29/11/2023
Si scherza ovviamente, ma non troppo.
ABBIAMO VERAMENTE BISOGNO DI AUTO NUOVE, SOPRATTUTTO ELETTRICHE?
Di Rossano Nicoletto, presidente RIVS Registro Italiano Veicoli Storici
Spieghiamo per gli integralisti del green!
Vi siete mai chiesti perché un motorino di 60 anni fa pesava pochissimo e faceva 65 km con un litro rispetto ai 15 attuali? E perché un'auto arrivava a farne 20 di km e pesava la metà di quelle di oggi? Ricordate che l'inquinamento non è il frutto solamente di ciò che esce dalla marmitta: pensate a quanto inquina un moderno SUV di 20/25 quintali rispetto a una Alfetta che consumava e pesava la metà. Pensate al consumo dei freni, all'usura delle gomme e alle polveri che alzano le gomme se tutti questi materiali sono enormemente più grandi di quelli usati in passato.
Certamente il comfort e la sicurezza hanno influito positivamente da un lato, ma hanno aumentato peso e dimensioni, peggiorato alcune prestazioni e certi parametri di inquinamento. Ma, secondo voi, con le moderne tecnologie non si sarebbe potuto fare di meglio, molto meglio? L'utente finale può scegliere ESCLUSIVAMENTE tra quello che gli viene proposto. L'utente finale non sarà mai il produttore, non potrà mai crearsi un prodotto a sua immagine e somiglianza, affine completamente ai suoi desideri.
Ma passiamo ora alla disamina del post.
Spieghiamo per gli integralisti del green e per tutti coloro che affermano che anche quando si trattava di cambiare il trasporto con cavalli e carrozze c'erano molti scettici, paragonandolo allo scetticismo attuale nei confronti delle auto elettriche, che le carrozze coi cavalli sono praticamente scomparse da un secolo.
Difatti in Italia circolano già 57 milioni di veicoli, di cui circa 40 milioni di auto (primi in Europa con 67 auto auto ogni 100 abitanti): ragion per cui, se acquistiamo un'auto nuova, ci prendiamo una grossa responsabilità. Perché, direte voi? Perché un’auto storica contribuisce ad inquinare meno di qualsiasi auto nuova. Vi sembra incredibile? In realtà la spiegazione è molto semplice: l'energia e lo spreco di materie prime necessarie per costruire un'auto nuova, oltre all'inquinamento prodotto per creare le materie prime necessarie e per trasportare le auto dal punto di produzione all'utente finale e per rottamare la vecchia auto, faranno sì che l’auto nuova non riuscirà, nemmeno se circolerà mille anni, a pareggiare l'inquinamento prodotto per essere costruita, trasportata nel punto vendita e per rottamare la vecchia auto. A meno che l'auto nuova - e le materie prime necessarie - non venga costruita con l'aria, che l'energia necessaria sia prodotta con l'aria, che le navi cargo che le trasportano dal Giappone all'Italia, o le bisarche che viaggiano per migliaia di km da Melfi in Basilicata (o da Monaco o da dove vi pare) in giro per l'Europa, e che trasportano ognuna max 10 auto, non funzionino con l'aria. A tutto ciò va aggiunto l'inquinamento prodotto per rottamare un'auto vecchia, a meno che le batterie e le gomme non vengano conservate sotto il tappeto degli integralisti green che cambiano auto a ogni piè sospinto.
Se calcoliamo che, in media, gli italiani cambiano auto ogni 7 anni circa, il possessore di un'auto di 35 anni, avrà evitato in 35 anni di far costruire ben 5 veicoli nuovi con un risparmio di energia e materie prime importantissimo. Mentre chi in 35 anni avrà cambiato 5 auto, facendone rottamare al contempo altrettante, avrà inquinato infinitamente di più.
Ovviamente, con questo non vogliamo demonizzare chi cambia spesso auto, magari con un'elettrica, ognuno è libero di far ciò che vuole dei suoi soldi e della sua vita. Ma non veniteci a raccontare la storiella che lo fate per l'ambiente, perché lo sa anche un bimbo di seconda elementare che, se possiedi già un'auto funzionante (o una TV, o qualsiasi altro elettrodomestico) e la cambi o acquisti un'altra auto meno inquinante, in realtà stai inquinando ancor di più, molto di più.
Lo sanno anche i bimbi di seconda elementare che più è lungo il periodo di utilizzo di un bene tanto più è basso il suo costo energetico. È scritto nei numeri, non si scappa. Ma l'industria dell'usa e getta, anche automobilistica che ci vorrebbe veder cambiare auto ogni tre anni al massimo, crollerebbe! Se provi a spiegarlo ai fan dell'elettrico a tutti i costi non lo capiscono e non lo capiranno mai.
P.S. Anche se il mercato dell'auto nuova sta registrando dei "+", che però confrontati ai dati pre-covid sono ancora dei "-", pare che sempre più persone si stiano rivolgendo al mercato dell'usato, in particolare dell'usato classico. Ci sarà un perché, o no?
A voi, cari amici, l'ardua sentenza!
Rossano Nicoletto, presidente RIVS Registro Italiano Veicoli Storici