Commercialmente, il "tubone" veniva proposto come un prodotto orientato al concetto della "moda unisex", in quegli anni imperante, e per accontentare le quattordicenni che manifestavano insofferenza per il divario prestazionale tra i ciclomotori destinati all'utenza femminile e quelli studiati per i coetanei maschi. Per ovviare a questa "discriminazione", secondo i rigidi concetti morali dell'epoc
a, non era possibile acquistare un ciclomotore di tipo "sportivo" o "cross", visto che non si sarebbero potuti guidare, indossando la gonna, con la richiesta decenza. In realtà, il "tubone" venne soprattutto apprezzato dall'utenza delle grandi città a causa della maggiore leggerezza e versatilità del ciclomotore. Alcuni "tuboni" avevano una maniglia saldata sul monotrave centrale che consentiva un agevole ed equilibrato sollevamento del mezzo. La possibilità di muoverlo facilmente negli angusti spazi condominiali ne fecero il mezzo ideale per gli studenti cittadini. Nei piccoli comuni di provincia, poco serviti da impianti per la distribuzione del carburante, la scarsa autonomia dovuta all'assenza del serbatoio, ne limitò fortemente la diffusione. I ciclomotori con queste caratteristiche, nel primo decennio di vendita, erano commercialmente definiti di tipo "college", mentre la denominazione "tubone", originariamente utilizzata solo dalle maestranze che li costruivano, si diffuse anche commercialmente nei primi anni '80, sostituendo rapidamente la primitiva definizione. Determinare la primogenitura del "tubone" è pressoché impossibile, data l'esistenza di "tuboni antelitteram" già nella prima metà degli anni sessanta, ma fu all'inizio degli anni settanta che alcune case motociclistiche iniziarono a costruire dei veri e propri "tuboni", dotati di propulsore 2T con cambio a 4 marce. Probabilmente, le prime aziende a proporre un "tubone" furono le bolognesi Tecnomoto, con il modello Personal e la Oscar con il modello "Mister College" che venne messo in vendita, nel 1968, quale variante a 4 marce del precedente "College" monomarcia. La decisione di produrre un ciclomotore con telaio monotubo venne presa congiuntamente dalle due aziende conterranee ed i modelli, molto simili, furono presentati contemporaneamente .