Con l’entrata in vigore il 26 gennaio 2016, del Decreto 1 dicembre 2015 n. 219 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 11 gennaio 2016 n. 7, emanato dalla Direzione Generale della Motorizzazione, divisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per la riqualificazione elettrica dei veicoli circolanti, si aprono
significative opportunità per sviluppare un nuovo mercato nazionale ed europeo. L’Italia infatti è il primo paese europeo ad aver introdotto la possibilità di trasformare qualunque veicolo a benzina, gasolio ecc., in un veicolo elettrico, sia esso un auto, un furgone, o un autobus, semplicemente sostituendo il motore endotermico con un motore elettrico. L’attenzione per lo sviluppo dei veicoli elettrici è cresciuta enormemente negli ultimi tempi. Lo sviluppo della mobilità elettrica può comportare numerosi benefici: favorisce il risparmio energetico, la riduzione delle emissionidi biossido di carbonio, la riduzione della dipendenzadai combustibili fossili e, soprattutto, appare in prospettiva come uno degli strumenti più efficaci per la riduzione delle emissioni inquinanti nei centri urbani. In questo contesto il retrofit sarà la leva competitiva che darà la possibilità a chiunque voglia, di trasformare il proprio autoveicolo e anche di rendersi energeticamente indipendente.La parola retrofit è entrata nel vocabolario corrente ormai da un po'ʹ di tempo, precisamente dalla seconda metà degli anni 90, quando le auto 'ʹinquinanti'ʹ diventavano Euro 1 con l'ʹapplicazione di un catalizzatore a valle dell'ʹimpianto di scarico: un retrofit appunto. Perché in realtà il vero significato di questa parola è quello che definisce un componente che si aggiunge a un sistema chiuso, senza che quest'ʹultimo venga modificato. Ora la parola retrofit torna di attualità, ma stavolta riguarda unkit per trasformare tutti i veicoli a motore endotermico in veicoli completamente elettrici, senza modificare nulla del resto.