29/06/2015
FILTRO ANTI POLLINE... ECCO PERCHE'
Quando si viaggia in auto, è fondamentale che l’aria che si respira sia pulita e pura.
Le patologie allergiche sono in continuo aumento e questo comporta un rischio aggiuntivo quando si è al volante: se nella stagione delle fioriture i pollini riescono a entrare nell’abitacolo, irritazione agli occhi, congestione nasale, difficoltà respiratorie e attacchi di starnuti riducono fortemente il livello di attenzione e aumentano conseguentemente il rischio di incidenti.
Quando si starnutisce viaggiando a una velocità di 80 km/h, si perde visibilità per circa 25 metri.
Secondo una stima effettuata dall'AvD Tedesco (Automobilclub von Deutschland), durante il periodo primaverile, il rischio di incidenti aumenta del 30%.
Il filtro abitacolo ha il compito di pulire l’aria che entra in abitacolo tramite i condotti dell’impianto di riscaldamento o climatizzazione ed è quindi responsabile della qualità dell’aria che si respira in vettura.
L’aria è una miscela di gas costituita principalmente da azoto e ossigeno; si trovano poi vapore acqueo, in concentrazione molto variabile e particelle solide di varia natura e dimensione. Un metro cubo di aria respirabile può contenere da 10 a 80 miliardi di particelle, a seconda della stagione e dalle condizioni meteorologiche locali. Queste particelle, se inalate, tendono a depositarsi nelle vie respiratorie, tanto più in profondità tanto minore è la loro dimensione.
I pollini, in quanto parte del sistema riproduttivo delle piante, non sono patogeni, ma possono creare un disagio molto forte alle persone, innescando reazioni allergiche e fenomeni asmatici.
In Europa, almeno un quarto delle persone adulte è allergico ai pollini e il numero è ancora più alto tra i soggetti particolarmente deboli, ossia i bambini e gli anziani. I pollini tendono a depositarsi nelle vie respiratorie superiori e nel tratto bronchiale e sono responsabili di riniti, sinusiti, faringiti, laringiti, tracheiti.
Le polveri sottili e ultrasottili sono micro particelle in sospensione nell’aria, non visibili ad occhio n**o: sono anche conosciute con la sigla PM (dall’inglese Particulate Matter) seguita da un numero che indica la dimensione del loro diametro aerodinamico, espresso in µm (un micron equivale ad un millesimo di millimetro).
Le polveri sottili e ultrasottili si depositano nella parte inferiore dell’apparato respiratorio, fino ad arrivare agli alveoli polmonari: batteri, funghi e spore, polveri industriali, particelle da abrasione, fuliggine e gas di scarico rappresentano un pericolo, poiché possono essere responsabili di bronchiti e polmoniti. Alle particelle di dimensioni inferiori a 0,1 µm possono essere imputabili alveoliti e contaminazione del sangue.