02/11/2023
"Riparazioni auto, consumatori contro il governo
“Ha ceduto alla lobby delle assicurazioni”
By FedericoFormica
Tra i consumatori e il governo è finita la luna di miele. Tra accuse di regali alla lobby delle assicurazioni ed esposti all’Antitrust. A provocare la rottura è la questione delle riparazioni auto in caso di incidente, che sempre più compagnie di rc auto cercano di gestire in proprio, spingendo i clienti a rivolgersi alle carrozzerie convenzionate. Come? Attraverso clausole che prevedono penali anche del 20% del valore del danno, nel caso in cui l’automobilista si rivolga a un riparatore di sua fiducia. E a chi “sgarra” le compagnie spediscono lettere più o meno minacciose, a volte attraverso società di recupero crediti che stabiliscono ultimatum perentori.
Queste clausole, secondo le associazioni di consumatori, sono ingiuste. Il codice delle assicurazioni prevede infatti per l’assicurato “la facoltà di ottenere l'integrale risarcimento per la riparazione a regola d'arte del veicolo danneggiato avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia”.
Cos’è successo
Nel disegno di legge sulla Concorrenza in discussione al Senato sono stati presentati due emendamenti. In apparenza identici: entrambi ribadiscono che i consumatori possono scegliere il carrozziere che preferiscono, anche se la compagnia prevede la riparazione in convenzione. Ma, a ben guardare, in uno c’è quella che il responsabile assicurazioni Assoutenti, Stefano Mannacio, definisce “la polpetta avvelenata”. Perché aggiunge: “Salvo l’obbligo di restituzione dell’importo corrispondente alla riduzione accordata da parte dell’assicurato che abbia goduto della relativa riduzione di premio”. In altre parole, l’emendamento renderebbe legali le clausole con le quali le assicurazioni, a detta di molte associazioni consumeristiche, ricattano i propri clienti: “Ripara pure l’auto dove vuoi, ma dopo dovrai restituirci del denaro”.
Dopo una settimana di pressioni, da una parte e dall’altra, il governo ha chiesto di ritirare entrambi gli emendamenti, di fatto affossandoli. Sia quello a favore dei consumatori, sia quello più favorevole alle imprese. Tutto come prima, quindi? “Non esattamente - spiega Mannacio - perché adesso le compagnie assicurative sanno di avere il governo dalla propria parte. E questo clima favorevole sarà un incentivo per continuare ad applicare le clausole-capestro”.
Ma con quali motivazioni il governo vuole affossare una legge che sancirebbe, una volta per tutte, che le compagnie non possono imporre il riparatore? Perché si corre il rischio, è scritto sugli atti, “di incidere sulla libertà contrattuale delle imprese e degli assicurati che possono, inoltre, godere di “prezzi calmierati”. E poi: si tratta di clausole utili anche a contrastare “frodi e speculazioni”. Quanto ai prezzi calmierati, Assoutenti ha sottolineato che a settembre l’Istat ha rilevato un ulteriore aumento delle tariffe rc auto del 3,9% su di un anno fa.
Coro di no
Prima del “no” governativo sette associazioni avevano firmato un documento insieme - tra altri - a Federcarrozzieri, l’associazione Vittime della strada e il sindacato nazionale degli agenti assicurativi per sensibilizzare la politica. In questa lettera si sottolinea che “l'auto è del danneggiato e non della compagnia che non può imporre alcunché”. E che le clausole delle compagnie “non hanno solo l’effetto di distorcere la concorrenza nel mercato delle riparazioni ma anche, cosa ben più grave, di consentire alle imprese assicuratrici di proseguire ad abusare della propria posizione dominante”. Secondo i firmatari, il sistema delle riparazioni in convenzione “rischia di incidere sulla qualità e sulla sicurezza delle riparazioni."
Cit. La Repubblica