30/04/2015
Pneumatici intelligenti, le novità del Salone di Ginevra
Pneumatici connessi ai dispositivi elettronici dell’auto grazie ai microchip e nuovi formati per le vetture elettriche: così la gomma aiuta a risparmiare carburante e a migliorare il rendimento di ABS ed ESGinevra – Fino a oggi il contributo degli pneumatici al risparmio di carburante si limitava a quattro fattori: corretta pressione di gonfiaggio, anche in relazione al carico trasportato, tipo di mescola, larghezza e intaglio del battistrada. Al di là degli strumenti di misurazione della pressione degli pneumatici, peraltro non diffusi ancora massicciamente, che indicano sul display del board computer la pressione di ciascuna copertura o eventuali repentine perdite di pressione, sintomatiche di una foratura, l’automobilista può contare solo sulla propria buona volontà: controlli periodici della pressione, scelta del tipo di pneumatico più adatto per ogni circostanza (a bassa resistenza al rotolamento da metà aprile a metà ottobre, termici o invernali che dir si voglia da metà autunno a inizio primavera). Se l’obiettivo primario del guidatore è il risparmio di carburante, anche a prescindere dal piacere di guida, si potrà optare per la misura di pneumatico più stretta e con la spalla meno ribassata (per esempio: 205/60 R16 anziché 225/45 R17: 205 e 225 rappresentano la larghezza dello pneumatico espressa in millimetri, al suo aumentare, aumenta anche la resistenza al rotolamento e quella aerodinamica).
Quando invece chi siede al volante punta a ottenere il massimo delle performance velocistiche, sceglierà coperture dotate di mescola più morbida e aderente, battistrada largo e spalla ribassata, così da ottenere una migliore aderenza, anche per mezzo della chimica, e un superiore feeling alla guida, con risposte più dirette e precise ai comandi impartiti tramite lo sterzo.
Fortunatamente la tecnologia e il lavoro dei reparti Ricerca e Sviluppo dei maggiori produttori di pneumatici vengono e verranno sempre più in aiuto dell’automobilista, sia nell’ottica del contenimento dei consumi, sia per migliorare il comportamento su strada e il modo in cui l’auto comunica con il guidatore tramite volante e sterzo.
La Goodyear Dunlop ha presentato al Salone di Ginevra il concept di un nuovo pneumatico SportMaxx RT di cui non è ancora nota la data di commercializzazione, al cui interno è fissato un microchip senza batteria. Il sistema – messo a punto con la società Huf, tra i principali produttori al mondo di sistemi di controllo della pressione e di sistemi telematici per autoveicoli – invia al veicolo informazioni sull’identificazione, la pressione e la temperatura del pneumatico che il computer centrale è in grado di elaborare perfezionando automaticamente gli algoritmi di controllo laterale e longitudinale della vettura, migliorando le prestazioni di guida.
Tra i progressi ottenuti grazie ai dati trasmessi dal pneumatico c’è la riduzione dello spazio di frenata quando entra in azione l’ABS, un miglioramento della risposta in curva, il contenimento del rollio e l’ottimizzazione dei sistemi di controllo della stabilità. Goodyear Dunlop ritiene che dal dialogo del sistema con gli pneumatici, consentito dal microchip, possa venir ridotto lo spazio di frenata quando si attiva il sistema antibloccaggio dei freni e possa essere migliorata l’efficacia dell’ESP. Un vantaggio legato al fissaggio del microchip all’interno dello pneumatico, rispetto ai sistemi montati sullo stelo delle valvole (per lo più in grado di controllare la sola pressione e suoi eventuali cali repentini) è rappresentato dall’assenza di deterioramento al momento del montaggio.
Anche Bridgestone ha scelto il palcoscenico del Palexpo ginevrino per mostrare prototipi e celebrare recentissimi successi. Il prototipo di kart Toyota equipaggiato con coperture del brand giapponese Air Free di seconda generazione mostra il futuro degli pneumatici “non-pneumatici” realizzati con materiali sostenibili. Migliorate capacità di carico e minore resistenza al rotolamento caratterizzano questa seconda generazione di prototipi, avvicinando il prodotto all’introduzione sul mercato. Passando ai prodotti già commercializzati in grande serie, sono da qualche mese disponibili in primo equipaggiamento sulla prima BMW “full electric” i3 le coperture Ecopia EP500 Ologic, modello che si è aggiudicato il “Tire Technology of the Year” in occasione dei Tire Technology International Awards for Innovation and Excellence 2014.
(Foto: Maurizio Pesce / Wired)
(Foto: Maurizio Pesce / Wired)
La tecnologia Ologic sfrutta le sinergie tra un diametro di grandi dimensioni e un battistrada più stretto, apparentemente in contrasto tra loro. Il risultato è un pneumatico che offre miglioramenti significativi in termini di aerodinamica e resistenza al rotolamento, pur offrendo una straordinaria aderenza in condizioni di bagnato. Mentre il battistrada su pneumatici di diametro minore è generalmente incline ad una maggiore “deformazione” durante la guida, il diametro più grande e la maggiore tensione delle cinture dei pneumatici riducono significativamente la deformazione del pneumatico e permettono di risparmiare l’energia altrimenti persa attraverso l’attrito interno, aiutando a ridurre la resistenza al rotolamento. Ecopia EP500 ologic è disponibile in quattro misure: 155/70 R19 84Q, 175/60 R19 86Q, 155/60 R20 80Q e 175/55 R20 85Q. Sono proposte da Bridgestone anche due coperture invernali per la BMW i3: sono la Blizzak LM-500 Ologic con lamelle e la Blizzak NV Ologic non chiodato (con mescola Multicell2 per le condizioni nordiche).P