28/09/2026
Civm: alla Cronoscalata della Castellana, vittoria di classe per Paolo Biccheri in Racing Start Cup e secondo posto per Ludovico Manni con record del tracciato per la sua cilindrata in Racing Start. Deborah Broccolini, terza fra le “dame”, coglie diversi titoli stagionali al femminile nella Turbo Plus. Sfortunati Luca Giovannoni e Vincenzo Ottaviani con le sport, mentre fra le storiche Lanfranco Pastorelli è secondo di classe
Domenica positiva per i piloti delle vetture turismo e storiche, decisamente poco fortunata per quelli delle sport. La 53esima edizione della Cronoscalata della Castellana di Orvieto, tappa del Campionato Italiano di Velocità in Montagna 2026, va in archivio con un bilancio in agrodolce per la Speed Motor. I protagonisti principali sono stati Paolo Biccheri e Ludovico Manni: il primo, all’esordio nella Racing Start Cup con la Renault Clio fornitagli dalla Tuder Motorsport dei fratelli Alessio e Alessandro Alcidi, si è imposto abbastanza agevolmente nella classe Turbo Cup 1, coprendo i 6190 metri del tracciato in 3’54”35 e poi in 3’52”25, per un totale di 7’46”60. “Al volante di un’auto inedita per me, che i fratelli Alcidi mi hanno messo gentilmente a disposizione perché io la provassi – ha dichiarato Biccheri – sono riuscito a tirar fuori un tempo eccellente, pur non forzando per ovvi motivi, nel senso che non la conoscevo: vi sono salito il sabato, per cui era una novità in assoluto. Posso dire, ora, che la Clio è molto divertente, anche se c’erano a mio avviso ancora 2-3 secondi da togliere”. Passando a Ludovico Manni, il suo secondo piazzamento nella classe 2.0 aspirate della Racing Start con la Renault Clio Rs assume il sapore di una vittoria morale: soltanto 73 centesimi di secondo gli sono mancati nella somma dei tempi rispetto alla Honda Civic Type R di Claudio Pio, ma il dato rilevante è costituito dal fatto che, dopo aver impiegato 4’ netti in gara 1, il tuderte ha stabilito nella seconda salita il nuovo record della classe di cilindrata in 3’58”50, limando di 43 centesimi quello realizzato in precedenza dal diretto avversario. “Sono soddisfatto per più motivi: ho fatto il massimo – ha sottolineato Ludovico Manni – e Pio, che apprezzo molto come pilota e come persona, è andato davvero forte. Quando si esce battuti per un’inezia, come nel mio caso, il disappunto prevale nella maggioranza dei casi, ma non nel mio, anche perché l’aver abbassato il primato di classe è stata per me una bella gratifica”. Quinto posto nella classe 2.0 turbo della Racing Start Plus per Deborah Broccolini, il cui merito principale è stato quello di essere tornata in bazzica a distanza di un mese dall’incidente al trofeo “Luigi Fagioli” e con la Mini Cooper S rimessa a posto. Per lei, 4’06”93 al mattino e 4’08”23 nel pomeriggio, che nell’aggregato fanno 8’15”16. La conduttrice perugina, testimonial dell’Associazione Umbra Contro il Cancro (Aucc), ha vissuto l’ennesimo fine settimana orvietano nel ricordo del padre, Attilio, morto proprio 30 anni fa in gara alla Castellana. A livello agonistico, si è piazzata terza assoluta fra le “dame” dietro a Kadija Mourtaji e ad Anna Maria Fumo, ma soprattutto ha vinto l’assoluto di gruppo e di classe 2.0 nella Racing Start Plus turbo, zona sud, la coppa femminile e la Centritalia Hillclimb Cup (Chc). “Soddisfazioni e tanta emozione – queste le parole di Deborah Broccolini – perché già in sede di presentazione della gara mio padre era stato ricordato nel migliore dei modi assieme a Paolo Roselli, figura storica della cronoscalata che ci ha lasciati poco tempo fa. Lungo il tracciato c’era tanta gente, l’organizzazione si è ancora distinta e personalmente, al di là del risultato e dei titoli che ho vinto, era importante tornare a correre e dimenticare Gubbio. Mi ha fatto piacere anche consegnare il memorial intitolato a mio padre al pilota Loris Martino su Peugeot 106 del gruppo N-S, trattandosi di un’auto di vecchia generazione”. Niente da fare, purtroppo, per i portacolori rossoneri iscritti nel gruppo E2SC-SS, quello dei prototipi. Le prime avvisaglie di un week-end non propizio c’erano già state il venerdì sera: un attacco di febbre ha costretto al forfait Damiano Manni e quindi la sua Mygale M09 è stata una protagonista mancata nella classe 2000, così come è venuta meno la sfida in famiglia con l’orvietano Luca Giovannoni, il quale - alla sua prima volta con la Wolf GB08 Mistral - aveva ottenuto un rilevante 3’07”16, che gli era valso il secondo posto alle spalle dell’ex campione italiano Domenico Scola, più veloce di appena 3”62 con la sua Osella Pa 21/S. Poi… “Rottura della turbina durante l’allineamento di gara 2 e obiettivo sfumato – ha spiegato Giovannoni – e quindi tanta amarezza: ero molto contento al termine della prima salita, con un ritardo alquanto contenuto nei confronti di Scola e dopo aver abbassato di 15” e di 7” i due tempi delle prove ufficiali. Sarebbe stato un secondo posto gratificante”. Particolare curioso: Manni e Moratelli non hanno di fatto corso, Scola e Giovannoni non sono partiti in gara 2 e quindi la classe 2000 si è ritrovata senza classificati. A completare la parentesi jellata c’è Vincenzo Ottaviani con la Wolf GB08 Thunder nell’affollata e selettiva classe fino a 1150. Prima manche in 3’05”35 e seconda che si è in pratica fermata al via: “Si è rotto il semiasse come avvenuto a Popoli, con la differenza che allora avvenne prima della partenza e stavolta è successo dopo appena 50 metri percorsi – ha affermato il “driver” abruzzese. Che ha aggiunto: “Nell’unica salita portata in fondo, la prima, ho voluto attaccare fin da subito: il problema è che sono incappato in un paio di intraversamenti nella parte bassa, che hanno frenato la mia aggressività. Nel mirino c’erano un 3’03” alto, o anche un 3’04” basso”.
Fra le auto storiche, un nuovo importante risultato per Lanfranco Pastorelli con la Fiat Giannini 650 Np. Il “grande vecchio” della Speed Motor, che aveva dominato il II Raggruppamento nella sua Gubbio, ha conquistato il secondo posto nella classe TC700, periodo H1, facendo registrare un 4’25”11 e un 4’23”49. Il complessivo di 8’48”60 lo pone alle spalle della omologa vettura di Cristiano Romoli, al quale si è molto avvicinato in gara 2, con un ritardo di soli 39 centesimi. “Con il fondo stradale ancora freddo di prima mattina e senza le gomme adeguate, ha preferito non rischiare – ha precisato Pastorelli – mentre nel pomeriggio c’erano le condizioni per fare meglio e sono stato più competitivo, ma l’importante per me era divertirmi e in questo sono riuscito in pieno”.
28 settembre 2026