ASTER LIDO assistenza tecnica

ASTER LIDO assistenza tecnica Da oltre 40 anni si effettuano RIPARAZIONI DI ELETTRODOMESTICI quali pianI cottura, lavatrici, lavastoviglie forni ,cucine , frigoriferi, congelatori.

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Se avete un vecchio elettrodomestico rotto... . Non gettarlo via .Di solito i vecchi elettrodomestici sono di gran lunga...
10/03/2026

Se avete un vecchio elettrodomestico rotto... . Non gettarlo via .
Di solito i vecchi elettrodomestici sono di gran lunga durata migliori di quelli di oggi...

30/06/2025
ASSISTENZA ELETTRODOMESTICI
28/06/2025

ASSISTENZA ELETTRODOMESTICI

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03/06/2018

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27/10/2016

COME RICONOSCERE UN ELETTRODOMESTICO A BASSO CONSUMO?

Non tutti gli elettrodomestici con funzione analoghe consumano energia allo stesso modo. Per semplificare il confronto tra di loro, una direttiva dell’Unione Europea dall’anno 1992 stabilisce un’etichettatura per indicare l’efficienza energetica di ogni apparecchio. Così, vengono classificati secondo una “Classe di Consumo Energetico”, ossia una scala riferita a valore medi europei che va dalla lettera “A” (bassi consumi) a “G” (alti consumi). Le etichette prevedono anche un sistema di colori, dal verde scuro per i dispositivi di massima efficienza (A), al rosso per quelli che consumano di più (G).

Nel 2010 l’etichettatura energetica è stata ampliata con altre tre nuove classi che si aggiungono alla classe A: A+, A++ e A+++. La differenza tra queste è notevole: un apparecchio A++ consuma fino al 50% di energia in meno rispetto a uno A. Tuttavia, l’utilizzo di questa nuova scala non è obbligatorio ma volontario fino a dicembre 2011, sebbene nei negozi si trovano già una gran quantità di apparecchi classe A+ e A++.

Grazie a questa etichetta, che dovrà essere ben visibile e obbligatoriamente esposta da produttori e rivenditori, è possibile riconoscere gli elettrodomestici che consumano meno e così risparmiare energia.

Altri informazioni sono presenti sulla stessa, che sono utili al momento della scelta di un elettrodomestico. Queste sono il Consumo di energia all’anno (in kWh), che si riferisce al consumo energetico totale in quel periodo, e la Rumorosità (in decibel), parametro spesso sottovaluto ma molto importante, perché contribuisce alla creazione di un ambiente confortevole.

CRITERI DI SELEZIONE PER OGNI ELETTRODOMESTICO

Il consumo di energia di ogni elettrodomestico, stabilito dalla sua Classe di Efficienza Energetica, è il primo accorgimento che si deve fare al momento dell’acquisto di un nuovo apparecchio. In più, ci sono dei piccoli dettagli da considerare, relativi ad ogni apparecchio in particolare. Vediamo quindi qualche consiglio utile e dei criteri di selezioni per risparmiare energia.


Nel caso del frigorifero e il congelatore, si deve dare preferenze a quelli appartenenti alle classi “Tropicale” o “Subtropicale”; questa è un’altra scala, diversa a quella dell’efficienza energetica, che stabilisce che questi apparecchi potranno funzionare senza un calo nelle prestazioni anche quando la temperature ambiente è molto alta (fino a 43°C).

Inoltre, è meglio scegliere tra i modelli a sbrinamento automatico, che permettono un funzionamento migliore e un minore spreco di energia, e che il congelatore sia a 4 stelle (ossia, che possa raggiungere temperature inferiori ai -18 °C).

classe-elettrodomestici

Un caso particolare è quello della lavatrice. L’etichetta di classe energetica di questo elettrodomestico non contiene solamente l’indicazione della efficienza energetica, ma anche della qualità del lavaggio e dell’efficacia dell’asciugatura. Tutte queste informazioni vengono fornite utilizzando scale individuale, sempre dalla A alla G. La Classe di efficienza energetica rappresenta l’energia consumata (in kWh) per ogni kg di bucato; la Classe di efficacia del lavaggio invece definisce l’indice di performance del lavaggio, e la Classe di efficacia dell’asciugatura si riferisce alla percentuale di acqua presente dopo il ciclo di centrifuga.

Inoltre, sempre nella stessa etichettatura, sarà segnato il Consumo di acqua in litri (per ogni ciclo di lavaggio) e la Rumorosità.

Oltre ad una dettagliata analisi sull’efficienza energetica, al momento dell’acquisto della lavatrice è meglio se date preferenza ai modelli con velocità di centrifuga regolabile (quando non avete particolare fretta potete lasciare che il sole si occupi di asciugare il bucato), partenza ritardata (impostando l’inizio del ciclo alle ore notturne se avete una tariffa bioraria), e allacciamento all’acqua calda (permette di collegare la lavatrice direttamente all’acqua calda, evitando utilizzare il suo meccanismo di riscaldamento).

Gli stessi accorgimenti valgono per le lavastoviglie, per le quali si devono considerare le già menzionate classi di efficienza (efficienza energetica, efficacia del lavaggio e dell’asciugatura), il consumo di acqua e la rumorosità.

Anche i televisori hanno un indice di efficienza del consumo (anche se diverso), il quale è consigliato sia inferiore a 0.51, con un consumo massimo di energia elettrica di 170 watt e un consumo in modalità stand by inferiore a 1 watt. Riguardo il modello di televisore (LCD, LED o plasma), dal punto di vista del consumo energetico ci sono differenze notevoli: con uno schermo ad esempio di 40 pollici, un LED consuma tra i 70-90 watt, un LCD 120-160 watt e un Plasma 250-300 watt.

Simile il caso degli schermi pc. Un monitor LCD consuma il 70% di energia in meno di uno tradizionale a tubo catodico. Tuttavia, questi schermi consumano energia elettrica anche da spenti, quando rimangono collegati alla rete elettrica. Un consiglio quindi importantissimo per risparmiare energia è quello di scollegarli completamente o di utilizzare una ciabatta con interruttore.

Infine, riguardo i climatizzatori, oltre a considerare la loro Classe di Consumo Energetico, esistono altri due parametri importanti: La Classe energetica EER/COP, che utilizza sempre una scala da A a G, sia per la efficienza in raffreddamento (EER) o in riscaldamento (COP), e l’Indice di efficienza energetica EER/COP, che è un altro numero che stabilisce il grado di efficienza di un

climatizzatore (quanto più alto è questo numero, tanto più è la sua efficienza).

Acquistare elettrodomestici con una buona efficienza energetica, capace di ridurre gli sprechi di energia, così come scegliere tra le diverse tariffe di Energia Elettrica per trovare la migliore offerta, permetterà diminuire il consumo di energia, risparmiare denaro e sostenere l’ambiente.

11/10/2016

Ecco alcuni consigli per sfruttare al meglio la tua lavatrice e ammortizzare i costi di energia.

Il primo sistema affidabile per lavare le stoviglie non a mano è stato inventato nel 1887 da Josephine Cochrane e presen...
24/05/2016

Il primo sistema affidabile per lavare le stoviglie non a mano è stato inventato nel 1887 da Josephine Cochrane e presentato alla Fiera Colombiana di Chicago nel 1893. Secondo quanto affermato da lei, ha creato questo dispositivo in quanto i suoi servitori, durante il lavaggio manuale scheggiavano le sue porcellane[1].

Nel 1924, William Howard Livens inventò una piccola lavastoviglie adatta all'uso domestico. Può essere considerata la prima lavastoviglie moderna in quanto incorporava la maggior parte degli elementi che compongono le attuali lavastoviglie[2], una porta frontale per il carico delle stoviglie, una rastrelliera per il contenimento delle stoviglie sporche e un irroratore rotante. Nel 1940 fu aggiunto anche un sistema di asciugatura. Fu il primo dispositivo adatto a un uso domestico, e comparve proprio nel momento in cui nelle case cominciavano ad essere comuni gli impianti idraulici ad acqua corrente[3][4].

Nonostante questo, il progetto di Liven non ottenne un successo commerciale fino agli anni cinquanta.

Dal 1970 le lavastoviglie iniziarono a diventare comuni nelle residenze domestiche in Nord America e in Europa occidentale. Al 2012, oltre il 75% delle case negli Stati Uniti e in Germania avevano una lavastoviglie[5].

La lavastoviglie è un elettrodomestico che ha necessità di continua manutenzione.
In primo luogo i nostri tecnici consigliano di mettere il sale adatto tutte le settimane. Almeno una volta .
Questa operazione è importante
per cercare di decalcificare l'acqua
Un altro consiglio che possiamo dare è eliminare del tutto il brillantante e mettere al suo posto semplicemente l'aceto di vino bianco. Questo perché molto spesso nelle pasticche del detersivo già c'è

Nel prossimo post daremo altri importanti consigli per la manutenzione della lavastoviglie

Il primo esemplare di macchina per lavare fu sviluppato nel 1767 da un teologo di Ratisbona, Jacob Christian Schäffer. I...
10/05/2016

Il primo esemplare di macchina per lavare fu sviluppato nel 1767 da un teologo di Ratisbona, Jacob Christian Schäffer. I primi modelli di macchine meccaniche risalgono alla fine del XIX secolo; come è accaduto per moltissime invenzioni, ci si è inizialmente ispirati a meccanizzare il processo manuale: le prime lavatrici, infatti, furono concepite come macchine atte a "sfregare" i panni, simulando così l'effetto manuale del modo più diffuso di lavare la biancheria. Le macchine così realizzate, il cui movimento fu inizialmente manuale, poi elettrico, presentavano però l'evidente svantaggio di provocare un'usura eccessiva dei panni, nonché risultati di lavaggio decisamente deludenti. La prima ed unica soluzione efficace fu l'adozione dell'agitatore: il principio è quello di forzare la soluzione detergente attraverso le fibre dei tessuti agitandoli e "sbattendoli" attraverso l'acqua. Sviluppata in America, questa tecnologia è sostanzialmente ancora oggi praticamente la più diffusa nel mondo nonché la più efficace. Negli anni venti ci fu qualche tentativo di adottare nuove tecnologie di lavaggio, con la comparsa delle lavatrici a cestello (ad asse orizzontale) che trovarono però impiego nel tempo specialmente per le applicazioni industriali le quali curavano di meno l'aspetto della pulizia e smacchiatura nel lavaggio a macchina. Infatti la biancheria veniva e a tutt'oggi viene, in queste circostanze, solitamente controllata e smacchiata preventivamente a mano prima del lavaggio, e comunque poi scrupolosamente controllata anche dopo il lavaggio per verificare la completa rimozione dello sporco, ed eventualmente smacchiata manualmente anche dopo il lavaggio. I modelli ad agitatore sostanzialmente forniscono prestazioni migliori sui risultati di lavaggio e furono quindi, generalmente, preferiti ai modelli a cestello ad asse orizzontale e furono via via dotati di ulteriori funzionalità: resistenze per il riscaldamento dell'acqua, mangani a rulli per la strizzatura della biancheria. Lo sviluppo di questo modello vide la realizzazione delle cosiddette "twin tub", cioè delle lavatrici a due vasche: una, con agitatore, nella quale si effettuava il lavaggio dei panni, l'altra, con cestello ad asse verticale, dove i panni venivano risciacquati e strizzati per centrifugazione; questo modello è tuttora piuttosto diffuso, soprattutto nei paesi asiatici e africani. Il modello con vasca unica e cestello ad asse orizzontale, tipicamente europeo, non ha invece riscontrato grande successo negli USA, dove naturalmente anche per le automatiche si è proseguiti con la produzione e quindi l'uso preferenziale di lavatrici ad agitatore, anche se ci sono aziende (Bendix, Westinghouse, Whirlpool) che hanno realizzato numerosi modelli a cestello ad asse orizzontale.

Dopo la Seconda guerra mondiale, lo slancio industriale che caratterizzò soprattutto l'Europa occidentale vide nascere nuove esigenze e desiderio di benessere: a livello domestico (anche per il ruolo della donna che stava considerevolmente cambiando, soprattutto in Italia) le industrie elettromeccaniche iniziarono una fervida attività di ricerca e produzione di lavatrici. La Germania, che già prima della guerra aveva iniziato la produzione di lavatrici, riprese continuando sulla scia della tecnologia inizialmente adottata, che vedeva una decisa scelta per i modelli a cestello ad asse orizzontale. Le lavatrici tedesche, anche prodotte dopo la guerra, erano però caratterizzate da notevoli problemi statici, poiché prive di sospensioni (la vasca era solidale con la scocca della macchina) che ne rendevano piuttosto complicata l'installazione: dovevano infatti essere fissate al pavimento. In Italia, invece, si adottò inizialmente il modello americano, con agitatore ad una vasca e mangano per la strizzatura (Candy modello 50, prodotta nel 1947), poi il modello classico a due vasche, semi-automatico (Candy bi-matic, prodotta nel 1957, Rex-Zanussi mod. 250, prodotta alla fine degli anni cinquanta) e, in seguito sulla scia dei moltissimi modelli automatici importati dalla Germania anche in Italia si proseguì la produzione di lavatrici automatiche a modello tedesco, quindi a cestello (ad asse orizzontale) con i modelli (Candy Automatic, 1959, Rex-Zanussi modello 260 etc.) ulteriormente evoluti nelle superautomatiche a seguito dell'adozione delle vaschette per il detersivo separate (per pre-lavaggio, lavaggio, additivi di risciacquo). Le lavatrici hanno raggiunto la maturità di prodotto negli anni successivi, che in Europa si è concentrata in particolare sull'efficienza energetica, raggiungendo di fatto un livello di riferimento a livello globale in termini di riduzione di consumo d'acqua ed energia.

eccoci oggi a parlare di lavatrici.
il discorso e' relativamente piu semplice rispetto alle lavastoviglie.
piu semplice perche l'apparecchiatura necessita di meno manutenzione.
In primo luogo e' sempre importantissimo mettere per il lavaggio poco detersivo.
il nostro consiglio e' quello di usare come dosatore il tappino che si usa per chiudere il flacone .
secondo noi va benissimo per un carico di 5 o 6 kg meta tappino di detersivo.
Non e' importante la quantita' di detersivo che si mette ma il tipo di programma che si vuole fare. Cioe' per esempio su dei capi in cotone e' consigliabile mettere un programma lungo a 60 gradi. questo permettera' di far sciogliere bene il detersivo e di lavare con acqua calda il bucato.
E' convinzione di molti che mettendo parecchio detersivo i panni vengano meglio.
secondo noi piu detersivo si mette e meno lava bene la lavatrice.
Si rischia che i panni rimangano insaponato e che il consueto risciacquo non elimini del tutto il detersivo. In piu facendo molta schiuma si rischia di far bloccare la lavatrice.
inoltre se si hanno bambini piccoli conviene sempre mettere poco detersivo per evitare cosi allergie.
Una domanda che ci fanno parecchi clienti i e' quella se conviene usare il detersivo in polvere o liquido.
vi possiamo solamente dire che entrambi vanno benissimo basta pero' fare attenzione specie a quelli in gel alla loro densita'. piu e' denso e meno occorre metterne.
Naturalmente per qualsiasi domanda noi sia qui..... presto ci saranno altri consigli sul modo di usare la lavatrice.

Il frigorifero (dal latino frigus, "freddo" e fero ( fĕrs, tuli, latum, fĕrre) "portare"), anche detto frigidaire (dal f...
02/05/2016

Il frigorifero (dal latino frigus, "freddo" e fero ( fĕrs, tuli, latum, fĕrre) "portare"), anche detto frigidaire (dal francese) o abbreviato frigo, (al contrario di ciò che si pensa "frigor" non è italiano, ma esclusivamente dialetto lombardo), è un elettrodomestico la cui funzione è la conservazione del cibo attraverso l'impiego di una camera isolata dall'esterno, in cui è praticata una condizione di bassa temperatura: in questo modo si rallenta la cinetica delle molecole e quindi la crescita dei batteri e la decomposizione degli alimenti. Alcuni modelli di frigorifero includono anche il congelatore nel medesimo corpo del dispositivo. È un apparecchio relativamente nuovo in cucina: sostituisce la vecchia ghiacciaia, mentre un tempo, in alcune conservazioni veniva impiegata la salagione.
Durante il XIX secolo vi sono state importanti rivoluzioni nel campo della alimentazione. In particolare, fu molto importante "la conquista del freddo", ossia l'invenzione della macchina frigorifera, avvenuta e brevettata nel 1851 dall'americano John Gorrie, successivamente perfezionata dal tedesco Windhausen, dall'inglese Reece e dal francese Tellier. A differenza del primo, questi ultimi recuperavano il gas evaporato, che il primo perdeva completamente.

A quest'ultimo si deve anche la realizzazione del primo impianto frigorifero su un piroscafo, le frigorifique, che nel 1876 trasportò in Francia un carico di carne precedentemente macellata in Argentina, dopo un viaggio di 105 giorni. La tecnica venne poi applicata ai vagoni ferroviari, come nel caso del treno intercontinentale che partiva dalla California. Sul piano alimentare tutto questo significò il superamento delle tecniche tradizionali di conservazione (per salagione, per essiccazione, ecc.) la cui comune caratteristica era quella di alterare le qualità nutrizionali e organolettiche degli alimenti. Con la conquista del freddo invece si riuscivano a trasportare e conservare i prodotti per lunghi periodi mantenendo caratteristiche simili a quelle originali.

Lo sviluppo del commercio in tutto il mondo, oltre a garantire maggiori quantità di derrate alimentari, portò a quel fenomeno chiamato da molti storici "delocalizzazione dei gusti alimentari": mentre fino ai secoli precedenti la gente si nutriva quasi esclusivamente di alimenti prodotti nella zona in cui viveva, grazie alla "conquista del freddo" alle persone fu possibile accedere a cibi esotici, prodotti a migliaia di chilometri di distanza. Oltre ai prodotti consumati, anche il gusto cominciò a "delocalizzarsi" dando origine a quel processo di globalizzazione alimentare che culminò con la fine del XX secolo.

Il primo frigorifero domestico venne messo in vendita nel 1913. Un modello di frigorifero senza parti in movimento è stato brevettato da Albert Einstein e Leo Szilard nel 1930.[1] Dal 1931 l'ammoniaca fino allora usata venne sostituita col freon, fino al 1990 quando esso venne proibito per l'uso frigorifero; attualmente è diffuso l'isobutano il quale tuttavia è molto infiammabile.

Il congelatore, detto anche freezer, è un elettrodomestico che serve a congelare il cibo o a mantenerlo in tale stato.I ...
11/04/2016

Il congelatore, detto anche freezer, è un elettrodomestico che serve a congelare il cibo o a mantenerlo in tale stato.

I congelatori domestici sono i più comuni e sono più piccoli dei congelatori usati per scopi commerciali (ad esempio quelli che si usano per congelare grandi quantità di pesce). Inoltre, sono in genere venduti insieme al frigorifero.

Un altro tipo di congelatori è costituito dai banconi surgelati, che si trovano nei supermercati, che servono per esporre il cibo ai clienti. La maggior parte dei congelatori ha una temperatura di -18 °C (0 °F).

I congelatori sono divisi in "classi" identificate da un numero variabile di "stelle" simili a fiocchi di neve: conoscendo approssimativamente la temperatura ottenibile dal congelatore, è possibile stimare il tempo per cui è possibile conservarvi determinati cibi.

Vi consigliamo di tenere il termostato basso. di solito suggeriamo ai nostri clienti di tenerlo a 2 durante quasi tutto l'anno e di abbassarlo anche ad 1 nel periodo estivo.
Questo perche il motore lavorera' di meno e rendera' di piu.

un altro consiglio puo' essere quello di sbrinarlo almeno una volta l'anno nell'approssimarsi della stagione estiva.Per fare questo e' preferibile tenerlo completamente spento almeno un giorno e mezzo e poi riaccenderlo

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