06/09/2026
Marc Márquez ha postato questa foto, che mostra fasci muscolari irregolari: raccontano definitivamente la magnificenza di questo pilota.
In MotoGP le vittorie e i record si giocano sul filo del millesimo di secondo. Per avvicinare quella competitività devi essere in una forma fisica e mentale perfetta. Dal 2020, anno dell'inizio del suo calvario, lui ha raccontato molto di più rispetto alle stagioni da tiranno corse in Honda. Una Honda — non mi stancherò mai di dirlo — che, al netto del suo nome, non avrebbe vinto un titolo dal 2011, e siamo nel 2026. In Honda ha accolto campioni del mondo senza piagnucolare, senza edificare muri.
Ma da quel 2020 i numeri, seppur epici, hanno lasciato spazio alla narrazione di qualcosa di unico: taciuto, soffocato, ma lì da guardare, proprio nella sofferenza. Il suo infortunio ha consentito a diversi piloti di vincere titoli mondiali senza di lui in condizioni fisiche accettabili: Quartararo, Pecco, Mir, Jorge Martín Almoguera. E mentre soffriva in silenzio, in Honda riusciva a essere persino più veloce dei suoi compagni di squadra, pur con quella menomazione fisica.
Proprio quando tutti pensavano al ritiro, arriva l'opportunità Gresini Racing. Nel 2024 ha fatto tremare gli avversari: con la GP23 arriva terzo davanti agli ufficiali, umiliando chi correva con quella stessa Ducati ostile. E nel 2025, sì: more than a number. Ha vinto il nono titolo. Ma doveva superare l'ennesimo infortunio, vittima incolpevole di un errore di Marco Bezzecchi.
Siamo nel 2026 e si mostra così, affinché pure l'ultimo stupidotto rimasto a minimizzarne le gesta taccia e finalmente comprenda. Invece no. Trovi ancora platee di soggetti che lo denigrano, che leggono nella sua carriera moto superiori con cui era facile vincere, o che lo dipingono come il pilota che distruggeva la bontà dei progetti sgretolando le carriere dei compagni di squadra. Lo dicevano pure di Casey Stoner, figuriamoci.
Invece no. Marc è il pilota che ha spostato l'asticella del talento oltre, lontano dagli altri. Volessi essere dura direi molto lontano: li batte in queste condizioni fisiche, etichettato spesso come il "vecchio" della griglia. Non ha distrutto carriere, ha semplicemente battuto avversari di ogni caratura e talento. Ho profonda stima dei suoi compagni di squadra, da Jorge Lorenzo a Pecco, capaci di metabolizzare la sconfitta con classe, senza prodursi in quegli attacchi verbali ridicoli che hanno caratterizzato altri suoi illustri "non rivali", lontani dalle piste ma sempre chiacchieroni. Differenza sottile.
Poi mi tocca ascoltare le dichiarazioni di piloti graziati da Ducati Corse che oggi scelgono KTM, lamentandosi di essere stati obbligati a lavorare su parti nate per altri. Mi sarebbe piaciuto vederli in Yamaha o Honda in questi ultimi anni!
Tra poco arriva Misano: il campionato è pazzesco e imprevedibile. Al di là del tifo, mi auguro che Marc riceva finalmente il giusto affetto anche da noi italiani. ❤️
Costty
Andrea Costanzo