18/01/2024
Questa si che potrebbe essere una tecnologia efficiente ….anche se di fonte cinese……..chissà! Sarebbe davvero la svolta!
Un'azienda cinese promette di inaugurare l'era dell'energia nucleare commerciale grazie alla prima batteria per smartphone dotata di un'autonomia di 50 anni.
La nuova cella per dispositivi mobili – che è ancora in fase pilota e passerà alla produzione industriale tra qualche anno – sfrutta il decadimento radioattivo dell'isotopo nichel-63 e uno speciale semiconduttore in diamante. I test hanno dimostrato che le batterie atomiche sono stabili e possono generare fino a 100 microwatt di potenza e una tensione di 3 volt.
I vantaggi delle batterie atomiche
Per produrre la batteria, Betavolt New Energy Technology ha inserito un foglio di nichel-63 spesso due micron tra due semiconduttori in diamante ad alta resistenza, che trasformano l'energia generata dal decadimento della sorgente radioattiva in corrente elettrica utilizzabile.
I nuovi dispositivi dell'azienda presentano alcuni importanti vantaggi rispetto alle tradizionali celle elettrochimiche, il più evidente dei quali è senza dubbio l'enorme aumento della durata di vita: dal momento che il concetto di "cicli di carica" non si applica a queste batterie, la loro usura non è legata al numero di cariche ma bensì al decadimento dell'elemento arricchito. Essendo modulari, inoltre, le unità possono essere combinate in modo da creare batterie di dimensioni e capacità diverse.
I dispositivi Betavolt si presentano essenzialmente come un rettangolo di 15x15x5 millimetri cubi. La prima serie può essere collegata per amplificare la potenza e resistere agli ambienti più difficili senza comprometterne la stabilità. L'azienda afferma che le sue batterie possono funzionare a temperature comprese tra -60 e 120 gradi Celsius.
Energia verde senza rischi
Gli sviluppatori sostengono che non c'è alcun rischio per la salute umana. Le batterie non emettono radiazioni e la loro architettura a strati previene possibili incendi. Sono state progettate per essere inserite all'interno di smartphone, droni o micro-robot, ma Betavolt incoraggia anche le applicazioni in campo medico, per esempio per alimentare pacemaker, cuori artificiali e apparecchi acustici.
Nemmeno lo smaltimento sembra essere un problema. Gli isotopi delle celle decadono nell'arco di cento anni, trasformandosi in un isotopo stabile di rame, un elemento che "non è radioattivo e non rappresenta una minaccia o una possibile fonte di contaminazione per l'ambiente", spiega un comunicato. Le celle al litio attualmente utilizzate in tutti prodotti tecnologici, al contrario, devono essere riciclate in centri specializzati perché le sostanze chimiche e i metalli che contengono inquinano sia il suolo che l'acqua.
Betavolt ha già registrato i brevetti della nuova creazione a Pechino, e ha intenzione di fare lo stesso anche nel resto del mondo. Secondo l'Independent, l'azienda ha iniziato il processo di produzione delle applicazioni commerciali e il progetto rientrerebbe nel piano di rafforzamento dell'economia cinese per il quinquennio 2021-2025.
Un sogno iniziato oltre un secolo fa
La possibilità di creare batterie atomiche o a base di radioisotopi circola fin dall'inizio del ventesimo secolo, grazie ai progressi dello scienziato Henry Moseley. Per decenni tuttavia la tecnologia si è rivelata troppo ingombrante e costosa, finendo relegata a progetti sperimentali.
Generalmente, le batterie atomiche sono utilizzate nell'industria spaziale in parallelo al fotovoltaico. Per i loro viaggi nel sistema solare, per esempio, le sonde Voyager, Pioneer, Galileo, Ulysses, Cassini e New Horizon hanno tutte utilizzato un generatore termoelettrico a radioisotopi.