30/09/2026
“Il posteriore dell’automobilista,
incastrato tra lo schienale e il sedile, non può permettersi
l’arroganza del sedere del ciclista, che spinge le sue natiche ai
margini senza bordo del sellino. No, tutto rattrappito nella sua
molle concavità, implica nel suo proprietario una posizione
semifetale, che ne tradisce il ripiegamento su di sé;
impressione rafforzata da quella specie di guscio d’uovo
galvanizzato che è il suo abitacolo, illusoria parodia di
sicurezza placentare che s’infrangerà al primo urto”. “La differenza tra la visione del mondo del ciclista e quella dell’automobilista è tra le più profonde che si possono immaginare.”