26/07/2022
Il nuovo Defender non avrà (forse) il "fascino" del suo predecessore, ma quando si tratta di percorsi impossibili, è sempre lui a renderli possibili.
Sono trascorsi ormai tre anni dal suo debutto, che ha segnato la nascita dei nuovi stilemi Land Rover, legati sì alla tradizione, ma impreziositi da alcuni elementi moderni, quali gli sbalzi ridotti, i vetri alpini al tetto ed il portellone incernierato lateralmente, con ruota di scorta esterna.
Tre anni in cui anche gli elaboratori si sono dilettati nel renderla ancora più unica, più estrema, più affascinante. L’ultimo, in termini cronologici, a metter mano alla più rustica (si fa per dire) delle Land Rover, è stato Manhart, che basandosi sulla variante P400 a passo lungo motorizzazione (alimentata da un 3.0 a 6 cilindri in linea da 400 cavalli e 550 Nm), ha tirato fuori un altro capolavoro, denominato DP 500.
A sua disposizione troviamo, oltre a bellissimi cerchi Concave One da ventiquattro pollici, sospensioni ad aria regolabili (che abbassano la DP 500 di 30 mm, ndr), un impianto di scarico con terminali in carbonio, un nuovo sistema frenante e, dulcis in fundo, una nuova mappatura della centralina, che regala al gigante di Manhart 112 cavalli e 160 Nm, per un totale di 512 cavalli e 710 Nm di coppia.
Appena dieci i kit realizzati, quindi, qualora foste interessati, serve affrettarsi!
Ph. Manhart ©