03/04/2026
Mamma ENI sempre più imbarazzante .....
CARBURANTI, L’ALLARME DI ASSOPETROLI CONFERMA IL MERCATO TRUCCATO. IL SILENZIO ASSORDANTE DEI SINDACATI DI CATEGORIA DEI BENZINAI.
3 APRILE 2026 – Le recenti denunce apparse sugli organi di stampa specializzati, in particolare il grido d'allarme lanciato da Assopetroli-Assoenergia su Staffetta Quotidiana, squarciano il velo su una realtà che i gestori indipendenti denunciano da tempo: il settore dei carburanti in Italia è vittima di un palese abuso di posizione dominante.
IL PARADOSSO DEL PREZZO: DETTAGLIO PIÙ BASSO DELL'INGROSSO
I dati parlano chiaro: siamo di fronte a una distorsione strutturale dove i prezzi al dettaglio risultano sistematicamente inferiori ai prezzi all'ingrosso. Questa manovra, operata dai grandi player verticalmente integrati, punta a un unico obiettivo: mettere fuori gioco la concorrenza e strangolare i gestori. Si tratta di una strategia che annulla la libertà d'impresa e trasforma i punti vendita in semplici terminali di incasso per le multinazionali, privi di ogni autonomia economica.
LA MIOPIA DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA DEI BENZINAI
In questo scenario di macerie economiche, appare incomprensibile e inaccettabile l'atteggiamento delle principali associazioni di categoria dei benzinai. Mentre il mercato viene manipolato, i sindacati continuano a dimostrare una colpevole miopia, siglando accordi capestro che avallano l'imposizione indiretta dei prezzi tramite la clausola del "prezzo massimo".
Accettare penali vessatorie verso gestori che sono già vittime di margini da fame (spesso ridotti a soli 3 centesimi) non è solo un errore strategico: è un tradimento della base. Firmare questi protocolli significa legittimare un sistema che manda le aziende in perdita programmata, rendendo i rappresentanti di categoria complici del declino del settore.
L'INERZIA DELLE ISTITUZIONI
Il Governo e il MIMIT non possono più limitarsi a osservare. La "trasparenza" sbandierata con i monitoraggi dei prezzi medi è uno specchietto per le allodole se non si entra nel merito dei costi di cessione e delle dinamiche di raffinazione. L'inerzia dello Stato nel sanzionare queste distorsioni permette che la speculazione continui indisturbata, colpendo non solo i gestori, ma l'intera economia nazionale.
LE RICHIESTE
Si chiede un intervento immediato dell'Antitrust per verificare le politiche di prezzo dei grandi operatori e l'annullamento d'ufficio di tutte le clausole penali legate ad accordi non sottoscritti dalla totalità degli operatori. La legalità economica deve tornare a essere il pilastro della rete distributiva italiana.