09/09/2026
Multa per autovelox: i 3 controlli da fare prima di pagare
Ricevere una multa per autovelox è un'esperienza sgradevole, ma prima di affrettarsi a pagare o, al contrario, rassegnarsi, è fondamentale sapere che non tutti i verbali sono legittimi. Per essere valida, la sanzione deve rispettare requisiti rigidi imposti dal Codice della Strada e dalle recenti sentenze della Corte di Cassazione.
Prima di saldare la quota o valutare un ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace, ci sono tre controlli fondamentali da effettuare sul verbale.
1. Il controllo della "Taratura" e dell'Omologazione
Non basta che l'autovelox sia funzionante: il dispositivo deve essere stato sottoposto alle verifiche periodiche previste dalla legge.
Taratura annuale: La Corte Costituzionale (sentenza n. 113/2015) ha stabilito che tutti i dispositivi di misurazione della velocità devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura, con cadenza almeno annuale. Nel verbale deve essere espressamente indicata la data dell'ultima taratura. Se manca o se è avvenuta più di 365 giorni prima dell'infrazione, la multa è annullabile.
Approvazione vs Omologazione: Una recente e fondamentale ordinanza della Cassazione (n. 10505/2024) ha chiarito che l'approvazione del dispositivo non equivale all'omologazione. L'autovelox deve aver ottenuto lo specifico decreto di omologazione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; la semplice "approvazione" rende il verbale contestabile.
2. La visibilità e la segnalazione preventiva
La legge vieta i controlli "a trabocchetto": l'automobilista deve essere messo in condizione di avvistare sia il segnale sia la postazione.
Distanza del cartello: La presenza del controllo velocità deve essere preventiva e chiaramente segnalata con un cartello stradale o un display luminoso. La distanza tra il segnale di preavviso e l'autovelox deve essere "adeguata" (solitamente almeno 400 metri sulle strade extraurbane) e il cartello non deve trovarsi a più di 4 km dalla postazione.
Visibilità della postazione: Anche la postazione stessa di controllo (l'apparecchio fisso o la pattuglia con il dispositivo mobile) deve essere ben visibile e contrassegnata.
3. I tempi di notifica e la contestazione immediata
La tempestività dell'invio e la precisione del verbale sono elementi essenziali per la validità della sanzione.
Termine dei 90 giorni: La multa deve essere notificata entro 90 giorni dalla data dell'infrazione (100 giorni se il proprietario del veicolo risiede all'estero). Se il verbale viene consegnato alle Poste o notificato via PEC oltre questo termine, la sanzione è prescritta e si può chiedere l'annullamento.
Mancata contestazione immediata: Di norma, gli agenti dovrebbero fermare subito il conducente. Se la contestazione immediata non è avvenuta, il verbale deve specificare chiaramente il motivo (ad esempio: dispositivo fisso approvato per il funzionamento automatico senza agenti, oppure velocità troppo elevata per fermare il veicolo in sicurezza).
Cosa fare se si riscontra un'irregolarità?
Se dal controllo del verbale emerge uno di questi vizi, è possibile fare ricorso:
Al Prefetto: Entro 60 giorni dalla notifica (ricorso gratuito, ma in caso di rigetto la sanzione raddoppia).
Al Giudice di Pace: Entro 30 giorni dalla notifica (prevede il pagamento di un contributo unificato, ma offre una valutazione giurisdizionale più approfondita).