08/03/2022
Fin da piccolissima la mia vita ha accolto involontariamente comportamenti, pensieri, allusioni volte ad indottrinarmi nel ruolo della donna secondo il costrutto sociale in cui abito.
La società mi accetta solo se i miei capelli sono lunghi, solo se il mio vestiario rispetta i principi di una società patriarcale in cui gli uomini sono convinti di impugnare le donne come fossero volanti, solo se il mio guardaroba ospita gonne e vestiti, ma quanto abbiamo lottato anche solo per indossare un paio di pantaloni? Il manifesto della corretta condotta elenca dettagliatamente il modo in cui la nostra vita deve procedere, anche il modo in cui dobbiamo parlare e quello che dobbiamo dire.
Libertà?
Quanto abbiamo lottato per poter lavorare, avere della dignità ed essere allo stesso livello degli uomini, realizzarci, avere valore, contare, essere nostre?
Tutto quanto viene vanificato, da un solo cenno, da un solo commento pubblicato sui social, sotto un articolo riportante l’avvenimento di uno stupro, di un’aggressione verbale e così via. Un commento pubblicato da un analfabeta funzionale incapace di comprendere quanto accaduto, ma subito pronto a seppellire la dignità della donna in questione.
Quanto ancora dobbiamo sopportare noi donne?
Colpevolizzate solo per una scollatura, solo perché insistenti sull’essere noi stesse.
Anche il sesso ci condanna, chi vuole non può avere una vita sessuale libera totalmente, solo se donna, perché si sa che le donne non possono avere una vita sessuale libera, con diversa gente, senza che vengano etichettate “donne dai facili costumi”ma anche peggio, a partire dalle stesse donne. Questo non avviene con gli uomini… anzi.
Sono stanca di vivere in un paese che non mi tutela, volto a bocciare leggi che avrebbero garantito, socialmente, la mia incolumità.
Sono una piccola donna con grandi cose da dire, ma con pochi, pochissimi esseri umani sempre pronti ad essere esseri umani.
Testo di