14/06/2026
ALFASOUTH /
Si, giusto per cambiare un attimo il titolo.
Anche perché partirà la solita litania: “Annapoli le Alfa migliori sono nate”, come se avessimo qualcosa in contrario allo stabilimento riconvertito a inizio anni ‘70, perché prima produceva solo le Renault 4, in licenza.
Nulla contro. Capito?
Mai avuto qualcosa contro Napoli.
Nemmeno contro Bergamo Bassa, che poverina… Già è bassa. Di certo, non si eleva.
Durante questa settimana, che stiamo per archiviare perché usiamo il calendario italiano ed europeo, abbiamo incontrato Giorgetto Giugiaro, a Torino.
Ha detto qualcosa di già noto, ma repetita juve, sebbene ci sia una certa preferenza per il Toro: l’Alfasud è migliore, rispetto alla Golf.
Però la Golf è la Golf, ed è stata Golf fin da subito.
Piaceva così, perché era nata con una pulizia di linee, di reputazione del Marchio, già fondato da uno che era un po’ tanto esperto in altre pulizie, pur non venendo da Manila e nemmeno dalla omonima discoteca di Igea Marina, e perché era già destinata a un target più cosmopolita.
L’Alfasud, se avesse avuto la bellezza di chiamersi Alfa Romeo Capri no, perché era occupato, e Ischia nemmeno, perché non è una cosa da spiaggia… Bacoli? No. Bagnoli? Nemmeno.
Chiamarla Napoli? Sarebbe stato meglio.
Nel welcome pack, un mattone.
No. Avrebbero potuto chiamarla in tanti modi, ma non con il nome della fabbrica.
Un conto è Mirafiori: pensi ai fiori. A come li rimiri. Guarda che fiori. Vieni fuori, che c’è la Luna a fiori.
Invece, l’Alfasud sa proprio di cassintegrazione e Cassa per il Mezzogiorno.
Grazie, che non sia diventata cool. Va a dar via il cool.
Ma come gli è venuto in mende di non chiamarla con un nome? O almeno un numero. Qualcosa!
Alfa Romeo Cusano Milanino. Fa scena, no?
Fa più scena del whisky and soda.
Piuttosto: Alfa Romeo Biassono.
Così, Rovagnati tutti i giorni.
Alfa Romeo Meda no, perché manca sempre una consonante.
Chiamarla Alfa Romeo Saronno no.
Arese, che suonerebbe veramente bene, nemmeno.
Non veniva da lì.
Cosa dobbiamo fare, per accettarla finalmente per ciò che è, per il capolavoro che è, senza pensare allo sketch di Diego Abatantuono e Giorgio Porcaro?
Disco Music, disco music…