15/06/2025
2007, Montreal. Il V8 in piena, 18.000 giri buoni buoni. Bayerische Motoren Werke, Fabbrica Bavarese di Motori.
Una distrazione, un istante solo e la macchina atterra come un asteroide sulle protezioni esterne del circuito esplodendo in una nuvola di terra e schegge di carbonio. Oramai privata di qualunque sovrastruttura, la cellula di sopravvivenza rimbalza, carambola, rotola in aria, atterra violentemente terminando la sua f***e corsa qualche centinaio di metri dopo. Al suo interno - piedi esclusi - una giovane promessa della F1 che uscirà illeso da uno degli incidenti più spettacolari e spaventosi della Formula 1 moderna. Dalla Polonia come un meteorite, Robert Kubica.
Mentre la sua carriera nella massima formula arrancava a causa di auto poco competitive e cambi regolamentari vari, Robert inizia ad appassionarsi ai Rally. Il ma**co c’è e si vede ma il destino che lo aveva sfiorato nel 2007 a Montreal colpisce duro il 6 febbraio 2011 durante una competizione in provincia di Savona. La sua macchina esce di strada e viene letteralmente trafitta da un dannato guardrail che entra dalla calandra, passa attraverso il cruscotto ed esce dal retro della vettura. In mezzo c’è Robert e il suo braccio destro. Il rischio di perderlo è altissimo ma, grazie ad una forza esagerata e ad un pizzico di fortuna, Robert riesce a portare a termine una lunghissima riabilitazione che, nonostante i peggiori preamboli, riesce a riportarlo prima nel mondo dei Rally (33 gare, 14 speciali vinte, tiè), di nuovo in Formula 1 e poi nel mondo delle gare di durata.
E qui succede che i sogni si avverano.
Signori, oggi 15 giugno 2025, mentre a Montreal va in scena la Formula 1 sulla stessa pista nella quale prima rischiò la vita nel 2007 e sulla quale vinse le sua unica gara in carriera in F1 nel 2008, a Le Mans Robert Kubica è passato per primo sotto il traguardo al termine di una gara estenuante, 24 ore con il coltello fra i denti, 387 giri sempre in lotta con le due Ferrari ufficiali, sempre lì, lì nel mezzo, finché ce n'hai stai lì.
Il Giallo Modena sull’azzurro di Francia, l’inno polacco a tutto volume, grande Robert, te lo sei meritato.