glorioso Flathead prelevato da una WLA del 1942 che viene completamente rifatto per l'occasione e si fa sentire tramite i due neri scarichi, anch'essi by Giampo. Il “Liberator” viene montato rigidamente allo chassis e si nota il particolare supporto superiore creato da Giampo saldando degli anelli di catena. La trazione viene data da una puleggia che partendo dal gruppo termico dà moto ad una cinghia supportata da una frizione a secco di derivazione Kawa 400, il tutto lavora tramite un cambio Matchless, anno di nascita 1938, anch'esso ricostruito. L'avviamento, chiaramente, è only kick.

Altro scacco matto messo a segno da Giampo, che ricrea il suo chopper donandogli nuova impostazione di guida per poter sfrecciare con agilità lungo le strade della custom attitude!
Lucrezia Pegoraro Photography

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15/01/2021

A Piazzola sul Brenta si continua a dare forma a pezzi unici per creare moto personalizzate ricche di dettagli da ammirare.

In officina, Giampo e Luca sono sempre al lavoro nel creare nuovi elementi per le loro opere meccaniche!
11/01/2021

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La BSA Special di Giampo Choppers è una motocicletta ricca di dettagli originali; fra questi si può ammirare il convogliatore d'aria per il raffreddamento del freno a tamburo nato dall'accurato lavoro al CNC di Manuel Pillan.

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24/12/2020

Giampo e Luca dal loro laboratorio, dove nascono creature meccaniche special e uniche nel loro genere, augurano a tutti Buone Feste attorniati dalle proprie passioni.

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