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10/09/2019

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Vacanze Sicure: i risultati allarmanti dell’indagine sulle gommePrima regola per partire sicuri in vacanza è il controll...
11/07/2019

Vacanze Sicure: i risultati allarmanti dell’indagine sulle gomme

Prima regola per partire sicuri in vacanza è il controllo dei pneumatici: questo il consiglio del Servizio Polizia Stradale, Assogomma e Federpneus.

Oggi a Roma sono stati presentati i dati della campagna Vacanze Sicure, iniziativa di Assogomma e Federpneus con il Servizio Polizia Stradale che ha effettuato a ridosso delle partenze estive oltre 10.500 controlli su tutto il territorio nazionale, concentrati in 7 regioni (Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Valle D’Aosta).

I dati sono stati illustrati e commentati durante la conferenza stampa dal Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti e dal Dirigente della Prima Divisione del Servizio Polizia Stradale Santo Puccia.

I risultati dei controlli effettuati nei mesi di maggio e giugno di quest’anno dagli agenti della Polizia Stradale, elaborati sul modello del Politecnico di Torino, evidenziano dati sconfortanti in particolare per la percentuale di pneumatici lisci che arriva a toccare una media del 9%, con picchi di oltre il 20% in alcune Province.
Un dato molto interessante che si evince dalla tabella è che dove i controlli sono stati ripetuti a distanza di un anno, lo stato delle gomme è risultato nettamente migliore: segno che la

sensibilizzazione su larga scala, operata attraverso i controlli su strada, ha un effetto virtuoso sulla circolazione stradale.

I dati presentati oggi dimostrano poi, come ci sia una correlazione diretta tra veicoli non conformi e la loro età di immatricolazione: infatti le vetture più datate hanno percentuali di pneumatici lisci, danneggiati o non omogenei in misura molto superiore rispetto a quelle vetture che non hanno ancora effettuato la prima revisione perché con meno di 4 anni. Vale ricordare che la revisione è obbligatoria per tutte le vetture dopo i primi 4 anni di età e deve essere successivamente effettuata ogni 2 anni.

I veicoli controllati con più di 10 anni di età hanno mostrato non conformità complessive quasi doppie rispetto ai veicoli con meno di 10 anni di età.
L’equipaggiamento non omogeneo è stato pari al 4,5%. Per equipaggiamento non omogeneo si intende il montaggio di pneumatici di marche o modelli diversi sullo stesso asse, come pure l’impiego di 2 gomme estive generalmente sull’asse posteriore e due gomme invernali all’anteriore, sulla trazione. Quest’ultimo equipaggiamento è anche detto “misto”. Se nel primo caso si tratta di non conformità vietata e sanzionabile, nel secondo caso, quello dell’equipaggiamento misto, non vi è uno specifico divieto anche se può costituire un serio pericolo per la circolazione. E’ per queste ragioni che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo ha fortemente sconsigliato non potendo modificare una disciplina stabilita a livello europeo.

Inoltre il 2,7% del campione fermato aveva pneumatici non conformi alla carta di circolazione, mentre il 3,3% è risultato con gomme non omologate e il 4,4% delle vetture indagate presentava poi pneumatici danneggiati visibilmente.

I controlli di quest’anno hanno messo in luce anche un altro fenomeno rilevante, come l’utilizzo nei mesi estivi di un equipaggiamento invernale. Il 36% delle vetture fermate era infatti equipaggiato con pneumatici invernali di cui il 50% con sola marcatura M+S e il restante 50% marcato anche con il pittogramma alpino.

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19/03/2019

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Prevenire la perdita di trazione: consigli tecnici da KYB, lo specialista degli ammortizzatoriUn ammortizzatore deve ess...
24/02/2019

Prevenire la perdita di trazione: consigli tecnici da KYB, lo specialista degli ammortizzatori

Un ammortizzatore deve essere robusto. Solo se funziona in modo ottimale può garantire una percorrenza sicura. Il problema è che l’usura degli ammortizzatori avviene gradualmente. Per l’officina è quindi importante controllarli accuratamente – soprattutto in caso di difetti, quando in alcuni casi un sintomo in un ammortizzatore può rivelare un guasto altrove.

Gli ammortizzatori sono parti soggette a usura e andrebbero cambiati al massimo dopo 80.000 km. come raccomanda KYB, uno dei principali produttori mondiali di ammortizzatori e molle per il primo impianto e l’aftermarket. Utilizzare il chilometraggio come indicatore dell’usura dell’ammortizzatore ha però il limite di non prendere in considerazione le effettive sollecitazioni quotidiane. L’usura dell’ammortizzatore può non essere evidente, ma il comportamento del veicolo durante la guida può essere indicativo di un ammortizzatore usurato. Le prestazioni in curva e nei rettilinei peggiorano e la distanza di frenata aumenta considerevolmente. Possono iniziare a sentirsi suoni minacciosi come scricchiolii o scatti durante la sterzata. Anche la vibrazione del volante potrebbe indicare un guasto.
Tenuta e rumori: indizi di guasto

Se prima della data prevista per il controllo i clienti riferiscono di rumori insoliti, o notano che l’auto tende a ti**re da un lato, è decisamente il caso di controllare gli ammortizzatori. Questo vale anche se I freni, misurati sul banco prova, mostrano una diminuzione della potenza frenante da un lato. “In casi simili, un’ispezione visiva degli ammortizzatori è necessaria”, spiega Bastian Nardi Bauer, responsabile del supporto tecnico e della formazione di KYB Europe. “Nella maggior parte dei casi I difetti dipendono da usura delle guarnizioni – l’olio cola fuori dal pistone e insieme alla polvere e al fango forma uno strato appiccicoso sotto al pistone.” Peraltro, secondo Nardi Bauer, questo non va confuso con la normale lubrificazione. Una piccola quantità di strato lubrificante sul pistone è del tutto normale e non indica un guasto.
L’inverno: una prova di resistenza per le molle
Il secondo aspetto da considerare sono le molle: se il loro rivestimento protettivo è danneggiato, questo le rende particolarmente suscettibili alla ruggine in questi punti e a rischio di rottura dopo un certo periodo. “Le molle sono il contrappeso dell’ammortizzatore. Se non ci fossero, il veicolo continuerebbe a rimbalzare dopo aver preso una buca. Se le molle si rompono, il veicolo si inclina immediatamente da un lato – un’esperienza che è preferibile evitare,” spiega Nardi Bauer. Soprattutto nella stagione fredda, la molla è esposta a situazioni estreme. Quando il viaggio inizia con temperature basse, durante la guida la molla si scalda perché assorbe l’energia dell’ammortizzatore; inoltre si trova vicino al disco freno, un componente che può riscaldarsi parecchio. Il problema è che il metallo si ritira con il freddo e si espande con il caldo. “Le molle sono progettate per resistere agli sbalzi di temperatura e alla conseguente resistenza termica”, prosegue Nardi Bauer. “Ma se lo strato isolante è già danneggiato, o se hanno tracce di ruggine, allora potrebbero funzionare male e occorre sostituirle. Questo può anche avvenire a causa del sale sulle strade e della fanghiglia; il processo di corrosione si accelera spesso in inverno.
Cambiare molle e ammortizzatori: cosa tener presente

Fondamentalmente occorre ricordare che gli ammortizzatori vanno sempre cambiati in coppia sullo stesso asse. Non vale la pena di risparmiare in questo senso, sarebbe controproducente. KYB raccomanda vivamente di cambiare, insieme agli ammortizzatori, anche i Kit di montaggio e protezione. Questo è decisamente sensato. “Il motivo è evidente”, spiega Nardi Bauer. “Sebbene i Kit di montaggio possano non aver ancora raggiunto i massimi livelli di usura, è probabile che abbiano subito l’influenza dell’ammortizzatore usurato,” aggiunge Nardi Bauer. Semplicemente, un cambio di ammortizzatore su tutti e quattro le ruote può arrivare a costare 1.000 euro, manodopera compresa. Il costo della sostituzione dei Kit di montaggio e protezione, al confronto, è trascurabile, soprattutto visto che l’ammortizzatore va completamente smontato in ogni caso. Lo stesso vale per I Kit di protezione. Proteggono l’ammortizzatore dall’usura prematura; la copertura anti-polvere protegge il pistone da terra e polvere. D’altra parte, il compito del cuscinetto che assorbe gli impatti è limitare la deformazione della molla. Entrambe le parti sono indispensabili per un funzionamento sicuro e una lunga durata. Un altro consiglio da parte dello specialista delle sospensioni di KYB: se un ammortizzatore è rotto, questo non vuol dire che sostituirlo basterà a risolvere il problema. Il telaio è un sistema complesso con componenti diversi che devono funzionare tutti in modo ottimale. Un difetto negli smorzatori dei montanti o nei cuscinetti a sfera può portare a un’usura più rapida dell’ammortizzatore. “Se un componente del telaio si guasta a causa di un eccessivo gioco durante la guida, si creano grosse forze, che pongono enormi sollecitazioni a carico della molla e degli ammortizzatori,” spiega Bastian Nardi Bauer explains. “Per questo occorre sempre controllare l’intera sospensione per assicurarsi che I nuovi ammortizzatori operino in condizioni ottimali.”
Ammortizzatori idraulici a o gas?
La competenza dell’officina meccanica nel prestare consulenze è necessaria anche per un altro aspetto: scegliere la giusta tecnologia per l’ammortizzatore. Ci sono fondamentalmente due tipi di ammortizzatori: idraulici e a gas. Molti veicoli hanno sempre avuto ammortizzatori idraulici fino all’inizio del nuovo millennio e anche oltre. Ora può valere la pena di passare agli ammortizzatori a gas. “Gli ammortizzatori a gas dovrebbero essere sempre la prima scelta. Ottimizzano la trazione, il comportamento in frenata e il comfort di guida perché bilanciano le vibrazioni più rapidamente con una capacità di smorzamento maggiore,” spiega Nardi Bauer. Gli ammortizzatori idraulici sono raramente preferibili come alternativa, per un motivo in particolare: la prestazione di un ammortizzatore idraulico tende a scadere nel tempo per motivi legati alla sua struttura, indipendentemente dal produttore. Durante l’uso l’aria e l’olio contenute nel pistone tendono a separarsi e questo causa una perdita della forza smorzante. La tenuta di strada e il comfort di guida peggiorano, la distanza di frenata si allunga. Solo se l’auto rimane ferma per un periodo prolungato l’ammortizzatore riesce a recuperare tutta la sua potenza. Nel caso degli ammortizzatori a gas questo non succede. Tipicamente sono pieni di azoto. Il gas minimizza la formazione di schiuma nell’olio. La forza di smorzamento rimane costante, la distanza di frenata si accorcia – e questo avviene dal primo all’ultimo chilometro percorso con il veicolo. Questi vantaggi dovrebbero risultare convincenti per la maggior parte degli automobilisti – soprattutto se si considera che i costi aggiuntivi per passare alla tecnologia a gas per gli ammortizzatori sono decisamente contenuti.

Gli ammortizzatori regolano il movimento della molla e il loro compito è mantenere le gomme aderenti alla strada in modo da consentire ai freni di funzionare con efficacia. Un solo ammortizzatore usurato può aumentare la distanza di frenata fino a due metri – che possono fare la differenza fra una frenata in sicurezza e una collisione con un ostacolo.

20/02/2019

Mercato auto Europa: gennaio a -4,6% e l’Italia soffre l’ecotassa

Dopo un 2018 in linea con l’anno precedente, in Europa (28+Efta) il trend appare peggiorare in questo inizio d’anno, visti i risultati del mese di gennaio che, secondo i dati diffusi oggi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, fa registrare una contrazione delle vendite del 4,6% nel mese con 1.226.446 autovetture nuove contro 1.286.098 dello stesso mese dello scorso anno, riportando comunque il 2° miglior risultato per lo stesso mese degli ultimi 10 anni.

Da rilevare il risultato negativo in questo inizio anno per ben 23 dei Paesi rilevati, tra cui i 5 Major Markets che arrivano a contrarre i propri volumi anche in maniera incisiva: l’Italia, infatti, segna il 7,5% in meno degli acquisti, in linea con la Spagna a -8,0%. Segno negativo anche per Francia (-1,1%), Germania (-1,4%) e Regno Unito (-1,6%).

“Il settore automotive è un comparto cruciale nell’economia europea – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case Automobilistiche estere – considerato che in termini occupazionali impiega oltre 13 milioni di persone e genera un fatturato che rappresenta il 6,8% del Pil europeo”.

“La flessione che si registra in Europa in questo primo mese dell’anno, allineata al trend in peggioramento dell’ultima parte del 2018, non fa ben sperare in un recupero sostenuto per le vendite nel 2019. Come si evince dai dati, l’Italia è uno dei Paesi a registrare un’importante flessione, vista soprattutto l’incertezza di questo primo bimestre segnata dall’entrata in vigore del bonus-malus il prossimo 1° marzo”. “Il mercato dell’auto – conclude Crisci – è caratterizzato da molta confusione generata negli acquirenti di auto nuove e temiamo che la situazione non possa migliorare visto l’aggravio di una ecotassa, impropria e penalizzante, che si riverserà sull’acquisto di alcuni modelli”.

Germania – Gennaio in lieve calo (-1,4%) ma recuperano le vendite di auto diesel

Flettono anche in gennaio le vendite in Germania malgrado la ripresa degli acquisti di diesel. Nel mese sono state 265.702 le immatricolazioni di auto nuove, -1,4% rispetto alle 269.429 del 2018. L’incertezza che ha caratterizzato il mercato nell’ultimo quadrimestre dello scorso anno sembra interessare anche l’inizio del 2019, segno che le vendite tedesche non sono esenti dalle difficoltà economiche che interessano l’Europa. Ricordiamo però che gennaio 2019 è il 2° miglior risultato, dopo quello 2018, per il mese dal 1999. Le Associazioni di categoria rimangono, comunque, soddisfatte di questo inizio anno. Le vendite di auto diesel sono aumentate del 2,1% rispetto a gennaio 2018, con una quota di mercato che risale al 34,5%. La benzina cala dell’8,1% e arriva a una quota del 57,6%. Ottimi risultati per le alimentazioni alternative. Calo, infine, per i privati, al 33,1% di quota (-3,1 p.p.) mentre le persone giuridiche salgono a 66,8% di rappresentatività.

Regno Unito – I privati non bastano a sostenere il mercato: gennaio -1,6%

Registrato nel 2018 il secondo anno consecutivo di calo, nel Regno Unito il trend della domanda di auto non sembra cambiare per il 2019: a gennaio, infatti, sono state immatricolate 161.013 autovetture contro 163.615 dello scorso anno (-1,6%). Le vendite a privati tentano di sostenere il mercato con un +2,9% e 71.378 veicoli, a fronte di un decremento delle flotte del 3,4% (86.559 unità) e di un crollo delle società del 33,5% (3.076 veicoli). Sul fronte delle alimentazioni, invece, da rilevare il calo del diesel che perde il 20,3% dei volumi con 46.823 immatricolazioni, al 29,1% di quota (-7 p.p. rispetto allo scorso anno), a fronte di un aumento della benzina (+7,3%) e di un incremento a doppia cifra delle vendite di auto con alimentazione alternativa (+26,3%), che passano dal 5,3% al 6,8% di rappresentatività e che, secondo le stime della SMMT (Associazione di categoria del Regno Unito), sono previste aumentare più di un quarto rispetto al 2018 a 177.000 unità.

Francia – Calo ininterrotto: a gennaio si parte con un -1,1% (155.079 unità)

Il mercato dell’auto nuova francese inizia il 2019 con un rallentamento e chiude il mese di gennaio con 155.079 immatricolazioni (-1,1%). Fase negativa iniziata già a settembre come conseguenza di un contesto politico e sociale di forte tensione. Nell’analisi per alimentazione da segnalare il calo del diesel sceso al 34,2% dal 41,1% di quota del 2018, a
fronte del recupero delle vendite di auto a benzina salite al 57,9% di quota (+5,3 p.p.). Le elettriche con 3.059 unità nel 2018 sfiorano il 2% del mercato e le ibride restano stabili al 5,7% di quota. Da un’analisi per carrozzeria si evince, infine, che sono in aumento i fuoristrada, al 38% di quota (+2 p.p.) rispetto a gennaio 2018, mentre la metà delle auto vendute sono berline (50%) e le monovolume compatte (4% di quota) registrano un lieve calo.

Spagna – Incertezza e scenario economico paralizzano il mercato: gennaio a -8,0%

Dopo il +7,0% registrato nel 2018 (1.321.438 veicoli contro 1.234.932 del 2017), il mercato spagnolo dell’auto accusa l’incertezza e la confusione che si sta generando tra gli acquirenti a causa delle prospettive economiche negative e degli annunci di restrizioni alla circolazione (per esempio sul diesel che, infatti, perde il 30%). Il risultato di gennaio interrompe il trend positivo iniziato nel 2014, anno a partire dal quale la crescita sia del mese di gennaio sia dell’intero anno è stata continua. Le vendite in questo mese sono state 93.546 e hanno registrato un calo dell’8% rispetto alle 101.661 dello stesso mese dello scorso anno. Si riportano flessioni in tutti i canali ma risulta particolarmente incisiva la riduzione delle vendite a privati che perdono il 9,6% con 47.244 unità. Calano anche le immatricolazioni a società (-5,5%) con 31.374 unità e quelle a noleggio (-8,0%) con 14.928 vetture.

17/02/2019
Le gomme quattro stagioni: un’opzione per piccole vetture – Il test TCS su 9 modelliIl TCS (Touring Club Svizzero ) ha s...
16/02/2019

Le gomme quattro stagioni: un’opzione per piccole vetture – Il test TCS su 9 modelli

Il TCS (Touring Club Svizzero ) ha sottoposto a test nove tipi di gomme quattro stagioni per piccole vetture, confrontando le prestazioni con quelle invernali ed estive. L’esito complessivo della prova fa dire al club svizzero che “queste gomme sono un’opzione economicamente valida per chi percorre un chilometraggio annuo sotto la media e viaggia poco in condizioni invernali”.
Il comportamento su strada delle nove gomme, della dimensione 175/65 R14 82 T, è stato valutato con due distinti test di prova su percorsi, invernale: con neve, sul ghiaccio, su fondo stradale bagnato a basse temperature ed estivo: con fondo stradale asciutto e temperature miti. I risultati delle prove sono stati poi confrontati rispettivamente con le prestazioni dei pneumatici invernali ed estivi. Altri test comparativi sono stati realizzati sulla rumorosità, sul consumo di carburante e sull’usura. Alla fine di questo meticoloso ed esigente esame, basato su 18 criteri di valutazione, quattro dei nove pneumatici testati sono risultati “raccomandati” e i rimanenti cinque sono stati classificati “raccomandati con riserva”.
I 4 raccomandati sono Nexen N Blue 4Season, Continental AllSeasonContact, Goodyear Vector 4Seasons Gen-2 e Nokian Weatherproof. Consigliati, ma con riserva, invece i 5 modelli Firestone Multiseason, Maxxis AllSeason AP, Vredestein Quatrac 5, Hankook Kinergy 4s H740 e Michelin CrossClimate.
Un compromesso accettabile in questa categoria,
Nonostante qualche puntuale carenza, complessivamente le gomme “quattro stagioni” esaminate hanno retto il confronto con le invernali e le estive. Quelle “raccomandate”, di questa dimensione, sono, economicamente, una ragionevole opzione e rappresentano un ammissibile compromesso perché offrono un’accettabile sicurezza in funzione della regione in cui sono utilizzate e per una percorrenza chilometrica sotto la media, non più di 25‘000 Km. l’anno. Per contro, agli automobilisti, che viaggiano molto d’estate e che durante inverno percorrono spesso strade innevate, si consiglia di mo***re pneumatici concepiti per la relativa stagione.

I cinque pneumatici “raccomandati con riserva” non sono convincenti per le diverse esigenze delle strade estive e invernali. Alcuni modelli potrebbero prestarsi come pneumatici o invernali o estivi, ma sovente, nella stagione opposta, le loro prestazioni convincono poco o per niente.
I risultati dettagliati del test, con la valutazione particolareggiata di tutti i modelli di pneumatici, possono essere consultati sul sito www.pneumatici.tcs.ch.
Aprire gli occhi al momento dell’acquisto – I consigli del TCS
Chi s’interessa ai test sulle gomme o chiede un’offerta d’acquisto deve conoscere la dimensione esatta del pneumatico desiderato (per es. 175/65 R14 82 T).
Chi sceglie pneumatici valutati dal TCS “molto raccomandato” o “raccomandato” è sicuro d’acquistare un prodotto di qualità. Si consiglia di chiedere sempre due o tre offerte a più venditori, comprensive dei costi accessori (montaggio, bilanciamento, smaltimento) e IVA.
Si consiglia di acquistare solo gomme del più recente modello, per approfittare del progresso e dei miglioramenti tecnici.
L’acquisto di prodotti su Internet è di moda e le proposte allettanti non mancano. Tuttavia, il TCS osserva forti oscillazioni di prezzo sulle piattaforme del commercio delle gomme sul web. Si deve sempre paragonare l’offerta complessiva, ossia il costo finale delle gomme e del montaggio. Il TCS consiglia di acquistare le gomme e di farle mo***re presso lo stesso venditore. Il Club invita alla prudenza quando sono offerti pneumatici sorprendentemente a buon mercato disponibili soltanto via Internet.

Indirizzo

Via Lecco
Bergamo
24030

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:00
14:00 - 18:30
Martedì 08:00 - 12:00
14:00 - 18:30
Mercoledì 08:00 - 12:00
14:00 - 18:30
Giovedì 08:00 - 12:00
14:00 - 18:30
Venerdì 08:00 - 12:00
14:00 - 18:30
Sabato 08:00 - 11:45

Telefono

035617066

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