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Tre sportive anni ’90. Una sola in garage.Rover 220 GTi, Citroën ZX 16V, Opel Astra GSi 16V.Tre motori 2.0 aspirati, tut...
19/10/2026

Tre sportive anni ’90. Una sola in garage.

Rover 220 GTi, Citroën ZX 16V, Opel Astra GSi 16V.

Tre motori 2.0 aspirati, tutti a 16 valvole. Tre trazioni anteriori, tre modi diversi di intendere una sportiva.

I numeri dichiarati:

Rover 220 GTi: 140 CV, 1.250 kg, 0-100 in 8,3 s, 202 km/h.

Citroën ZX 16V: 150 CV, 1.220 kg, 0-100 in 9,4 s, 220 km/h.

Opel Astra GSi 16V: 150 CV, 1.170 kg, 0-100 in 8,0 s, 220 km/h.

Sulla carta l’Astra è la più leggera e la più rapida nello scatto. Ma chi comprava una sportiva negli anni ’90 non guardava soltanto il cronometro.

Adesso le trovi tutte e tre davanti al garage. Le chiavi sono sul tavolo.

Ne puoi tenere una sola per dieci anni.

Quale scegli e perché?

E se ne hai posseduta una, raccontaci quanto l’avevi pagata e soprattutto che fine ha fatto.

Nel 1986 Lancia portò la trazione integrale permanente anche su una berlina tre volumi, senza bisogno di allargare i par...
19/10/2026

Nel 1986 Lancia portò la trazione integrale permanente anche su una berlina tre volumi, senza bisogno di allargare i parafanghi o darle un aspetto particolarmente sportivo.

Sotto il cofano c’era un 2.0 bialbero aspirato da 115 CV. Ma la parte più interessante era sotto la carrozzeria: tre differenziali, giunto viscoso centrale e differenziale posteriore bloccabile tramite un comando nell’abitacolo.

La coppia veniva ripartita per il 56% all’anteriore e il 44% al posteriore.

Nel 1987 la Prisma 4WD cambiò nome in Prisma Integrale.

Una berlina apparentemente normale, con una meccanica decisamente fuori dal comune per l’epoca.

19/10/2026
Nel 1992 avrebbe dominato il Superturismo italiano. Ma pochi mesi prima, la 155 GTA aveva un problema: non era affatto f...
18/10/2026

Nel 1992 avrebbe dominato il Superturismo italiano. Ma pochi mesi prima, la 155 GTA aveva un problema: non era affatto facile da guidare.

A raccontarlo erano proprio Nicola Larini e Alessandro Nannini, in una prova pubblicata su AutoCapital nell’aprile del 1992.

Larini lamentava un comportamento piuttosto imprevedibile: inserimento rapido in curva, sottosterzo e poi un sovrasterzo improvviso in uscita. Nannini ne elogiava l’aerodinamica, ma anche lui segnalava una vettura ancora nervosa.

E parliamo di un’Alfa con un 2.0 turbo 16 valvole da circa 400 CV, trazione integrale permanente, cambio a sei marce e ben 340 kg risparmiati rispetto alla 155 Q4 stradale.

Kevlar, fibra di carbonio, vetri in plexiglas, sottoscocca carenato. Una preparazione senza troppi compromessi.

Il risultato finale? 17 vittorie in 20 gare e titolo italiano con Nicola Larini.

La cosa affascinante è proprio questa: oggi ricordiamo una macchina dominatrice, ma le testimonianze dell’epoca raccontano quanto lavoro fosse ancora necessario per renderla vincente.

E pensare che, appena un anno dopo, sarebbe arrivata anche la 155 V6 TI del DTM.

Sotto praticamente ogni video c’ è sempre qualcuno che scrive: «È un chiodo», «Non va niente», «Troppo lenta».E allora p...
18/10/2026

Sotto praticamente ogni video c’ è sempre qualcuno che scrive: «È un chiodo», «Non va niente», «Troppo lenta».

E allora prendiamo due auto completamente diverse.

Una Ferrari F40 del 1987, capace di raggiungere i 100 km/h in 4,56 secondi nella prova di Quattroruote del 1989.

Una Volkswagen Golf R del 2024, che dichiara uno 0-100 in 4,6 secondi.

Quasi quarant’anni di differenza e praticamente lo stesso risultato sul cronometro.

Eppure credo che nessuno abbia dubbi su quale delle due vorrebbe guidare almeno una volta nella vita.

Perché un’automobile non è soltanto un numero. È il modo in cui eroga la potenza, il rumore del motore, la risposta dello sterzo, il cambio, le vibrazioni, quello che riesce a trasmetterti anche senza andare forte.

Una macchina può essere più lenta di un’altra e regalare sensazioni che quella più veloce non riuscirà mai a replicare.

E a chi sta già per scrivere che confrontare una F40 con una Golf R è assurdo…

Grazie. Avete appena dimostrato esattamente quello che volevamo dire.

C’era un periodo in cui bastava guardare il cruscotto per capire che macchina avevi davanti.Lancette, strumenti suppleme...
18/10/2026

C’era un periodo in cui bastava guardare il cruscotto per capire che macchina avevi davanti.

Lancette, strumenti supplementari, spie ovunque. E quel contagiri che finivi sempre per guardare più del tachimetro.

Tre cruscotti, tre filosofie completamente diverse. Oggi molti strumenti sono finiti dentro uno schermo. Qui invece ogni indicatore aveva il suo posto.

Ma la vera domanda è un’altra: quale dei tre è invecchiato meglio?

E soprattutto, quanti riescono a riconoscere tutte e tre le auto senza aiuti?

17/10/2026

Alfa Romeo 166 3.0 V6. 226 cavalli, aspirato, tutto sulle ruote davanti
Voi ne avete mai guidata una?

1.500 cavalli per fare 0–100 in 2,4 secondi.E poi c’era la Lancia Delta S4, nel 1986.Alla belva del Gruppo B vengono att...
17/10/2026

1.500 cavalli per fare 0–100 in 2,4 secondi.

E poi c’era la Lancia Delta S4, nel 1986.

Alla belva del Gruppo B vengono attribuiti circa 2,3 secondi. Un numero impressionante, anche se non direttamente confrontabile con quello ufficiale della Bugatti.

E attenzione: i famosi 650 CV della S4 si riferiscono alle configurazioni più estreme, non alla normale potenza da gara.

Il bello è che, quarant’anni dopo, siamo ancora qui a discutere delle prestazioni di una Lancia costruita per correre sulle speciali.

Forse per capire quanto fosse assurdo il Gruppo B basta guardare cosa serve oggi per ottenere accelerazioni simili.

Nel 1981 quelli di Gente Motori ebbero un’idea piuttosto f***e: mettere una Fiat Ritmo contro un jet delle Frecce Tricol...
17/10/2026

Nel 1981 quelli di Gente Motori ebbero un’idea piuttosto f***e: mettere una Fiat Ritmo contro un jet delle Frecce Tricolori.

E non soltanto per scattare una fotografia.

Sulla pista dell’aeroporto militare di Rivolto organizzarono una prova di accelerazione sui 400 metri.

Al volante della nuova Fiat Ritmo Abarth 125 TC c’era Attilio Bettega, pilota di rally. Ai comandi del Fiat G.91 PAN, invece, il capitano Vito Posca.

La Ritmo era una delle novità più interessanti di casa Fiat: motore 2.0 bialbero aspirato da 125 CV, carburatore doppio corpo, cambio ZF a cinque marce e trazione anteriore.

Una compatta sportiva contro un aereo militare a reazione.

Il jet ebbe la meglio, ma il vero obiettivo era mostrare le prestazioni della nuova Abarth attraverso una sfida decisamente fuori dal comune.

Il servizio uscì sul numero di gennaio 1982 di Gente Motori, finendo direttamente in copertina.

Oggi una prova del genere sarebbe probabilmente impensabile. All’epoca, invece, bastava andare in edicola.

16/10/2026

Peugeot 405 Mi16, di notte, solo cruscotto.

0-100 in 8,9 secondi (indicati), cambi a quasi 7.000 giri e il video finisce a 175 con l'auto ancora in tiro.
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