29/10/2026
Cosa penso di Auto e Moto d'Epoca a BolognaFiere (post lungo!)
Nello scorso fine settimana sono stato a Bologna, alla più grande fiera europea dedicata all’automobile, dove ASI Automotoclub Storico Italiano era presente con il Village dei suoi Club federati.
Passeggiando tra gli stand, ho sentito ripetere più volte una considerazione: «Ma ci sono poche auto d’epoca… La fiera è cambiata».
Premesso che non mi sono sembrate poche (forse in minoranza, ma non poche in assoluto), mi sono chiesto se, a volte, non siamo troppo concentrati su ciò che manca, invece di provare a capire ciò che sta cambiando.
È vero, quest’anno abbiamo visto tante e forse meno automobili appartenenti alle epoche più lontane. Ma non è proprio questo il ricambio generazionale di cui parliamo tanto? Non ci chiediamo continuamente come avvicinare i giovani al motorismo storico e come garantire un futuro alla nostra passione?
E allora proviamo a guardare le cose da un’altra prospettiva. Perché le auto che amiamo raccontano anche chi siamo.
I giovani si avvicinano al nostro mondo attraverso le auto e le moto della loro giovinezza, quelle che hanno visto guidare ai genitori e ai nonni, quelle che li hanno fatti sognare. Non necessariamente attraverso vetture di epoche precedenti, che magari non hanno mai conosciuto al di fuori di una mostra.
Del resto, ricordiamoci di noi stessi: quali auto e moto ci hanno fatto innamorare dei motori quando eravamo ragazzi? Ognuno di noi ha iniziato il proprio percorso partendo da ricordi, emozioni e desideri legati al proprio tempo.
Per un trentenne di oggi, una Fiat Punto o una Lancia Y possono rappresentare ciò che una Lancia Aurelia B24 o una Vespa Faro Basso rappresentano per me: un pezzo di vita, un ricordo di famiglia, un’emozione che non si è spenta.
Ben vengano, quindi, le youngtimer, se possono diventare la porta d’ingresso al mondo del motorismo storico per le nuove generazioni. I numeri che con ASI abbiamo presentato in solo un paio di giorni fa, lo confermano ancora una volta: i mezzi storici piacciono. A tantissimi. Diamo quindi l'opportunità ai potenziali appassionati di avvicinarsi.
Smettiamo di rimpiangere continuamente il passato e impariamo a vivere il presente, cogliendone anche le opportunità. La bellezza della nostra passione sta proprio nella possibilità di scegliere e apprezzare epoche, storie e veicoli diversi, ciascuno con il proprio significato.
A me continueranno a emozionare una B24 e una Vespa Faro Basso. Ai nostri figli e nipoti, magari, una Punto o una Y appartenute ai nonni. Per loro sono la porta d'ingresso al mondo del motorismo storico. Al resto, semmai, ci arriveranno dopo. Ce li accompagneremo noi. Ma, prima, facciamoli entrare.
Perché non conta soltanto quale auto ci fa ba***re il cuore, ma il motivo per cui lo fa. E se una passione riesce a passare da una generazione all’altra, allora ha davvero un futuro.
Questo auspico, per l'ASI e per tutto il grande movimento del motorismo storico.