19/12/2022
(✏️ Marco Gasperetti) Sembra una innocua e benevola pianta simile all’edera. Ed invece è tossica, anzi molto tossica perché capace di provocare gravi dermatiti. Insomma, un pericolo pubblico per chi la coglie e magari gli salta in mente di usarla per cosmesi e cura della pelle. Scientificamente si chiama Toxicodendron radicans, è originaria del Nord America e di alcune località della Cina, ma per la prima volta si è naturalizzata italiana. In altre parole, cresce anche da noi e pare molto rapidamente.
A scoprirla sono stati tre ricercatori dell’università di Pisa Giovanni Astuti, Francesco Roma-Marzio e Roberta Vangelisti che hanno pubblicato la loro ricerca sulla rivista Italian Botanist, organo ufficiale della Società Botanica Italiana. L’edera tossica è stata trovata in abbondanza a due passi da Firenze, nel comune di Impruneta, nel sottobosco di Sassi-Neri, una delle mete preferite per gli amanti delle escursioni e del trekking. L’edera «velenosa» non era mai stata trovata in Toscana e per l’Italia c’erano solo due segnalazioni storiche per il Trentino-Alto Adige risalenti al 1893 e al 1930, come specie occasionalmente sfuggita alla coltivazione.
«È una pianta aliena rampicante che in realtà non appartiene alla famiglia delle edere ma addirittura a quella dei pistacchi – spiega il professor Lorenzo Peruzzi, docente di Botanica sistematica all’università di Pisa – ma è pericolosa perché provoca delle importanti dermatiti da contatto. In altre parole, basta toccarla e la pianta sprigiona alcune sostanze tossiche, come l’urushiol, un olio che provocano reazioni allergiche. Negli Stati Uniti milioni di casi ogni anno anche se non si registrano morti ma reazioni allergiche molto importanti». 👉 Leggi l'articolo completo sul sito del 📰