05/06/2026
5 Giugno 2026, facciamo il punto sull’articolo 26-ter Legge 7 maggio 2026, n. 70 (''Valorizzazione della risorsa mare'')
Cerchiamo di fare chiarezza sulla norma che ha sollevato notevoli dubbi e preoccupazioni tra i diportisti italiani
LA NORMA PUBBLICATA IN GAZZETTA UFFICIALE E’ LEGGE DELLO STATO
Il 9 maggio 2026 la norma è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Non sono previsti decreti attuativi ma si attendono delle circolari del Ministero dei trasporti che diano indicazioni precise agli Enti Tecnici preposti ai controlli e alle autorità per i controlli.
IL TAVOLO TECNICO
Sappiamo per certo che intorno alla metà di maggio c'è stato un tavolo tecnico a cui hanno partecipato, oltre a funzionari del MIT (Ministero delle infrastrutture e dei trasposti) , gli istituti accreditati ad ispezioni/certificazioni (RINA, GIORDANO, ENAVE ANCCP, ecc); da notare che non era presente la Guardia Costiera.
Sembra che la riunione non abbia prodotto alcuna indicazione/circolare e che si sia deliberato di riprogrammarne una nuova in futuro per discutere come dare attuazione alla legge.
IL PARERE DELL’AVVOCATO ALBERTO PASINO
Il 30 maggio per iniziativa di “Giornale di bordo” un podcast di Bolina.it curato da Alberto Casti è stata pubblicata un’intervista illuminante all'avvocato Alberto Pasino, tra i massimi esperti di Diritto Marittimo, Diritto dei Trasporti e della Logistica e Diritto del Diporto Nautico.
Il legale durante l’intervista, disponibile online da questo link: https://www.spreaker.com/episode/19-valorizzazione-della-risorsa-mare-la-legge-contro-le-barche-immatricolate-all-estero-con-alberto-pasino--72208481 smonta pezzo per pezzo la norma evidenziando tutti i problemi che essa presenta .
Dall’intervento del legale emerge in modo chiaro:
che è del tutto legale per un cittadino italiano o una società italiana avere una barca con bandiera estera;
che la norma è volta alla “prevenzione dei danni ambientabili” ma in realtà, come scritto nel testo “…mira a contrastare il fenomeno della fuga verso le bandiere estere" ;
la legge non prevede un periodo transitorio e và contro tre fondamenti del diritto, ovvero:
la certezza del diritto, la tutela dell’affidamento, la ragionevolezza
presenta diverse violazioni del diritto Europeo (marcatura CE, ecc);
pone disparità di trattamento tra i diversi cittadini italiani e i cittadini esteri;
viola il diritto internazionale nei confronti dei vari stati di bandiera;
introduce nuovi controlli inutili sulle attività di Charter e noleggio;
si pone in contrasto alla Costituzione Italiana in riferimento all’ Art. 3 e all’articolo 117.
LE FALSE INFORMAZIONI IN RETE
In rete, in modo particolare sui vari social network, si trovano molte informazioni false e forvianti:
alcuni enti tecnici si propongono di fare delle visite di sicurezza senza avere alcuna indicazione di che tipo di visita preveda la norma e senza il consenso dei vari stati di bandiera i quali hanno l’obbligo di autorizzare tali visite.
Il tariffario è libero, e il tipo di controllo è a discrezione dell’Ente che decide in autonomina cosa controllare con la barca in acqua o a terra, in completa autonomia!
si parla di visite e ispezioni dei serbatoi delle acque nere, di controlli delle prese a mare, dei gas di scarico...
Tutte informazioni false e fantasiose: non esiste allo stato attuale un capitolato scritto su queste visite
vengono diffuse false notizie di controlli diffusi, sequestri, multe...
I CONTROLLI SONO SOSPESI?
Diversi diportisti hanno contattato la Guardia Costiera, la Guardia di Finanza e altri enti governativi e hanno avuto notizia verbale che i controlli sono stati sospesi in via temporanea; non esiste però un riscontro scritto di queste affermazioni.
LE PEC A MIT
Alcuni diportisti proprietari, di barca con bandiera estera, hanno scritto una PEC al ministero [email protected],
chiedendo informazioni e chiarimenti.
Chiedono indicazioni precise per adeguarsi alla legge dello stato, ovvero chiarimenti su alcuni punti tipo questi:
stato delle autorizzazioni agli Enti Certificatori, ovvero; quali sono gli Organismi Notificati abilitati ad effettuare le visite di sicurezza indicate nel provvedimento?
la visita deve essere effettuata con la barca in acqua o in secco?
che tipo di controlli verranno effettuati?
esiste un tempo massimo per adeguarsi alla normativa?
esiste un tariffario nazionale per I controlli?
quali sono le sanzioni a cui si incorre in caso di inadempienze?
LA NOSTRA CONCLUSIONE
La norma in pratica è un grosso pasticcio italico che cade sulla testa dei diportisti italiani in un periodo dove la stagione estiva è ormai iniziata.
l’incertezza che sta seminando paure e apprensioni ha l’effetto di bloccare il mercato nautico, di far crollare le vendite, di mettere in ginocchio un mercato che già viveva di equilibri precari.
Il nostro consiglio è di attendere ancora qualche giorno in attesa di una comunicazione ufficiale governativa che faccia finalmente chiarezza sui tanti dubbi sopra illustrati.